Tel Aviv, 17 ottobre 2026 – Cara Heidi, insieme a centinaia di colleghi, alti funzionari israeliani della sicurezza nazionale attualmente in pensione, oltreché ad altre persone, desideriamo esprimerti la nostra più sincera solidarietà e la nostra profonda indignazione per la violenza che hai subito mentre svolgevi il tuo importante lavoro di giornalista. Ci vergogniamo profondamente che i terroristi ebrei in Cisgiordania continuino a infliggere sofferenze a palestinesi innocenti, ad aggredire coloro che li difendono e a prendere di mira chi documenta e denuncia la loro spregevole condotta. La loro brutalità disonora Israele e il popolo ebraico. Tali atti minano la sicurezza di Israele, la sua posizione a livello regionale e internazionale e il tessuto morale della nostra società. Rappresentano un tradimento di tutto ciò che abbiamo dedicato la nostra vita a difendere.
SPREGEVOLE CONDOTTA
Insieme ad altri, molti di noi hanno trascorso mesi a mantenere una presenza nelle comunità palestinesi e a pattugliare i dintorni nel tentativo di scoraggiare i coloni violenti, assistere le vittime e, come fate voi, a documentare questi atti oltraggiosi per informare le autorità e l’opinione pubblica. Purtroppo, con l’incoraggiamento dei più alti livelli di governo e con le risorse e la protezione delle forze dell’ordine garantite da membri dell’esecutivo attualmente in carica, oltreché della Knesset, soltanto un cambiamento radicale nella politica di Gerusalemme potrà porre fine a questo fenomeno pericoloso e vergognoso. A nome di circa seicento personalità in precedenza ai vertici della Sicurezza di Israele (CIS), di oltre duecento funzionari di Polizia e di alti ufficiali impegnati nella difesa della democrazia, di ex alti funzionari del sistema giudiziario, accademici, imprenditori e altre personalità, vi preghiamo di accettare la nostra sincera solidarietà, la nostra profonda preoccupazione per il vostro benessere e i nostri più calorosi auguri di una pronta e completa guarigione.
I FIRMATARI DELLA LETTERA
Con i più cordiali saluti e profondo rispetto: tenente generale (in congedo) Moshe (Bogie) Yaalon, già capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (IDF) ed ex ministro della Difesa dello Stato ebraico; Tamir Pardo, già direttore del Mossad; Amy Ayalon, ammiraglio in congedo già direttore dello Shin Bet; Moshe Karadi, ispettore generale in congedo già commissario di Polizia; Matan Vilnai, maggiore generale in congedo già vicecapo di stato maggiore delle IDF ed ex viceministro della Difesa oltreché ex ministro della Difesa del Fronte interno; David Harel, docente universitario, presidente dell’Accademia israeliana delle Scienze e delle Discipline umanistiche; Talia Sasson, avvocatessa autrice del cosiddetto «Rapporto Sasson» sugli avamposti illegali in Cisgiordania; Eyal Ben Reuven maggiore generale in congedo già al vertice del Collegio di Difesa nazionale; Ilan Biran, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Avi Mizrachi, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Jacob «Mendy» Or, maggiore generale in congedo già coordinatore delle attività governative nel West bank (Cisgiordania); Gadi Shamni, maggiore generale in congedo già a capo del Comando Centrale delle IDF; Gideon Sheffer, maggiore generale in congedo gia al vertice del Consiglio di Sicurezza nazionale.



