AGROALIMENTARE, eventi. TuttoFood Milano 2026

Per le filiere globali del settore si tratta di una manifestazione destinata a divenire «manifesto internazionale del cibo». Presentata ieri al Masaf l’edizione 2026 e, contestualmente, ufficializzata la nascita del Food Manifesto, carta dei valori del cibo del futuro, vero e proprio patto d’indirizzo per le cinquemila realtà italiane ed estere delle filiere globali del "food" attese a Rho Fiera Milano

Roma, 18 marzo 2026 – Ispirato al modello agroalimentare italiano promosso dal Ministero dell’agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) e orientato a guidare le filiere globali del food verso un sistema più sostenibile, maggiormente inclusivo e sicuro, oltreché trasparente, con una prospettiva che sia  focalizzata su un accesso universale e consapevole al cibo inteso come valore e non semplice merce, come bene primario per il benessere individuale e sociale, come strumento culturale di base per un dialogo universale: è il Food Manifesto, illustrato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 di TuttoFood Milano. Un vero e proprio indirizzo per la community mondiale del cibo che Fiere di Parma, anche alla luce del riconoscimento Unesco alla Cucina italiana, è pronta a divulgare e condividere con i protagonisti internazionali del Food&Beverage, dalle aziende ai buyers fino ai media e alla comunità scientifica che visiteranno i padiglioni di Rho Fiera Milano dall’11 al 14 maggio.

FOOD MANIFESTO PRESENTATO AL MASAF

«TuttoFood è un evento ormai consolidato, così come lo è il nostro sistema produttivo, fondato sulla qualità dell’offerta e capace di reggere anche nei momenti più complessi come quelli che stiamo attraversando – ha dichiarato al riguardo il ministro Francesco Lollobrigida -, grazie all’impegno dell’intero comparto produttivo e del Governo, che ha candidato la cucina italiana a patrimonio dell’Unesco, abbiamo registrato un ulteriore salto di qualità nell’attenzione verso il nostro modello, basato su un forte legame tra il territorio, le produzioni di eccellenza e la sicurezza alimentare. Attraverso fiere come questa, strategica per il Sistema Italia e per il Sistema Europa, possiamo creare vere e proprie vetrine internazionali, nelle quali presentare il meglio del Made in Italy a operatori e buyer provenienti da tutto il mondo. Un lavoro che viene premiato anche sul fronte dell’export che registra la cifra record di 72,4 miliardi di euro».

TUTTOFOOD MILANO 2026

Oltre duecento eventi di altissimo livello in quattro giorni, ottanta paesi presenti, rappresentati da decine di trade promotion organisation (TPO) e dalle rispettive aziende leader, oltre quattromila top buyers provenienti da tutto il mondo, molti dei quali gestiti dall’incoming program di ICE Agenzia, un fuori salone concepito assieme alle istituzioni e alle imprese, una collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano, che ha posizionato in sole due edizioni TuttoFood tra i più noti eventi di settore al mondo, la collaborazione di Fiera Colonia che ha permesso la disposizione della piattaforma di competenze e relazioni di Anuga: questo e molto altro sono elementi di un evento che intende diventare leader qualitativo a livello internazionale, anche lanciando il Food Manifesto che mette il cibo al centro di uno sviluppo sostenibile e consapevole.

SISTEMA DI FILIERE DELL’AGROALIMENTARE

Il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas, collegato in videoconferenza con il Masaf ha dichiarato che «l’agroalimentare rappresenta un sistema di filiere che hanno un forte impatto sull’economia nazionale. Con Fiere di Parma stiamo svolgendo un lavoro significativo in termini di innovazione e capacità di attrazione di imprese e buyer, raddoppiando le attività di incoming e sostenendo roadshow e business matching internazionali. Azioni che si rivelano sempre più strategiche alla luce di criticità come dazi, oscillazioni euro-dollaro e tensioni geopolitiche che stanno particolarmente incidendo su alcuni mercati come il Medio Oriente. È dunque fondamentale intensificare gli sforzi promozionali aiutando le imprese a cogliere nuove opportunità in mercati emergenti come Mercosur e India, puntando sempre più sul prodotto italiano specializzato».

PILASTRI STRATEGICI DELL’ECONOMIA

A validare la centralità di TuttoFood delle Fiere di Parma nella definizione del cibo come attore rilevante nell’agenda geopolitica globale, la presenza in conferenza stampa di Dirk Jacobs, direttore generale di Food & Drink Europe che ha dichiarato: «Il settore alimentare e delle bevande europeo è un pilastro strategico dell’economia, che offre milioni di posti di lavoro, sostiene le comunità rurali e valorizza cultura, patrimonio e innovazione. L’Italia svolge un ruolo di primo piano in questo contesto europeo. In un periodo di incertezza geopolitica, sistemi alimentari resilienti e un libero scambio sono essenziali. Piattaforme come TuttoFood contribuiscono a connettere produttori, acquirenti e partner, rafforzando la cooperazione e la competitività in tutto il settore alimentare e delle bevande europeo». Il modello industriale italiano ed europeo, dove convivono colossi multinazionali con migliaia di piccole e medie imprese e centinaia di prodotti DOP-IGP di successo, a TuttoFood si specchia con i corrispettivi degli altri continenti i quali, pur con traiettorie differenti, stanno convergendo verso una interpretazione etica ancor prima che economica, del cibo.

PERFORMANCE DELL’EXPORT ITALIANO

«TuttoFood si pone così l’obiettivo strategico di affermarsi come il primo hub fieristico per il sistema agroalimentare globale – sostiene Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma – grazie alla sua capacità di attrarre e connettere le filiere dell’agribusiness italiane ed estere. Una prospettiva che come Fiere di Parma perseguiamo con tutte le nostre forze e di cui siamo molto orgogliosi». Ad avviso di Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, «le performance dell’export italiano  sono un esempio per le filiere di tutto il mondo; mangiare meglio non significa solo alzare la qualità intrinseca del cibo ma rispettare l’ambiente, i territori e sé stessi. Il boom delle IG (DOP e IGP) è solo la punta di un iceberg di un movimento fatto di uomini e donne del nostro paese che hanno rigenerato tradizioni nonché filiere e che hanno sempre più seguaci in tutto il mondo. Per questo l’Italia a livello globale è diventata una “destinazione” per i foodies e i professionisti del settore; per lo stesso motivo TuttoFood in due edizioni ha raddoppiato le sue dimensioni triplicando il numero di espositori esteri. Nel 2026 proseguiamo in questa direzione collaborando con tutte le istituzioni e dialogando con il mondo».

IL CIBO DI DOMANI DIPENDE DALLE SCELTE DI OGGI

In questa direzione va il Food Manifesto, realizzato con il supporto di numerose istituzioni tra le quali il Future Food Institute, sostenuto inoltre dalle principali organizzazioni internazionali dell’agroalimentare, il progetto ha l’ambizione di coinvolgere tutti gli stakeholder a livello internazionale verso una visione condivisa e sostenibile relativa al futuro del cibo. Una piattaforma, anche operativa, sulla quale costruire e aggiornare i rapporti tra gli attori della filiera al fine di soddisfare e tutelare la domanda di cibo salvaguardando e valorizzando tutti i soggetti coinvolti. Da un consumatore che potrà e dovrà curarsi innanzitutto mangiando, a territori che sapranno uscire da una economia di sussistenza fino a imprese che vorranno capitalizzare gli investimenti ESG. Il settore agroalimentare nel suo complesso, in questo contesto mondiale drammatico della nostra storia recente, è pronto a lanciare in occasione di TuttoFood un messaggio chiaro: il cibo di domani dipende dalle scelte di oggi.

L’EVENTO IN CIFRE

Nel corso della conferenza stampa che ha avuto luogo ieri al Masaf sono stati anticipate altre informazioni sulla manifestazione milanese, che ovviamente a cinquantacinque giorni dal suo inizio della manifestazione, sono ovviamente ancora in via di completa definizione. 85.000 metri quadri di superficie espositiva (+15% rispetto all’edizione dello scorso anno) su 160.000 metri quadrati complessivi; dieci padiglioni; dieci aree tematiche; centomila visitatori il cui arrivo è previsto dall’Italia e dall’estero; oltre duecento convegni incluso quello inaugurale; sei awards ceremony. Significativo poi, l’inserimento nel programma di convegni ufficiali di organizzazioni quali l’Associazione europea industrie di marca (AIM) ed European Dairy Association (EDA), per la prima volta in Italia a TuttoFood 2026.

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