Roma, 6 febbraio 2026 – Le macchine stanno trasformando il mondo e la corsa all’intelligenza artificiale (AI) costituisce la più recente dimensione della competizione tra stati, con ripercussioni profonde sugli equilibri globali. La complessità cresce, inesorabilmente. Come si può bilanciare il cammino del progresso, massimizzandone i benefici e riducendone i rischi? E inoltre, come garantire che l’AI non si sostituisca all’umano?
IL CONVEGNO ALLA SIOI
Mercoledì 11 febbraio alle nove e mezza del mattino, presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) a Palazzetto Venezia, in Piazza San Marco 51 a Roma, se ne discuterà nel corso di un dibattito sulla sfida della complessità tra nuova globalizzazione e Intelligenza Artificiale, discussione che verrà introdotta dal presidente della SIOI, ambasciatore Riccardo Sessa; parteciperanno il cardinale Matteo Maria Zuppi (presidente della Conferenza episcopale italiana), Francesca Viviani (Gartner Client Director Public Sector South Europe), Diego Brasioli (inviato speciale per la cybersicurezza e capo dell’Unità per l’innovazione tecnologica e la sicurezza cibernetica del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale) e Marco Emanuele (Senior Researcher presso l’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (PAM), autore del volume “Il tempo nuovo”, edito da Mursia).

Riccardo Sessa
ALZARE LO SGUARDO
La rivoluzione tecnologica – si legge nella prefazione degli autori al volume che darà spunto al confronto – è immersa nella realtà, dentro un contesto storico di guerre, disuguaglianze, crescenti povertà, violenza banale. Ma è anche un momento storico ricco di grandi speranze: l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti, infatti, continuano a portare nuove possibilità nei campi della medicina, di come affrontare la crisi climatica, del governo dei territori. Alzare lo sguardo, allora, significa riprendere il tema della responsabilità dell’uomo, di ciascuno di noi, rispetto a ciò che noi stessi creiamo. La rivoluzione tecnologica, come ogni scoperta, appartiene al nostro bisogno di percorrere l’oltre, di camminare lungo le strade di ciò che ancora non conosciamo.
UN COMPITO PROFONDAMENTE UMANO
«Il compito che ci attende è profondamente umano – scrivono gli autori de “Il tempo nuovo” -, fare sì che l’intelligenza artificiale non finisca per sopraffarci, ma possa invece diventare il più straordinario strumento mai avuto a nostra disposizione per favorire il benessere e il progresso dell’umanità intera». E per questo che si cerca di trovare risposte concrete, rivendicando il ruolo del multilateralismo, di una diplomazia umanista e del pensiero complesso, per consentire una navigazione nel burrascoso mare della nuova globalizzazione. «Maturare responsabilità e visione significa collocarsi sul punto mediano tra inevitabilità del progresso e consapevolezza dei suoi limiti – scrive il cardinale Zuppi nella prefazione al volume -, le nuove tecnologie ci dicono che abbiamo molto lavoro da fare. Le tecnologie mai sono neutre e il nostro compito è ripensare il bene comune anche attraverso di esse. Compito arduo, non vi è dubbio, ma non più rinviabile».
TEMPI NUOVI
«Il tempo nuovo è quello che ci attende e che in parte stiamo già vivendo – sottolinea l’ambasciatore Sessa, presidente della SIOI –, al quale è doveroso prepararsi al meglio. Il digitale e l’Intelligenza Artificiale sono parte integrante del nostro presente e tanto più lo saranno del nostro futuro: per questo motivo, tra le molte attività, la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale è felice di fornire il suo contributo in termini di analisi e possibili soluzioni partendo dalle considerazioni di un volume che raccoglie riflessioni profonde su questi temi, capaci di restituirci una visione in grado di orientarci nelle scelte che saremo chiamati a fare».



