Milano, 1 settembre 2026; a cura di DaFer – Il primo litro d’acqua è entrato in PHI12. Da questo momento non è più soltanto un progetto o un cantiere: prendono il via le prove tecniche dell’opera ideata dall’architetto Emanuele Boaretto, destinata ad ampliare Y-40 The Deep Joy, la piscina termale più profonda al mondo, e ad aprire nuovi scenari per la ricerca scientifica e medico-subacquea, studi aerospaziali, formazione di forze specializzate nella ricerca e nel recupero, test industriali e grandi produzioni cinematografiche.

PHI12 SPAZIO ACQUATICO DAGLI INFINITI POSSIBILI
PHI12 nasce come lo spazio acquatico dagli infiniti possibili, evoluzione naturale di Y-40, PHI12 ne supera il volume d’acqua con un cilindro di 12 metri di diametro, profondo fino a oltre 44 metri e alimentato da acqua termale salsobromoiodica. Un’opera che amplia i confini dell’architettura acquatica, progettata per riunire in un’unica struttura nuove applicazioni. Non una semplice piscina profonda, ma un luogo pensato per evolversi nel tempo, capace di accogliere attività e sperimentazioni che finora non trovavano un’unica struttura in grado di ospitarle. Dietro PHI12 c’è un investimento di quindici milioni di euro, una cifra che evidenzia la complessità dell’opera, superiore anche ai dieci milioni occorsi per realizzare Y-40. «Y-40 aveva già presentato tecnicismi complessi e numerose prime volte nella costruzione: dalla profondità in sé al ponte sospeso trasparente che la attraversa. Per PHI12 i valori del business plan erano già importanti a causa di alcune innovazioni progettuali legate all’ascensore, alle parti trasparenti, al tetto e agli adattamenti necessari per i futuri sviluppi legati alle attività previste delle forze armate e di soccorso. Ma sono ulteriormente aumentati in corso d’opera soprattutto a causa dell’incremento dei costi dei materiali dovuto agli scenari di crisi internazionali», afferma l’architetto Emanuele Boaretto, amministratore delegato di Millepini Immobiliare.
RIEMPIMENTO E AVVIO DELLLE PROVE TECNICHE
Il 10 agosto, sotto il cielo stellato che la notte di San Lorenzo ha offerto, cupola naturale della struttura, quasi fosse un richiamo alla vicina Cappella degli Scrovegni di Giotto, ha preso il via una delle operazioni più delicate dell’intero progetto. Accompagnato dalle note beneauguranti del violino di Andrea Casta, che si è esibito dal vivo facendo ascoltare in anteprima ai presenti “Awake”, brano in uscita a settembre e il cui videoclip sarà girato proprio in PHI12, il riempimento d’acqua della struttura inizia a consentire il collaudo degli impianti e la verifica delle sigillature dei grandi vetri acrilici che metteranno in relazione l’acqua con l’ascensore panoramico e gli spazi circostanti. Per completare l’operazione saranno necessari 4.700 metri cubi d’acqua, pari a 4,7 milioni di litri, e quasi dodici giorni di lavoro continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, con monitoraggio costante tramite telecamere e presenza continua del personale specializzato. «Il momento del collaudo è iniziato nel primo istante in cui si è invertito il sistema usato finora per tenere all’esterno l’acqua di falda, che ora viene lasciata entrare per il primo riempimento – illustra Boaretto -, in questa fase la temperatura si mantiene costante tra i venti e venticinque gradi per equilibrare la costruzione senza creare shock termici alle strutture in calcestruzzo. Successivamente verrà sostituita gradualmente con la nostra acqua termale salsobromoiodica, che sgorga a ottantasette gradi e sarà portata alla temperatura di esercizio compresa tra i trentadue e i trentaquattro gradi, ideale per consentire le attività in immersione senza muta».

UNO SPAZIO PER RICERCA, SOCCORSO E CINEMA
PHI12 è stata progettata perché anche chi non si immerge possa vivere l’esperienza della profondità. Il grande cilindro sarà aperto al cielo, così da consentire la movimentazione dall’alto di grandi attrezzature e scenografie. Alla profondità di cinque metri una vetrata anulare permetterà ai visitatori di osservare le attività subacquee lungo tutto il perimetro della struttura, mentre il primo ascensore panoramico al mondo inserito in una piscina profonda accompagnerà il pubblico fino al fondo seguendo la stessa velocità di subacquei e apneisti in immersione, trasformando la visita in un’esperienza immersiva anche restando completamente all’asciutto. Essa è stata concepita per ospitare formazione ed esercitazioni di recupero e salvataggio di gruppi di soccorso e forze armate, tant’è che «un grosso sforzo in fase di progettazione è stato fatto per predisporre gli ambienti ad ospitare tutte le loro attrezzature – precisa Boaretto -, un’ulteriore fase di completamento dell’opera avverrà con la consegna dei materiali concordati con le forze di soccorso e difesa da inserire nella realizzazione secondo le loro esigenze». Sarà poi un Open Lab utile all’attività di ricerca sul comportamento del corpo umano in immersione in acqua, ma anche in contesti aerospaziali, o per test industriali e scientifici su attrezzature, macchinari e componentistiche in profondità. Si potranno osservare eventuali prototipi durante l’immersione restando all’asciutto nell’anello a meno cinque metri o negli spazi profondi pensati per accompagnare la fase di studio.
CANTIERE FUORI SCALA
PHI12 andrà ad integrare gli Y-40 Studios nelle produzioni cinematografiche con un volume d’acqua di forma diversa, cilindrica, priva di spigoli, nel quale sarà anche possibile inserire dall’alto grandi scenografie dall’apertura verso il cielo mediante gru, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo del complesso. Per realizzare una struttura equivalente a un edificio di dodici piani sono stati montati 2 chilometri di ponteggi e installati 170 metri quadrati di vetri acrilici. Elementi del peso compreso tra 2,6 e 2,8 tonnellate, movimentati e posati con precisione millimetrica grazie alla collaborazione con un’impresa cinese, l’unica azienda straniera coinvolta nella costruzione, scelta per la sua alta specializzazione nella lavorazione di questo materiale. L’intera opera è stata inoltre realizzata ricorrendo a tecniche di escavazione d’avanguardia analoghe a quelle utilizzate nella costruzione delle gallerie.
L’OPERA IN CIFRE
700 m³ è il volume della struttura che verrà riempita di 4.700.000 litri di acqua termale (che sommati ai 4.300.000 litri di Y-40, raggiungeranno i 9 milioni di litri d’acqua complessivi); oltre 44 metri: il punto più profondo della struttura che si divide in due fondali a profondità diverse, uno a -33 metri ed uno a oltre -44 metri; 12 metri: il diametro del cilindro d’acqua. Dimensione eccezionale che rende Phi12 l’unica piscina profonda così larga, consentendo la disposizione di oltre 10 cavi che dalla superficie al fondo consentiranno agevolmente la discesa degli apneisti, 20 metri: il diametro della circonferenza del piano vasca rivolta al cielo; 140 mq: la superficie vetrata che consente alla struttura di entrare in connessione non solo con l’acqua, ma anche con il cielo e l’ambiente senza soluzione di continuità. Di questi, circa 70 mq sono curvi e utilizzati alla profondità di -5 metri per creare una vetrata ad anello che circonda il cilindro e consente ad ospiti e turisti di vedere cosa accade all’interno dell’acqua. Altri 40 mq sono invece stati usati verticalmente per creare le trasparenze dell’ascensore panoramico, l’unico al mondo in una struttura acquatica profonda, e consentire ai visitatori di scendere alla stessa velocità dell’apneista che pinneggia in immersione. Tutti questi vetri acrilici consentono anche di illuminare la struttura dall’asciutto con fari speciali o multicolori; mentre di giorno l’apertura al cielo e la parte dell’anello a 5 metri di profondità esposto verso l’esterno lasceranno già entrare molta luce naturale. PHI12 entra ora nella sua fase più importante, l’ultima tappa prima dell’apertura prevista per la fine dell’autunno.



