Roma, 6 ottobre 2026 – «La sicurezza digitale è un bene comune. Proteggere il Paese significa tutelare le persone, garantire la continuità dei servizi essenziali e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. L’intelligenza artificiale può contribuire a questa protezione, ma deve essere governata con trasparenza, responsabilità e controllo umano». Lo ha dichiarato l’onorevole Fabio Porta nel corso del suo saluto introduttivo all’incontro “Quando l’attacco corre più veloce della difesa: AI agentica, autonomia cyber e nuova resilienza del Paese”, che ha avuto luogo nella Sala Stampa della Camera dei deputati. Richiamando il divario tra la crescente velocità delle minacce informatiche e i tempi della risposta, Porta ha sottolineato che non è possibile «aspettare che il danno si produca per intervenire. La resilienza nazionale si costruisce prima delle emergenze, investendo nella prevenzione, nella formazione e in una difesa più tempestiva e coordinata». Al centro dell’intervento, la dimensione etica dell’innovazione: «L’autonomia delle macchine non può diventare irresponsabilità di chi le sviluppa e le utilizza – ha egli affermato al riguardo -, quanto più affidiamo ai sistemi capacità operative, tanto più dobbiamo garantire limiti chiari, verifiche e tutela dei diritti». Il parlamentare ha inoltre evidenziato la necessità di sostenere piccoli comuni, piccole imprese e cittadini meno preparati sul piano digitale. «Una sicurezza accessibile soltanto alle organizzazioni più forti lascia esposti i più vulnerabili. Ridurre queste disuguaglianze è parte integrante della difesa del Paese», ha concluso.
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