Milano, 5 ottobre 2026 – Nella mattinata dello scorso venerdì 2 ottobre, nella sede di Deloitte in via Santa Sofia a Milano, ha avuto luogo l’incontro promosso dall’American Chamber of Commerce in Italy.
NAVIGATING US-ITALY COMMERCIAL POLICIES
Nel corso di Navigating US–Italy Commercial Policies, moderato da Daniele Lepido, senior reporter di Bloomberg, istituzioni e mondo economico si sono confrontati sulle possibili strategie commerciali da adottare alla luce di ciò che è emerso relativamente all’influenza delle politiche daziare sulle dinamiche economiche, uno scenario che è stato illustrato sulla base delle analisi elaborate da Deloitte, oltreché degli ultimi sviluppi dell’agenda politica nelle relazioni transatlantiche, a partire dal dialogo avviato tra Canada e Unione Europea. La discussione ha preso avvio con gli interventi introduttivi di Simone Crolla (consigliere delegato di AmCham Italy), Federico Tozzi (segretario generale di Italy-America Chamber of Commerce), Pier Paolo Ghetti (Global Trade Advisory National Leader di Deloitte) e Caroline Chung (Principal Commercial Officer, US Consulate General di Milano).
SCENARI ALLA LUCE DELLE PIÙ RECENTI DINAMICHE ECONOMICHE
A seguire è stato affrontato il tema relativo alla situazione in essere e ai correlati possibili sviluppi delle relazioni commerciali italo statunitensi. Al riguardo sono intervenuti il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini (in modalità da remoto) e Marco Cutaia, direttore territoriale per la Lombardia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che hanno trattato del corridoio transatlantico tra Stati Uniti d’America e Italia e delle sfide e le opportunità future. I lavori si sono poi conclusi con un focus concentrato sugli investimenti italiani negli Stati Uniti d’America tra trend in crescita e nuove tendenze, al quale si sono applicati Raffaele Cattaneo (sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali ed Europa della Regione Lombardia) e Stefano Pelagallo (Head of Value Creation di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital).
RELAZIONI COMMERCIALI TRA ITALIA E STATI UNITI D’AMERICA
«I dazi non sono più soltanto un tema di politica commerciale – ha sottolineato Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy –, sono diventati una variabile concreta nelle decisioni di investimento, nelle catene di fornitura e nelle strategie di accesso al mercato delle imprese. Il rapporto economico tra Italia e Stati Uniti resta solido e strategico, ma oggi richiede una capacità nuova di leggere e governare un contesto più complesso e meno prevedibile. Le imprese non possono limitarsi a reagire ai cambiamenti: devono comprenderne gli effetti, misurare la propria esposizione e adattare per tempo le proprie strategie. Insieme a Deloitte e alla Italy-American Chamber of Commerce vogliamo offrire un confronto concreto su ciò che sta realmente cambiando, sui settori maggiormente coinvolti e sulle condizioni necessarie affinché il corridoio transatlantico continui a rappresentare uno spazio di crescita, investimenti e competitività per entrambe le economie».
DAZI COME VARIABILE NELLE DECISIONI DI INVESTIMENTO
Ad avviso di Pier Paolo Ghetti, Global Trade Advisory National Leader di Deloitte, «il nuovo contesto tariffario rappresenta una discontinuità strutturale per le imprese europee. La differenziazione nei trattamenti doganali sta già generando incentivi concreti verso la revisione dei flussi internazionali e, talvolta, la rilocalizzazione dei processi produttivi. Le aziende che riusciranno a navigare questa transizione saranno quelle capaci di combinare agilità operativa con una visione chiara della propria posizione nella catena del valore. L’impatto di questo nuovo regime varia significativamente tra i diversi settori industriali: alcune imprese stanno già implementando strategie di adattamento, mentre altre stanno ancora valutandone le conseguenze. In questo contesto, il supporto di competenze specializzate in trade policy e supply chain optimization diventa strategico. Le decisioni prese in questa fase determineranno la competitività di molte imprese negli anni a venire».
LOMBARDIA CHIAMA AMERICA
«La Lombardia ha con gli Stati Uniti un rapporto speciale che va oltre i dazi e le singole amministrazioni: è un legame storico, confermato anche dai numeri – ha dichiarato Raffaele Cattaneo, sottosegretario con delega alle relazioni internazionali ed Europa della Regione Lombardia -, con l’8,68% dell’export regionale nel 2025, gli Stati Uniti sono il primo mercato extra-UE della Lombardia e il terzo in assoluto. Ma per entrare in questo mercato o consolidarvi la propria presenza servono relazioni, credibilità e conoscenza degli interlocutori giusti. È qui che le istituzioni possono fare la differenza: accompagnando le imprese attraverso le relazioni istituzionali e la diplomazia economica e facilitando l’accesso a interlocutori e opportunità che da sole faticherebbero a raggiungere. Regione Lombardia lavora da tempo in questa direzione, insieme agli stakeholder del Sistema Lombardia, in particolare alle associazioni di categoria e alle università, che partecipano alle nostre missioni. Ne è un esempio la missione istituzionale dello scorso aprile a New York, a cui seguirà, a metà ottobre, un nuovo viaggio negli Stati Uniti, con tappe a Washington e Florida e incontri ai massimi livelli istituzionali. A Washington parteciperemo anche al Gala della NIAF, che quest’anno ha scelto la Lombardia come regione d’onore».


