SALUTE, prevenzione. Vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica: non è un costo, bensì un investimento

Nel giorno in cui il ministro Orazio Schillaci interveniva pubblicamente riproponendo la necessità di scorporare la voce «prevenzione» dal Bilancio dello Stato, trasformandola quindi da «spesa corrente» a «investimento» (con tutte lke conseguenze del caso in termini di vincoli di bilancio e liberazione di risorse finanziarie a vantaggio del Dicastero di Lungotevere Ripa), a Roma veniva presentato ufficialmente uno specifico fascicolo che raccoglie fondamentali evidenze di natura epidemiologica e organizzativa. Il contesto di riferimento è lo scenario delineato dalla statistica sanitaria, che evidenzia come in Italia negli ultimi anni l’incidenza delle infezioni respiratorie sia raddoppiata. L’evento di presentazione ha avuto luogo nel corso della mattinata presso il Centro Studi Americani di via Michelangelo Caetani, di esso insidertrend.it è in grado di fornire la registrazione audio integrale degli interventi effettuati dai relatori (A800-10SET26)

Roma, 10 settembre 2026 – Ora, se la proposta del ministro della Salute troverà concreta attuazione sarà da vedere in futuro, poiché la materia è oltremodo delicata e investe le competenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze oltreché, in una eventuale fase successiva l’Unione europea per quanto concernerà gli aspetti relativi alle concessioni sugli scostamenti di deficit e debito pubblico. Per l’intanto, il focus viene concentrato sulle criticità (ma anche sulle opportunità) di un paese demograficamente anziano che si caratterizza per un proprio sistema sanitario stanco ed esposto alle limitazioni di natura finanziaria, che tuttavia si trova suo malgrado a dovere fare fronte all’incremento della copertura delle vaccinazioni negli adulti, proseguendo nella diuturna sorveglianza delle malattie infettive associando queste attività a una programmazione definita sulla base delle esperienze maturate e degli insgnamenti da esse tratti.

INGENERARE FIDUCIA MEDIANTE UNA «COMUNICAZIONE GENTILE»

La parola d’ordine e dunque «ingenerare fiducia nella popolazione mediante una comunicazione gentile», cioè rendere consapevoli le persone al fine di evitare di abbassare il livello di sensibilità nell’opinione pubblica riguardo (nello specifico caso) al tema della prevenzione e della vaccinazione nei confronti delle patologie respiratorie. Nelle persone adulte, la prevenzione nei confronti di queste ultime attraverso strategie di immunizzazione rappresenta uno degli interventi di sanità pubblica maggiormente efficaci che, per altro, esprime un favorevole rapporto costo-efficacia e impatta in maniera rilevante sia sulla salute della popolazione che sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Di risulta, viene conferita grande rilevanza all’immunizzazione, che deve giocoforza procedere di pari passo con una implementazione della fiducia nei medici di base, fermo restando il ruolo svolto, seppure in imsura quantitativamente minore, dalle farmacie. In questo ambito, le vaccinazioni raccomandate all’adulto, tra le quali quelle antinfluenzale e antipneumococcica, si pongono come centrali nello sforzo profuso dal sistema al fine di ridurre il burden clinico associato alle infezioni respiratorie, contribuendo così a prevenire complicanze, ospedalizzazioni ed esiti clinici severi, in particolare nelle fasce più fragili della popolazione, la cui soglia di età in Italia, va ricordato, è stata abbassata dai sessantacinque ai sessant’anni.

INTERVENTI STRUTTURALI

Nonostante le indicazioni fornite nel quadro della programmazione nazionale e le raccomandazioni rivolte alla popolazione anziana e ai soggetti a rischio, le coperture vaccinali nell’adulto permangono però inferiori alle attese e, inoltre, caratterizzate da rilevanti differenze territoriali. E qui inevitabilmente si pone il tema relativo all’efficacia del sistema, che si associa al cruciale interrogativo se sia più funzionale un intervento centralizzato oppure locale, aspetto che, in ogni caso, richiede una valutazione sulla base delle differenti esigenze poste dalle diverse patologie a loro volta rilevate su diversi territori nel Paese. Già, poiché allo stato attuale permangono criticità nell’organizzazione dell’offerta, nella comunicazione e nei modelli di presa in carico dell’assistito, dato che a una buona sorveglianza generale (monitoraggio e anagrafe vaccinale) non corrisponde necessariamente un’adeguata copertura vaccinale. Alla fine però, il Piano vaccinale nazionale ricade sulle Regioni, che vengono chiamate a calibrare l’offerta nei tempi ritenuti più opportuni e nei limiti di spesa e dei loro piani di rientro. È stato rilevato come le attività di sorveglianza e i dati siano elementi che vanno integrati in un sistema organizzato in modo da consentire l’intercettazione del paziente al momento giusto, avvalendosi dell’opera di adeguati operatori sanitari e incrementando al contempo il volume di offerta di dosi che, successivamente, si riverbereranno in termini di copertura vaccinale

INVECCHIAMENTO ATTIVO

Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento della prevalenza delle patologie croniche e la sempre più diffusa immunosenescenza rendono oltremodo urgente l’azione di rafforzamento delle strategie integrate di immunizzazione dell’adulto, che siano in grado di coniugare prevenzione, assistenza territoriale e governance sanitaria. In tale contesto, l’evoluzione delle strategie e delle tecnologie vaccinali costituisce un’opportunità di rafforzare la protezione delle persone maggiormente a rischio e migliorare l’efficacia degli interventi di sanità pubblica. Al conseguimento di tale obiettivo possono contribuire modelli organizzativi innovativi quali la chiamata attiva, la co-somministrazione e il potenziamento delle reti territoriali. In questo senso, l’evento che ha avuto luogo stamani presso il Centro Studi Americani si configura come un momento di confronto istituzionale tra decisori politici, comunità scientifica e stakeholder finalizzato al varo di politiche vaccinali più efficaci e omogenee, al rafforzamento del ruolo della prevenzione nell’agenda sanitaria nazionale e all’assunzione di un impegno condiviso ai fini del miglioramento delle coperture vaccinali nell’adulto. Nell’ambito dell’evento è stato presentato il fascicolo “Vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica nell’adulto: stato dell’arte e prospettive future”, pubblicazione che raccoglie i contributi di autorevoli esperti e propone un’analisi aggiornata delle evidenze scientifiche, delle principali criticità e delle prospettive di evoluzione delle strategie di immunizzazione dell’adulto. Ad avviso degli artefici dell’iniziativa, esso intende rendere disponibile uno strumento di approfondimento a sostegno del dibattito e della definizione di politiche sempre più efficaci, eque e sostenibili.

A800 – SALUTE, PREVENZIONE: VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZALE E ANTI-PNEUMOCOCCICA, non è un costo, bensì un investimento. Nel giorno in cui il ministro della salute Orazio Schillaci interveniva pubblicamente riproponendo la necessità di scorporare la voce «prevenzione» dal Bilancio dello Stato, trasformandola quindi da «spesa corrente» a «investimento» (con tutte lke conseguenze del caso in termini di vincoli di bilancio e liberazione di risorse finanziarie a vantaggio del Dicastero di Lungotevere Ripa), a Roma veniva presentato ufficialmente uno specifico fascicolo che raccoglie fondamentali evidenze di natura epidemiologica e organizzativa.
Il contesto di riferimento è lo scenario delineato dalla statistica sanitaria, che evidenzia come in Italia negli ultimi anni l’incidenza delle infezioni respiratorie sia raddoppiata. L’evento di presentazione ha avuto luogo nel corso della mattinata del 10 settembre 2026 presso il Centro Studi Americani di via Michelangelo Caetani.
Sono intervenuti: ANNALISA MANDUCA (giornalista), VINCENZO BALDO (Ordinario di Igiene presso l’Università degli Studi di Padova), GIANCARLO ICARDI (Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova), MARIA ROSARIA CAMPITIELLO (Capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie del Ministero della Salute), GIOVANNA ELISA CALABRÒ (Professore associato di Igiene presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, oltreché Direttore scientifico di Vithali, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), PIETRO LUIGI LOPALCO (Ordinario di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università del Salento), EUGENIO DI BRINO (Ricercatore ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore), MASSIMO ANDREONI (Professore emerito di Malattie infettive presso l’Università di Roma Tor Vergata, attualmente membro del Consiglio Superiore di Sanità), ANTONINO BELLA (Responsabile epidemiologico di RespiVirNet, Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità), PAOLO D’ANCONA (Istituto Superiore di Sanità, Coordinatore epidemiologico della Sorveglianza italiana per le malattie batteriche invasive ed esperto in malattie batteriche invasive), MICHELE CONVERSANO (Presidente del Comitato tecnico scientifico, Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo – HappyAgeing), ALFREDO PROCACCINI (Vicepresidente vicario di Federfarma), ROSA IOREN NAPOLI (paziente esperta membro dell’Associazione nazionale APS Respiriamo insieme, oltreché coordinatrice del Gruppo malattie respiratorie Sanità partecipata della Regione Lazio), ELISABETTA ALTI (Vicesegretario provinciale FIMMG Firenze e membro della Rete nazionale vaccini della Federazione), ALESSANDRO ROSSI (Presidente della SIMG), ELENA MURELLI (Senatrice della Repubblica, membro della X Commissione permanente Affari sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale del Senato), FRANNCESCO SAVERIO MENNINI (Capo Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi medici, del farmaco e delle Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute).
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