Roma, 24 marzo 2026 – La tesi proposta da Iezzi appare oltremodo netta: gli attacchi più efficaci non colpiscono prima le macchine, ma le persone. Le parole si pongono come vettori d’attacco, cioè strumenti in grado di consentire anche l’aggiramento delle difese maggiormente sofisticate, dato che agiscono direttamente sulla mente, sulla fiducia, sulla paura e sull’urgenza. Nello sforzo di esplicitazione del concetto, l’autore ricorre all’espediente dell’unione di ambiti che raramente dialogano con chiarezza. Si tratta di cybersecurity, linguistica, psicologia e visione strategica, analizzati in un testo che non si limita a descrivere phishing, social engineering e disinformazione, poiché giunge a evidenziare come tali fenomeni siano costruiti con precisione chirurgica allo scopo di orientare decisioni e reazioni.
UNA RIFLESSIONE SUL COGNITIVE HACKING
Di particolare interesse risulta la riflessione sul cognitive hacking, intesa non più come semplice violazione di un sistema, piuttosto nelle forme della manipolazione del modo di pensare dell’individuo, di come egli interpreta e giunge a una decisione. Si tratta di un aspetto centrale ai fini dell’analisi, dato che la vulnerabilità maggiormente critica al giorno d’oggi non è di natura tecnica, bensì cognitiva. Altro punto di forza del saggio di Iezzi si rinviene poi nella capacità di rendere accessibili temi complessi senza tuttavia impoverirne la loro illustrazione: infatti, il linguaggio utilizzato dall’autore è chiaro, concreto e mai inutilmente tecnicistico, corroborato da esempi utili a tradurre aspetti sofisticati in concetti comprensibili anche ai discenti. Efficace inoltre la sezione dedicata all’intelligenza artificiale generativa, interpretata sia come acceleratore tecnologico che come moltiplicatore di persuasione, manipolazione e inganno. Infatti, ad avviso dell’autore, in questo scenario la persuasione non è più artigianale, ma diviene automatizzata, scalabile e industriale.
ASSENZA DI CONSAPEVOLEZZA LINGUISTICA
Il saggio di Iezzi ha inoltre il pregio di allargare lo sguardo, poiché esso non fa soltanto riferimento al tema della sicurezza informatica, ma affronta anche la relazione intercorrente tra tecnologia, libertà, sovranità del dato e tenuta democratica. In questo senso, Hackerare la mente supera i confini della pubblicazione tecnica e si propone come stimolo a una riflessione più ampia sul potere contemporaneo. Ne deriva quindi un messaggio forte, quello che in assenza di consapevolezza linguistica e cognitiva il cittadino digitale permane l’anello più fragile della catena. Hackerare la mente è quindi un libro di estrema attualità, originale e necessario, poiché rammenta con lucidità come la nuova frontiera della sicurezza non passi esclusivamente attraverso i dispositivi quotidianamente utilizzati, bensì anche dalle parole che si leggono nei testi e alle quali si conferisce il proprio affidamento, che si pongono, dunque, alla base delle nostre decisioni.
INFO
Autore: Pierguido Iezzi;
titolo: Hackerare la mente;
editore: Il Sole 24 Ore;0
pubblicazione: 3 aprile 2026;
pagine: 240;
ISBN-13: 979-1254846148.



