REGNO UNITO, dimissioni della premier Truss. Lessons learned: evidentemente i mercati sono ancora in grado di fare a pezzi la politica

Nella finanza globalizzata se una farfalla batte le ali in Thailandia lo spostamento d’aria si avverte in modo sensibile anche nella City londinese. Dunque, dai fondi pensione britannici le criticità hanno rischiato di trasmettersi rapidamente all’intero sistema finanziario mondiale

Inflazione ormai al 10%, brexit incompiuta e certamente non completamente metabolizzata, Scozia e Ulster più fuori che dentro il Regno Unito, quadro internazionale oltremodo incerto: in questo fosco scenario la verde Inghilterra dell’immediato dopo Elisabetta II fa i conti con gli apprendisti stregoni del Partito conservatore giunti al vertice dello Stato, ma poi inesorabilmente precipitati giù a seguito di politiche che definire azzardate sarebbe un eufemismo.

RISE AND FALL OF UNCERTAIN CABINET

Basandosi sulla drammatica e allo stesso tempo istruttiva vicenda umana e politica di Liz Truss Ken Loach potrebbe girarci uno dei suoi film, magari intitolandolo “Rise and fall of a uncertain cabinet”, ovvero la storia di un esecutivo (il quarto a guida conservatrice in pochi mesi che va in pezzi) che cade dopo soli quarantaquattro giorni per eccesso di ambizione, temerarietà e forse insipienza della sua premier. Già, poiché dopo le dimissioni del Tesoriere Kwasi Kwarteng sono giunte quelle del primo ministro Liz Truss.

SPENDI SPANDI, SPENDI SPANDI EFFENDI…

La Truss è stata vittima della sua stessa politica, in particolare della sua «mini manovra fiscale» che prevedeeva un taglio quantomeno azzardato dell’imposizione fiscale, ma in assenza di coperture finanziarie in bilancio. Ispirata da Margareth Thatcher, la Truss ha tentato di emularne le gesta (e anche qui tornano utili i film di Ken Loach), forse perché obbligata dalla propria condizione e dai propri limiti culturali. Ella ha ritenuto opportuno colpire duro per lasciare il segno: tagliare le tasse soprattutto a beneficio dei più abbienti, lasciando le previste briciole di questo nuovo da lei auspicato corso economico ai ceti popolari.

LESSONS LEARNED

Qualcosa di cui, mutatis mutandis, si parla anche in Italia, rincorrendo le ubbie di «tasse piatte» ridotte a percentuali minime e scostamenti di bilancio a oltranza. Ebbene, essi dovrebbero apprendere la lezione britannica e, conseguentemente, evitare di stuzzicare eccessivamente i mercati con operazioni pericolose, poiché questi ultimi sono inesorabili nelle loro immediate contromisure. Dovrebbero dunque guardare con attenzione alla Londra di questi ultimi giorni, dove l’abortito piano di riduzione in deficit dell’imposizione fiscale deciso dalla Truss ha addirittura condotto il sistema finanziario internazionale sull’orlo della crisi.

I RISCHI DI UNA CRISI FINANZIARIA GLOBALE

Infatti, i portafogli dei fondi pensione (fondi d’investimento) britannici sono pieni di titoli di Stato di Londra e, con il crollo del valore di questi ultimi sui mercati a seguito della dissenata mini manovra fiscale della Truss, hanno subito una consistente perdita di valore. Ma, è noto che nella finanza globalizzata, se una farfalla batte le ali in Thailandia lo spostamento d’aria si avverte in modo sensibile anche nella City. Quindi, dai fondi pensione britannici le criticità hanno rischiato di trasmettersi rapidamente all’intero sistema finanziario mondiale.

FUTURO INCERTO

La Truss permarrà temporaneamente nella carica fin quando non verrà nominato il suo successore, probabilmnte entro la prossima settimana. Tuttavia, riguardo al prossimo futuro va rilevato che, almeno per il momento, Jeremy Hunt, ritenuto probabile successore dell’attuale premier, non intende candidarsi per la leadership del partito.

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