EDILIZIA, demoricostruzione. La sentenza del Consiglio di Stato su coincidenza tra fabbricato demolito e ricostruito

Ad avviso di Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia e responsabile nazionale del Dipartimento lavori pubblici del suo partito politico, il pronunciamento della massima magistratura amministrativa della Repubblica «è positivo, poiché interviene sulla neutralità della demoricostruzione». Ella ha altresì aggiunto che, tuttavia, «ora si renderà necessario mettere ordine al caos normativo con un testo unico delle costruzioni»

Roma, 7 novembre 2025 – Sostiene infatti la parlamentare azzurra che si tratta di «una sentenza, quella emessa dal Consiglio di Stato il 4 novembre scorso (la n.8542, n.d.r.), che segna il sostanziale superamento del dogma della continuità, cioè la coincidenza tra fabbricato demolito e ricostruito per interventi di demoricostruzione, anche con modifica del sedime, e afferma un principio di senso e raziocinio, quello della neutralità, purché non si verifichino, ovviamente, alterazioni nei volumi o nel carico urbanistico tra costruito e demolito, ossia nessuna alterazione del tessuto urbano nel complesso, come del resto già scritto nella legge semplificazione del 2020».

Erica Mazzetti

 

INTERVENTI DI DEMORICOSTRUZIONE

«È una sentenza positiva – prosegue al riguardo la Mazzetti -, per un settore come quello delle costruzioni che attende risposte concrete e norme stabili. Fino a oggi tutto ciò è stato oggetto di contenziosi, bloccando tanti investimenti e lasciando i cittadini sospesi. È anche vero che le Regioni, prima del legislatore nazionale, hanno introdotto forme di flessibilità nella demoricostruzione, ma adesso abbiamo un orientamento univoco valido per tutto il Paese. Questa sentenza può avere un impatto sul contenzioso e sulla prassi, riducendo il rischio di interpretazioni formalistiche, aprendo invece la strada a interventi più flessibili, ma coerenti con il tessuto urbano, dando respiro a professionisti, imprese e amministrazioni, finora frenati da incertezze e timori interpretativi. Ovviamente, non può essere sempre la Giustizia a intervenire, dirimere questioni complesse o riportare ordine nel grande caos, anche alla luce di quanto avvenuto a Milano, che si sta ripetendo in questi giorni a Bologna, e alla luce del sostanziale blocco dell’edilizia sul territorio nazionale per l’incertezza normativa e la paura dei dirigenti».

IL TESTO UNICO SULLE COSTRUZIONI

«Stante tutto questo – conclude la responsabile nazionale del Dipartimento lavori pubblici di Forza Italia – il nostro partito sta lavorando sia per l’oggi che per il prossimo futuro. Infatti, Forza Italia ha proposto nell’immediato un commissario a Milano per le pratiche in essere, facendo riordino tra norme e competenze, tuttavia, a seguire occorrerà il nuovo testo unico delle costruzioni. Una boccata d’ossigeno per il settore e per la pubblica amministrazione, indispensabile per rimettere ordine, chiarire norme e poteri, per l’individuazione degli atti autorizzativi in coerenza al tipo di intervento da effettuato, per gli standard urbanistici ed edilizi e, soprattutto, per la chiarificazione delle competenze tra Stato e Regioni. Deve essere la politica a indicare la disciplina, non la Giustizia. In quest’ottica si potrà restituire il concetto univoco e coerente degli obiettivi di sostenibilità e sicurezza del patrimonio edilizio, allineando la disciplina urbanistica alle esigenze tecniche strutturali dell’edilizia contemporanea in una visione rigenerativa».

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