CISGIORDANIA, violenze dei coloni. Israeliani contro: il caso Heidi Levine e la lettera di scuse

Venerdì scorso la sessantaquattrenne cittadina statunitense fotoreporter del quotidiano “Washington Post” è stata scaraventata a terra e picchiata da un gruppo di coloni israeliani che stavano attaccandoo gli abitanti della villaggio arabo di Abu Falah. Al momento dell’aggressione la donna indossava un corsetto antiproiettile recante la scritta «PRESS» (stampa) ben visibile, ma nonostante questo i coloni le hanno egualmente sottratto il telefono e la macchina fotografica. A seguito dell’aggressione la Levine è stata ricoverata in un ospedale di Ramallah. Un atto spregevole che nel Paese ha provocato dure reazioni, espresse anche mediante una lettera aperta di scuse indirizzata alla giornalista (e al mondo) da un consistente gruppo di personalità della Difesa, della Sicurezza, della Giustizia e del mondo accademico e civile di Israele

Tel Aviv, 17 ottobre 2026 – Cara Heidi, insieme a centinaia di colleghi, alti funzionari israeliani della sicurezza nazionale attualmente in pensione, oltreché ad altre persone, desideriamo esprimerti la nostra più sincera solidarietà e la nostra profonda indignazione per la violenza che hai subito mentre svolgevi il tuo importante lavoro di giornalista. Ci vergogniamo profondamente che i terroristi ebrei in Cisgiordania continuino a infliggere sofferenze a palestinesi innocenti, ad aggredire coloro che li difendono e a prendere di mira chi documenta e denuncia la loro spregevole condotta. La loro brutalità disonora Israele e il popolo ebraico. Tali atti minano la sicurezza di Israele, la sua posizione a livello regionale e internazionale e il tessuto morale della nostra società. Rappresentano un tradimento di tutto ciò che abbiamo dedicato la nostra vita a difendere.

SPREGEVOLE CONDOTTA

Insieme ad altri, molti di noi hanno trascorso mesi a mantenere una presenza nelle comunità palestinesi e a pattugliare i dintorni nel tentativo di scoraggiare i coloni violenti, assistere le vittime e, come fate voi, a documentare questi atti oltraggiosi per informare le autorità e l’opinione pubblica. Purtroppo, con l’incoraggiamento dei più alti livelli di governo e con le risorse e la protezione delle forze dell’ordine garantite da membri dell’esecutivo attualmente in carica, oltreché della Knesset, soltanto un cambiamento radicale nella politica di Gerusalemme potrà porre fine a questo fenomeno pericoloso e vergognoso. A nome di circa seicento personalità in precedenza ai vertici della Sicurezza di Israele (CIS), di oltre duecento funzionari di Polizia e di alti ufficiali impegnati nella difesa della democrazia, di ex alti funzionari del sistema giudiziario, accademici, imprenditori e altre personalità, vi preghiamo di accettare la nostra sincera solidarietà, la nostra profonda preoccupazione per il vostro benessere e i nostri più calorosi auguri di una pronta e completa guarigione.

I FIRMATARI DELLA LETTERA

Con i più cordiali saluti e profondo rispetto: tenente generale (in congedo) Moshe (Bogie) Yaalon, già capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (IDF) ed ex ministro della Difesa dello Stato ebraico; Tamir Pardo, già direttore del Mossad; Amy Ayalon, ammiraglio in congedo già direttore dello Shin Bet; Moshe Karadi, ispettore generale in congedo già commissario di Polizia; Matan Vilnai, maggiore generale in congedo già vicecapo di stato maggiore delle IDF ed ex viceministro della Difesa oltreché ex ministro della Difesa del Fronte interno; David Harel, docente universitario, presidente dell’Accademia israeliana delle Scienze e delle Discipline umanistiche; Talia Sasson, avvocatessa autrice del cosiddetto «Rapporto Sasson» sugli avamposti illegali in Cisgiordania; Eyal Ben Reuven maggiore generale in congedo già al vertice del Collegio di Difesa nazionale; Ilan Biran, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Avi Mizrachi, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Jacob «Mendy» Or, maggiore generale in congedo già coordinatore delle attività governative nel West bank (Cisgiordania); Gadi Shamni, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Gideon Sheffer, maggiore generale in congedo gia al vertice del Consiglio di Sicurezza nazionale.

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