CINEMA, eventi. MedFilm au Maroc 2026

Il MedFilm Festival ha ripreso il suo viaggio tra le sponde del Mediterraneo con la quinta edizione di MedFilm au Maroc. In vista della XXXII edizione del festival, che si svolgerà a Roma dal 5 al 15 novembre prossimi, la rassegna internazionale dedicata al cinema mediterraneo è tornata a Rabat dall’1 al 3 ottobre con un nutrito programma e ospiti, presentazioni, masterclass, coinvolgendo le realtà produttive e artistiche locali

Rabat, 3 ottobre 2026 – Organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Marocco e dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat in collaborazione con l’Associazione Methexis, Fondation Hiba, Cinémathèque Marocaine, Cinéma le 7ème Art e Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma de Rabat (ISMAC), l’evento, sotto l’egida dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, ha rinviene tra i propri scopi principali la promozione attraverso il cinema e l’audiovisivo del dialogo culturale e professionale tra Italia e Marocco, rafforzando ulteriormente i legami tra i due Paesi. Grazie al consolidato partenariato con la Fondation Hiba e alla rinnovata collaborazione con l’ISMAC, la quinta edizione di MedFilm au Maroc ha proposto un cartellone di anteprime e progetti didattici speciali.

MEDFILM AU MAROC 2026

Per la direzione artistica di Ginella Vocca, la rassegna ha preso avvio giovedì 1 ottobre presso l’ISMAC, il campus universitario per il cinema di Rabat con “Il maestro”, di Andrea Di Stefano, interpretato da Pierfrancesco Favino e dalla giovane sorpresa del grande schermo Tiziano Menichelli. Dopo l’anteprima a Venezia 82 e l’uscita nelle sale italiane con Vision Distribution, il film (che spazia tra commedia umana, road movie e racconto di formazione) illustra un’Italia inedita, quella degli anni Ottanta e del tennis pre Jannik Sinner, delle località costiere del Nord e dei circoli del Sud. Gli altri due film, presentati al Cinéma le 7ème Art, sono il libanese “A Sad and Beautiful World” di Cyril Aris e “Gioia mia”, di Margherita Spampinato, proiettati rispettivamente venerdì 2 e sabato 3 ottobre; il primo è una toccante e travolgente storia d’amore e sopravvivenza in un Libano segnato da guerre e crisi, vincitore del Premio Speciale della Giuria al MedFilm 31; il secondo, l’emozionante opera prima che si è aggiudicata due David di Donatello (miglior regista esordiente e migliore attrice protagonista ad Aurora Quattrocchi), oltre al Premio speciale della giuria CINÉ+ e il Pardo per la migliore interpretazione ad Aurora Quattrocchi alla LXXVIII edizione del Festival di Locarno. I film italiani in programma sono stati presentati in anteprima per il Marocco.

ALL’INSEGNA DEL DIALOGO E DELL’INCONTRO

«MedFilm Festival au Maroc torna con la sua quinta edizione all’insegna del dialogo e dell’incontro tra le due sponde del Mediterraneo – ha dichiarato Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Marocco -, un mare che non è solo un confine tra territori: è innanzitutto uno spazio di circolazione, di scambi e di incontri, dove culture, storie e punti di vista si incrociano e si trasformano. Il cinema è uno dei linguaggi privilegiati di questo spazio comune». Al riguardo, Serena Cinquegrana, Direttrice dell’Istituto italiano di Cultura di Rabat, ha aggiunto che «la quinta edizione di MedFilm Festival au Maroc inaugura la stagione cinematografica proposta dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, per far scoprire al pubblico marocchino la ricchezza e la vitalità del cinema italiano contemporaneo, attraverso Italian Screens e grazie alle collaborazioni con il Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan e il Festival du Cinéma d’Auteur de Rabat. Il MedFilm rappresenta una piattaforma privilegiata per i giovani talenti cinematografici marocchini, coniugando proiezioni, incontri e formazione».

PROIEZIONI E FORMAZIONE: LA PARTECIPAZIONE DEGLI STUDENTI

Fulcro della quinta edizione di MedFilm au Maroc 2026 è stato l’ISMAC. I talenti italiani scelti per il duplice appuntamento didattico di quest’anno sono Loris G. Nese e Chiara Marotta, duo salernitano che sperimenta linguaggi innovativi tra documentario e animazione oltre la narrazione classica, inoltre, Carmine Guarino, production designer de “Il maestro” e apprezzato scenografo. Nese, Marotta e Guarino sono stati protagonisti di due masterclass: la prima su regia e produzione, dal titolo Innesti: il cinema ibrido di Lapazio Film tra realtà, finzione, sperimentazione; la seconda sulla scenografia in tutte le sue forme e specificità. I tre hanno analizzato per studenti e studentesse dell’ISMAC gli aspetti fondamentali del fare cinema e le sfide che un professionista deve affrontare sia durante la preparazione di un film sia nel rapporto con la produzione e la troupe. La sala cinema della scuola ha ospitato in anteprima per il Marocco le proiezioni de “Il maestro” e di un lungometraggio e due cortometraggi di Loris G. Nese, “Una cosa vicina” (presentato alle Giornate degli Autori nel 2025), “Malumore” (Premio speciale della giuria per Italiana.corti al Torino Film Festival 2020”) e  “Z.O.”, spin off di “Una cosa vicina”. Il pomeriggio del 2 ottobre è stato dedicato a studenti e studentesse dell’ISMAC, protagonisti con i loro cinque cortometraggi di diploma della terza edizione del Premio MedFilm Festival per i giovani talenti del cinema. Dopo la proiezione dei corti al Cinéma le 7ème Art, la Giuria del festival ha assegnato il riconoscimento al miglior film nella serata di chiusura del 3 ottobre.

INFO

Ambasciata d’Italia a Rabat: https://www.ambrabat.esteri.it

Istituto Italiano di Cultura di Rabat: https://iicrabat.esteri.it

Associazione Methexis: https://www.medfilmfestival.org

Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma (ISMAC): https://www.ismac.ma

Condividi: