EVENTI, libri. Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2026 va a Gianni Lattanzio per il saggio su Santa Francesca Cabrini

«Cabrini, Santa delle frontiere: dalle migrazioni all'intelligenza artificiale, la persona resti al centro»

Roma, 3 ottobre 2026 – Lo scorso sabato 26 settembre a Palazzo Mauri, a Gianni Lattanzio è stato consegnato il Premio internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2026, assegnatogli per il libro da lui scritto, “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”. L’iniziaativa viene promossa dallo Spoleto Art Festival, presieduto da Luca Filipponi, e riceve il patrocinio dell’Associazione internazionale dei critici letterari.

PREMIATO GIANNI LATTANZIO

«Ricevere questo riconoscimento a Spoleto, città di cultura e di spiritualità, mi emoziona e mi responsabilizza – ha dichiarato l’autore del saggio sulla santa dei migranti -, lo dedico ai milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra in cerca di dignità e a chi oggi arriva in Europa con la stessa speranza». Sull’attualità di madre Cabrini, patrona universale dei migranti, Lattanzio ha inoltre sottolineato che «è stata una donna delle frontiere, poiché ha attraversato l’oceano decine di volte e ha fondato scuole, ospedali e orfanotrofi tra le Americhe e l’Europa. Lo ha fatto in un’epoca in cui gli emigranti italiani venivano esclusi e disprezzati. Seppe unire la fede all’azione concreta, l’accoglienza all’educazione e la carità a una straordinaria capacità organizzativa».

ATTUALITÀ DI SANTA FRANCESCA CABRINI

«Oggi le frontiere non sono più soltanto geografiche – ha aggiunto Lattanzio -, sono anche tecnologiche. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando il lavoro, l’informazione, la scuola e la cura. Aprono opportunità immense, ma rischiano di creare nuove esclusioni e nuove periferie digitali, dove interi gruppi sociali restano ai margini. Cabrini ci ricorda che ogni innovazione va misurata sulla dignità della persona. Si fece ponte fra mondi lontani. Allo stesso modo, oggi dobbiamo far sì che la tecnologia unisca invece di dividere e che l’IA resti al servizio dell’uomo, e non il contrario. L’Europa ha scelto di regolare l’intelligenza artificiale mettendo al centro i diritti fondamentali».

IL NECESSARIO CONFRONTO CON LA MODERNITÀ

«È una scelta che risponde allo spirito dell’umanesimo cristiano – ha quindi egli concluso -, ma le regole non bastano, perché occorrono educazione, formazione e alfabetizzazione digitale, soprattutto per i giovani e per chi rischia di restare indietro. Cabrini investiva nell’istruzione come strumento di emancipazione. Oggi quella lezione significa garantire a tutti gli strumenti per comprendere e governare il cambiamento tecnologico. Con questo libro ho voluto proporre un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano. Il messaggio di Cabrini è una bussola per il presente. Vale per le migrazioni e vale anche per l’era digitale: nessuna frontiera, fisica o tecnologica deve far perdere di vista la persona».

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