SOCIETÀ, denatalità. Napoli, Forum della famiglia a “Tutto Sposi 2026”: stile di vita, new deal e dovere sociale

Esplorate dalle relatrici intervenute alla cerimonia di inaugurazione dell’evento alcune ipotesi relative alle direttrici primarie da tracciare al fine di uscire dalla crisi delle nascite nel Paese

Napoli, 17 ottobre 2026 – «Le donne devono imparare a ragionare non contro gli uomini ma con gli uomini», questo l’assunto espresso stamani da Annamaria Bernardini De Pace, intervenuta alla cerimonia di apertura del Forum della famiglia e della natalità che ha luogo presso la Mostra d’Oltremare a Napoli. Ella, nel suo ruolo di avvocato e presidente onorario dell’evento ha quindi aggiunto che «se si vuole contrastare la denatalità e contribuire a dare un futuro all’Italia, si dovrà recuperare il concetto di dovere più che quello di diritto. Considerare la natalità come un dovere e non solo come un diritto egoistico di cui ci ricordiamo a trenta, trentacinque anni. Bisogna affrontare questo tema non soltanto in termini di diritti individuali, ma anche di responsabilità condivisa tra persone, famiglie, istituzioni e comunità».

Martina Ferrara e Annamaria Bernardini de Pace

 

 

EMERGENZA DEMOGRAFICA

Secondo lo studio condotto da PwC “Emergenza demografica” in dieci anni le nascite in Italia sono calate del 26%, dalle 500.000 del 2014 alle 370.000 del 2024, quindi, rispetto al 2008 – che fu l’anno record dell’inizio del Terzo millennio, quando in Italia vennero registrate 576.000 nascite -, il calo supera il 35 per cento. Inoltre, l’analisi Istat sulla demografia della Campania (regione nella quale si sta svolgendo il Forum della famiglia) indica che essa, luogo storicamente tra i maggiormente prolifici, ha iniziato a conoscere una flessione. La Campania risulta infatti essere la seconda regione italiana per natalità dopo il Trentino Alto Adige Südtirol, con un tasso delle nascite sceso del 16% negli ultimi dieci anni. «È stato un incontro molto interessante – ha dichiarato al termine dell’evento di questa mattina l’avvocato Bernardini de Pace -, poiché al di là delle problematiche esposte dall’Inps e dall’Istat, unitamente a ciò che hanno rappresentato i vari presidenti degli ordini professionali intervenuti, sono rimasta particolarmente colpita da un aspetto, quello che il calo della fecondità, indicato dalla professoressa Annamaria Colao, sembra essere legato anche agli stili di vita che conduciamo oggi, in particolare quelli dei giovani».

INSANI STILI DI VITA CONDUCONO A UNA SCARSA RIPRODUTTIVITÀ

Una nuova e interessante chiave di lettura relativa alla scarsa fertilità registrata negli ultimi quindici anni. Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, è intervenuta al riguardo: «Se abbiamo una popolazione giovane con problemi di salute perché ha uno stile di vita poco sano, mangia in modo non accorto, non fa esercizio fisico, non è attenta al ritmo biologico quindi a dormire le ore giuste di notte, fa uso di farmaci in modo continuo, di alcol, di fumo o di altri tossici è chiaro che la salute riproduttiva sarà ridotta. Per avere dei figli sani bisogna avere dei genitori sani». Permangono poi i tre grandi ostacoli alla natalità: il lavoro, il welfare e la casa. Loredana Raia, presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza sociale del Consiglio regionale della Campania (in delega del presidente Roberto Fico) su questi aspetti ha sottolineato che «a differenza di quanto accaduto per le precedenti generazioni, che avevano la possibilità di pensare ad un progetto personale, oggi i più giovani incontrano difficoltà. Muta la società e i modelli educativi, oltreché i riferimenti di una rete sociale che si è sgretolata facendo crescere le nuove generazioni in modo differente rispetto a noi. Dovremmo occuparci di un “new deal” della società e confrontarci con un modello che sia al passo con i tempi».

LAVORO, WELFARE, CASA

Maura Striano, assessore all’Istruzione e alle Famiglie e delegata dal sindaco Gaetano Manfredi, si è soffermata invece su un altro aspetto condiviso con la Bernardini de Pace, quello della paternità. «vanno considerati anche i padri – ha ella sostenuto -, c’è da parte loro l’esigenza e la volontà di essere coinvolti nei progetti educativi perché da questo punto di vista si sono sempre sentiti ignorati. Come Comune di Napoli stiamo lavorando per la fascia di età dalla nascita ai sei anni, aderendo anche a specifici progetti europei, prendendo in carico l’intera famiglia nella sua complessità, coinvolgendo professionisti che condividano le proprie conoscenze con entrambi i genitori e li accompagnino alla genitorialità». Gli appuntamenti sulla denatalità previsti nel quadro della manifestazione “Tutto Sposi”, sono calendati anche nelle giornate del welfare e il 25 ottobre (dedicata alla casa), a essi parteciperanno rappresentati delle Istituzioni e professionisti degli Ordini professionali, oltreché numerosi ospiti quali Italo Bocchino, Luigi Bobbio, Gianluca Cantalamessa, Francesco Emilio Borrelli, Lina Lucci, Clemente Mastella, Sandra Lonardo e Luigi Caramiello.

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