SICUREZZA, prevenzione dei furti nelle abitazioni. V Rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure

Non solo «topi di appartamento», poiché si allarga il perimetro della sicurezza domestica: oltre venti milioni di italiani hanno subito almeno un furto o un tentativo di furto in, è questa la ragione alla base della paura che fa questo reato. Però, esistono anche altri pericoli: l’87,2% degli italiani ha bisogno di sentirsi protetto da qualsiasi evento negativo può accadere tra le mura domestiche, quindi non soltanto furti e rapine, ma anche incidenti, malesseri, malfunzionamenti; di questi, dieci milioni sono più esposti perché vivono da soli. La sicurezza della casa si conferma così una componente essenziale della qualità della vita e del benessere degli italiani. La quinta edizione dell’Osservatorio sulla sicurezza della casa Censis-Verisure, punto di riferimento per l’analisi della sicurezza domestica reale e percepita nel Paese, ha analizzato le trasformazioni culturali e sociali inerenti a essa

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Roma, 21 ottobre 2026 – Oltre venti milioni di esperienze vissute: la storia degli italiani è anche una storia di furti in casa. Si tratta del 40,8% del totale della popolazione del paese, cioè quelle persone che hanno subito almeno un furto o un tentativo di furto nella propria abitazione, mentre 6..400.000 italiani hanno subito almeno un atto di vandalismo ai danni della propria dimora abitazione. È quanto emerso dal V Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della Casa, intitolato quest’anno “Il perimetro della sicurezza domestica”, che è stato presentato ieri a Roma.

PAURE DEGLI ITALIANI E INSIDIE DOMESTICHE

Il 43,2% della popolazione colloca il furto in casa al primo posto tra i reati che ha paura di subire, il 31,5% teme di essere vittima di aggressioni, minacce o percosse, il 19,5% del furto di dati online, il 14,2% di rapine, mentre il 22,9% delle donne pone al primo posto la paura di subire una violenza sessuale. La sera l’allarme aumenta: il 44,0% degli italiani ha paura di tornare a casa da solo con il buio e il 56,0% è in apprensione per i familiari che tornano a casa da soli di sera. Sicurezza domestica vuol dire sentirsi protetti da qualsiasi evento negativo può accadere in casa: i pericoli sono molteplici, il 42,0% ha paura di sentirsi male in casa e di non essere soccorso, il 32,4% teme di essere vittima di un incidente domestico e il 29,1% dichiara di limitarsi nelle attività all’interno della propria abitazione perché ha paura che gli possa accadere qualcosa.

PROTEZIONE DEGLI SPAZI ESTERNI

Sfuma poi il confine tra dentro e fuori le mura domestiche: il 53,2% della popolazione vuole sentirsi sicuro a partire dalla strada in cui abita e il 29,4% dal portone o dal cancello della propria abitazione; del resto, il 67,4% di chi ha subito almeno un furto o un tentativo di furto ha dichiarato che i ladri per accedere all’abitazione si sono serviti di spazi esterni come giardini, garage e balconi. Ecco perché il 92,1% degli italiani ritiene importante rilevare con sensori perimetrali esterni collegati a telecamere un tentativo di furto o di intrusione prima che il ladro riesca ad entrare. Vi è poi l’allarme solitudine e le persone che vivono da sole oggi sono quasi dieci milioni, negli ultimi trent’anni sono più che raddoppiate. Una condizione che di per sé costituisce motivo di preoccupazione e ansia, con il 43,0% degli italiani che è in apprensione per un proprio familiare che vive da solo.

SOLITUDINE E PAURA

Vivere da soli non necessariamente significa essere soli: in Italia la solitudine relazionale riguarda cinque milioni di persone che non hanno rapporti né con parenti né con amici, di questi circa quattro milioni sono completamente soli in quanto non hanno rapporti neppure con i vicini di casa. Oggi una casa sicura ha un sistema di protezione costituito da un insieme di dispositivi in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale. Gli italiani lo hanno capito e il 58,5% considera affidabile un sistema di allarme che utilizza l’intelligenza artificiale a condizione che sia supervisionato da persone pronte a intervenire e il 63,8% indica al primo posto nella scelta di un sistema di allarme la combinazione tra prezzo, tecnologia e servizi offerti.

LA CASA SMART

La sicurezza domestica dovrebbe essere una rete che accompagna la persona lungo tutta la vita. L’86,4% della popolazione pensa che per ridurre i furti in casa occorra una collaborazione sempre più stretta tra Forze dell’Ordine, enti locali e vigilanza privata in progetti di sicurezza urbana. Quelli sopra illustrati sono i principali risultati della ricerca “Il perimetro della sicurezza domestica”, presentati ieri a Roma da Anna Italia (direttrice di ricerca del Censis) e discussi da Anna Maria Domenici (presidente dell’Unione nazionale imprese di vigilanza e servizi di sicurezza UNIV), Stefano Locatelli (vicepresidente nazionale dell’ANCI), Luigi Rinella (direttore centrale della Polizia Scientifica e Sicurezza cibernetica presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno), Maria Paola Suppa (viceprefetto di Roma), Antonio Russo (Managing Director di Verisure Italia), Roberta Serroni (dirigente presso la Direzione Generale Politica industriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Michele Altomari (Operations Director di Verisure Italia), Enzo Amich (componente della IX Commissione parlamentare Telecomunicazioni della Camera dei Deputati), Raffaele Bifulco (professore ordinario di Diritto Costituzionale presso la LUISS Guido Carli), Donatella Caprioglio (psicologa dell’abitare, psicoterapeuta e scrittrice), Giorgio De Rita (segretario generale del CENSIS), Emanuela Notari (Longevity strategist), Diego Ricchiardi (Information Technology Senior Manager presso Verisure Italia), Roberto Massucci (questore di Roma), Davide Rossi (ricercatore presso l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano), Luca Toccalini (membro della X Commissione parlamentare Attività produttive della Camera del Deputati) e Janina Landau (giornalista di Class CNBC).

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