REGNO UNITO, nuovo corso socialista. Andy Burnham e la Casa Bianca: armoniosi sensi tra le due sponde dell’Atlantico

Il nuovo Primo ministro britannico ha autorizzato l'utilizzo di basi militari nel Regno Unito per gli attacchi statunitensi contro l'Iran. In sostanziale continuità con la linea politica del suo predecessore a Downing Street, egli, che ha assunto i poteri lunedì scorso, ne ha approvato la decisione. Tuttavia, a questo punto si trova in una situazione difficile, poiché da un lato è pressato dalla sinistra nel suo paese, che vorrebbe impedire la concessione delle basi e ulteriori implicazioni di Londra nel conflitto, dall’altro dalla Casa Bianca, con Donald Trump che vuole invece che la partecipazione del Regno Unito alla guerra aumenti

Londra, 21 luglio 2026 – Il Primo ministro Andy Burnham, che ha recentemente assunto la carica sostituendo il suo compagno di partito Keir Starmer, ha approvato l’utilizzo di basi militari britanniche da parte delle forze armate statunitensi per quelli che Downing Street definisce «attacchi difensivi contro l’Iran», una decisione assunta in sostanziale continuità con la politica del precedente premier in una fase del conflitto nel Golfo che registra una sensibile intensificazione.

LE FORZE USA UTILIZZERANNO LE BASI MILITARI BRITANNICHE

Venerdì scorso Starmer aveva presieduto una riunione di ministri e alti funzionari nel corso della quale erano state discusse le linee guida della politica britannica a seguito della ripresa delle operazioni militari statunitensi contro la Repubblica Islamica. Secondo quanto riferito da alcune fonti, i ministri presenti a quell’incontro hanno deciso di proseguire nel solco di quanto fatto finora, dunque, le basi di Diego Garcia nell’Oceano Indiano e quella della RAF a Fairford, nel Gloucestershire, potrebbero venire utilizzate dai velivoli americani inviati in missioni sull’Iran e lo Stretto di Hormuz. Burnham, che ha assunto i poteri successivamente, nella giornata di lunedì, informato del vertice ha in seguito approvato la decisione del suo predecessore.

L’ULTIMO VERTICE SEGRETO DI KEIR STARMER

Tuttavia, egli si trova in una situazione difficile, pressato da un lato dalla sinistra nel suo paese che vorrebbe impedire la concessione delle basi e ulteriori implicazioni di Londra nel conflitto, dall’altro dalla Casa Bianca, con Donald Trump che vuole invece che la partecipazione del Regno Unito alla guerra aumenti. Ma, le dichiarazioni rese pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti d’America, che ha minacciato di attaccare le infrastrutture civili iraniane, inclusi i ponti e le centrali elettriche, hanno destato preoccupazione tra i funzionari di Sua Maestà britannica, timorosi delle eventuali implicazioni di tali attacchi. A questo punto, Burnham rischia le critiche dei Verdi e dei Liberal Democratici, entrambi contrari all’utilizzo delle basi, in quanto atto che ritengono una «complicità nella commissione di crimini di guerra».

ARMONIOSI SENSI TRA LE DUE SPONDE DELL’ATLANTICO

Sempre nella giornata di lunedì, a seguito dell’assunzione della carica di Primo ministro, Burnham ha parlato al telefono con il Presidente degli Stati Uniti d’America, ufficialmente «illustrandogli l’impegno del Regno Unito nella garanzia della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz». Dal canto suo, Trump ha successivamente pubblicato un post sul social media Truth Social, positivo riguardo alla telefonata: «Abbiamo discusso di petrolio del Mare del Nord – vi si legge -, commercio, alleanza militare, sminamento dello Stretto di Hormuz e molti altri argomenti. La telefonata è stata interessante ed è andata molto bene».

Condividi: