ENERGIA, caro carburanti. Per Federpetroli Italia «soltanto l’Eni può dare risposte concrete»

Ad avviso di Michele Marsiglia «non sarà la politica attraverso la finanza pubblica a poter risolvere la crisi del caro carburante e l'emergenza energetica, in questo momento soltanto Eni, che conosco da venticinque anni, è in grado di fornire una risposta concreta al problema». Intanto il Gruppo di Piazzale Mattei consolida e amplia la presenza nell’offshore dell’Uruguay con la firma assieme a MIWEN (interamente controllata da YPF) e la compagnia petrolifera nazionale uruguaiana ANCAP, l’entrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nell’offshore del Paese latinoamericano, dopo aver ottenuto l’approvazione delle autorità di Montevideo

San Donato Milanese (MI), 29 agosto 2026 – «In questo paese non è la politica attraverso la finanza pubblica a poter risolvere la crisi del caro carburante e l’emergenza energetica, in questo momento soltanto Eni, che conosco da venticinque anni, è in grado di fornire una risposta concreta al problema». Così ha esordito ieri Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli Italia, rivolgendosi alla stampa.

Michele Marsiglia

 

 

CARO CARBURANTI: RISPOSTE AL PROBLEMA

Egli ha quindi sostenuto le proprie affermazioni, relative appunto alla possibilità di un intervento diretto del Gruppo industriale del settore energetico partecipato dallo Stato italiano, argomentando mediante un richiamo alla recente cronaca. «Una notizia di cui ho avuto conferma – ha aggiunto Marsiglia -, vale a dire la richiesta avanzata ieri (il 27 agosto, n.d.r.) da Eni a Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica al 50% tra la compagnia di Stato libica National Oil Corporation (Noc) e la stessa Eni, di incrementare del 20-25% la produzione di gas destinata all’Italia e all’Europa. Questo dimostra che un intervento di Eni è possibile. L’obiettivo è quello di aiutare concretamente nell’attuale fase, caratterizzata da una situazione particolarmente critica sul piano energetico, soprattutto per quanto concerne il gas».

INCREMENTARE LE IMPORTAZIONI DI GAS DALLA LIBIA

Ad avviso del presidente di Federpetroli Italia la pianificazione dell’Eni assume dunque un’importanza cruciale, anche alla luce dell’andamento dei prezzi dei carburanti. «I prezzi dei carburanti stanno salendo sempre di più – conclude Marsiglia -, registriamo che, anche a fronte di una piccola flessione del prezzo del greggio sui mercati internazionali, continuano comunque ad aumentare: crescono di cinque centesimi in un giorno e poi diminuiscono di un centesimo quello venturo. Ma il risultato è che si è verificato egualmente un incremento del prezzo e su di esso, ovviamente, il fattore gas pesa sempre. Siamo in piena crisi petrolifera e questi aiuti, pur riconoscendo e premiando lo sforzo compiuto, non sono certamente sufficienti a sostenere consumatori e aziende, poiché è necessario intervenire in modo diverso e molto più incisivo».

OFFSHORE IN URUGUAY

Intanto Eni consolida e amplia la presenza nell’offshore dell’Uruguay con la firma assieme a MIWEN (interamente controllata da YPF) e la compagnia petrolifera nazionale uruguaiana ANCAP, l’entrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nell’offshore del Paese latinoamericano, dopo aver ottenuto l’approvazione delle autorità di Montevideo. Il Gruppo di Piazza Mattei è ora operatore del blocco OFF-5 con una quota del 50% insieme al partner MIWEN che detiene il restante 50 per cento. Il blocco OFF-5 è nel suo primo periodo esplorativo e sono in corso studi per la maturazione del potenziale petrolifero dell’area, sui quali Eni applicherà le tecnologie proprietarie per accelerarne e massimizzarne il valore. L’entrata di Eni in Uruguay insieme a MIWEN rafforza la collaborazione tra Eni e YPF, già partner nel progetto integrato upstream-midstream Argentina LNG (ARGLNG) e consolida la presenza di Eni nell’America del Sud. Recentemente ha inoltre raggiunto un accordo di ingresso con una quota del 40% nell’adiacente blocco OFF-6, operato da APA Corporation.

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