Roma, 3 agosto 2026 – Guerra ibrida, spostamenti di massa di persone a fini destabilizzatori: Turchia sulla rotta dei Balcani (nove miliardi in dote allo scaltro Erdoğan), Libia e scafisti (prima Gheddafi e adesso i vari referenti obbligati), Tunisia (omissis), ma, in diversa misura e prospettiva, anche Jugoslavia (si ricordi l’etnia albanese spinta fuori dai confini di Kosovo i Metohija dalla Policija di Milošević a seguito dell’attacco della NATO alla Serbia e Montenegro). Insomma, di letteratura da consultare, qualora lo si voglia, ve ne è a sufficienza per restare impegnati tutta l’estate.
INFORMACIJA N.1: RABAT IN CRISI PRENDE DUE PICCIONI CON UNA FAVA
Una delle cause alla base delle ultime dinamiche in quel lembo estremo di Africa proteso sullo Stretto di Gibilterra e il Mediterraneo viene da alcuni ricondotto agli approcci di Madrid nei confronti dell’Algeria, anche a fronte di asserite necessità di acquisirne il gas naturale prodotto, oltre alla voce di a una possibile concessione della cittadinanza spagnola ai sahrawi che attualmente vivono nei campi di Tindouf, cioè in quella militarizzata provincia al confine con il Regno del Marocco da dove, anche di recente, sono partiti gli attacchi delle unità del Polisario contro le postazioni dell’Esercito di Rabat lungo il famoso «muro difensivo» nel deserto. In queste ultime concitate ore di ubriacature mediatiche si è inoltre letto e udito che la causa è la crisi interna al Marocco e gli effetti sono le pressioni migratorie esercitate verso l’esterno, tese ad alleggerire le tensioni intestine. Dunque, si tratterebbe di spostamenti di massa di persone cui sovente all’establishment di Rabat vengono attribuiti pilotaggi a vari fini, non ultimo quello del condizionamento delle politiche degli Stati di volta in volta in contrasto con gli interessi nel Regno (stavolta, ma non è la prima volta, è toccato alla Spagna).
INFORMACIJA N.2: GLI ALGERINI CI HANNO MESSO LO ZAMPINO
Ipotizza il quotidiano iberico “La Razón” – https://www.larazon.es/espana/invasion-ceuta-estuvo-dinamizada-julio-redes-sociales-especial-argelia_202608026a6f8fe471b42a0b5dd5c4a6.html -, che una campagna sui social media posta in essere «dall’Algeria», avrebbe favorito gli arrivi a Ceuta. Ad avviso del giornale spagnolo, l’ondata di ingressi irregolari registrata negli ultimi giorni a Ceuta sarebbe stata preceduta da un’intensa campagna di mobilitazione sui social media, campagna iniziata già nel mese di luglio che avrebbe generato più di undici milioni di interazioni sulle principali piattaforme digitali. Sempre secondo i redattori de “La Razón”, i contenuti sarebbero stati diffusi principalmente da account localizzati in Algeria, ma anche in Tunisia, Francia e, in misura minore, negli Stati Uniti d’America. Messaggi che avrebbero incoraggiato chi era in procinto di assumere la definitiva decisione di migrare all’estero a raggiungere Ceuta, lasciando intendere che le condizioni per entrare in Spagna fossero favorevoli, contribuendo in questo modo ad alimentare la pressione migratoria verso l’exclave. Sempre il medesimo quotidiano riferisce inoltre che le Autorità della Sicurezza di Madrid starebbero analizzando l’origine e le modalità di diffusione di questi contenuti digitali allo scopo di accertarne l’eventuale incidenza nel coordinamento e/o nell’incentivazione dei tentativi di attraversamento della frontiera nel piccolo lembo di terra nordafricano che assieme a Melilla è sotto sovranità spagnola.
UNA CERTEZZA: NECESSARIA ATTENZIONE E LUCIDITÀ
Sulla drammatica e, certamente, foriera di conseguenze sul piano politico non soltanto in Spagna, sono intervenuti oggi l’avvocato Luca Lanzalone e il giornalista Lorenzo Somigli, autori del saggio “The Donroe Doctrine” (edito per i tipi di Angolazioni; ISBN-10: 8898993897; ISBN-13: 978-8898993895), che offre una lettura analitica della nuova Dottrina Monroe di Donald Trump, affrontando tematiche di respiro globale che, ovviamente, anche nel Nord Africa, nel Mediterraneo e nell’Atlantico rinvengono spunti di fondamentale importanza ai fini della comprensione delle dinamiche in atto. Riferendosi al «caso Ceuta» e a ciò che ne consegue, essi sostengono che «la crisi spagnola va seguita con attenzione, poiché Madrid, in ogni caso, ha bisogno della solidarietà europea», poiché «il rischio è quello del riacutizzarsi delle tensioni in tutta la regione». Nell’esplicare la loro riflessione Lanzalone e Somigli partono da lontano: «Un secolo fa – affermano ai microfoni di insidertrend.it – si consumava la Guerra del Rif tra i ribelli locali e la Spagna, con l’indispensabile supporto francese. Oggi, la tensione tra Madrid e Rabat ha raggiunto un nuovo apice a causa della questione migratoria, seppure i contrasti montassero da decenni.
MONITORARE LE CRITICITÀ
Ebbene, questa criticità potrebbe avere ripercussioni sull’intero assetto nordafricano, in primo luogo riguardo al possibile riaccendersi dello scontro, mai del tutto sopito, con l’Algeria, ma anche su scala europea». A loro avviso, l’Italia dovrà monitorare con attenzione questa dinamica, in quanto attrice del sistema internazionale. «La Spagna è il punto focale della crisi – concludono Lanzalone e Somigli -, ma è anche parte indispensabile del sistema europeo di difesa e quindi merita il massimo sostegno europeo, in particolare da Italia e Francia. In più, Ceuta ha una centralità strategica, perché è una porta d’accesso su Gibilterra, quindi sull’Atlantico e, l’allontanamento della Spagna dal Nord Africa rischia di allontanare tutta l’Europa dai Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo che, come tali, costituiscono un confine naturale dell’Europa e contestualmente l’accesso alle risorse del continente Africano».



