IMPRESE, tecnologia e crescita. Oltre il Nordest: la nuova sede di beanTech a Milano; ricavi 2026 attesi a 32 milioni

A Villa Manin, in occasione dei festeggiamenti per i venticinque anni, l’azienda friulana ha illustrato le proprie prospettive di sviluppo: crescita nazionale, modello customer zero e un’intelligenza artificiale sempre più integrata nei processi aziendali. Ad avviso di Fabiano Benedetti (CEO e cofondatore di beanTech) «il vero vantaggio competitivo resteranno i dati e la conoscenza che ogni impresa ha accumulato nel tempo»

Passariano di Codroipo (UD), 1 ottobre 2026 – Una nuova sede a Milano oltre agli storici presidi di Udine e Mestre, ricavi attesi a trentadue milioni di euro nel 2026, in crescita di circa il 10% rispetto ai ventinove milioni del 2025: questi i principali sviluppi annunciati da beanTech, società specializzata nella digitalizzazione delle imprese e nell’intelligenza artificiale applicata all’industria, che lo scorso venerdì 18 settembre ha celebrato a Villa Manin i suoi primi venticinque anni di attività, condividendo con clienti e stakeholder le prospettive per la prossima fase di crescita.

I VENTICINQUE ANNI DI ATTIVITÀ CELEBRATI A VILLA MANIN

Fondata a Udine nel 2001, beanTech conta oggi un organico di duecentocinquanta persone, con un’età media di trentaquattro anni. Nata come realtà dedicata allo sviluppo software, nel tempo ha ampliato le proprie competenze alla gestione dei dati, alle infrastrutture informatiche, alla digitalizzazione della fabbrica e all’intelligenza artificiale. Un percorso che ha accompagnato l’evoluzione tecnologica delle imprese e che oggi porta il gruppo a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato nazionale. L’incontro di Villa Manin ha riunito clienti e partner, tra i quali i rappresentanti di Fincantieri, Danieli, Luxottica ed esponenti delle principali realtà tecnologiche internazionali. I saluti istituzionali sono stati recati da Barbara Zilli della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da Luigino Pozzo di Confindustria Udine.

Fabiano Benedetti

 

 

MERCATI E MODELLO CUSTOMER ZERO

La crescita dell’azienda si accompagna a un modello di sviluppo basato sulla sperimentazione interna delle nuove tecnologie. Le partnership con Microsoft, Nvidia, Dell Technologies, Siemens e Dassault Systèmes pongono beanTech nelle condizioni di lavorare con alcune delle principali piattaforme tecnologiche internazionali e, quindi, integrare software, dati e infrastrutture nei progetti per le imprese. Per le applicazioni software basate sull’intelligenza artificiale il criterio seguito è sperimentarle, anzitutto all’interno dell’organizzazione: si tratta del modello customer zero, attraverso il quale beanTech assume il ruolo di primo utilizzatore delle soluzioni che valuta per il mercato. «Siamo cresciuti anche grazie alla capacità di rimettere costantemente in discussione le nostre scelte e il nostro modo di lavorare – ha sottolineato nell’occasione Fabiano Benedetti, CEO e cofondatore di beanTech -, con l’intelligenza artificiale abbiamo deciso di partire da noi stessi».

IL RICORSO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: DAI TEST AI PROCESSI

«Customer zero non nasce da un piano di marketing – ha aggiunto Benedetti -, l’AI serviva prima di tutto a noi. Abbiamo iniziato a utilizzarla nei nostri processi e solo dopo abbiamo dato un nome a questo approccio. È un metodo che ci permette di migliorare continuamente e di verificare in prima persona quello che proponiamo alle imprese. La regola è semplice: quello che non funziona su di noi, ai clienti non lo portiamo». Per beanTech il passo decisivo da compiere nei prossimi anni sarà portare l’intelligenza artificiale fuori dalla logica dei singoli progetti pilota e integrarla stabilmente nei processi aziendali. Dunque, la questione non sarà più soltanto quale tecnologia scegliere, ma dove applicarla, con quali dati e con quali regole di utilizzo. Su questo terreno che l’azienda intende concentrare la propria crescita nell’AI. «L’intelligenza artificiale non va adottata perché è nuova, ma in quanto in grado di migliorare concretamente un processo in termini di qualità, efficienza o sicurezza – ha evidenziato il CEO e cofondatore di beanTech -, i modelli saranno sempre più accessibili per tutti; il vero vantaggio competitivo resteranno i dati e la conoscenza che ogni impresa ha accumulato nel tempo. Il nostro lavoro è trasformare quel patrimonio in applicazioni concrete».

DIGITALIZZAZIONE E ROBOTIZZAZIONE

È da questa visione che scaturisce il concetto di “cervello digitale dell’impresa”, cioè organizzare e rendere utilizzabili attraverso l’AI informazioni e competenze che oggi sono distribuite tra sistemi informatici, documenti ed esperienza delle persone. «L’obiettivo non è sostituire quel sapere, ma renderlo consultabile e preservarlo anche quando cambiano le persone. Quel patrimonio resta dell’impresa, che ne mantiene la proprietà e il controllo – prosegue ancora Benedetti -, nei prossimi anni questo patrimonio potrà alimentare sistemi di AI capaci non soltanto di fornire informazioni, ma anche di avviare attività nei software aziendali, richiedendo l’intervento di una persona nei passaggi in cui è necessario. È la prospettiva dell’Agentic AI, tra cinque anni in una fabbrica sarà normale che un agente software apra da solo l’ordine di manutenzione leggendo un segnale di macchina, e che una persona lo approvi in dieci secondi». Quando l’AI si estende a robot, mezzi e impianti, entrano in gioco anche i digital twin, ambienti virtuali nei quali addestrare, simulare e verificare i comportamenti dei sistemi prima dell’impiego nella produzione reale.

SICUREZZA NEL MANIFATTURIERO: PROGETTO “AI FOR SAFETY”

Su un piano diverso, l’intelligenza artificiale può essere applicata anche alla sicurezza negli ambienti produttivi. Secondo i dati Inail richiamati dall’azienda, nel 2023 il manifatturiero ha registrato quasi 93.000 denunce di infortunio e 178 morti, circa un quinto delle denunce di industria e servizi. In questo contesto beanTech sta lavorando al progetto AI for Safety, che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere in tempo reale situazioni di rischio, come la presenza di persone in aree sensibili o le interferenze tra operatori e mezzi. Si tratta di sviluppi particolarmente rilevanti per il tessuto manifatturiero italiano, dove competitività, continuità delle competenze e capacità di innovare i processi sono strettamente legate. Per beanTech, la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la velocità dell’innovazione tecnologica in strumenti capaci di incidere concretamente sul modo in cui le imprese lavorano, producono e prendono decisioni.

BEANTECH

beanTech srl – Fondata a Udine nel 2001, beanTech è una impresa innovativa che accompagna le imprese nei percorsi di trasformazione digitale e valorizzazione del dato. L’azienda sviluppa progetti negli ambiti Artificial Intelligence, Smart Factory, Big Data & Analytics, infrastrutture e servizi IT, cybersecurity e business applications, integrando tecnologie e competenze a supporto dei processi aziendali e produttivi. A settembre 2026 beanTech aveva in organico 250 dipendenti e operava attraverso le sue sedi di Udine, Mestre e Milano. Nel 2025 ha registrato un fatturato di 29 milioni di euro e attualmente può contare su partnership con alcuni dei principali player tecnologici internazionali.

www.beantech.it

foto di Elisabetta Pala

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