SPETTACOLO, Teatro Arcobaleno Roma. L’uomo, la bestia e la virtù, di Luigi Pirandello

In cartellone al Centro Stabile del Classico da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2026, per la regia di Ennio Coltorti, con lo stesso Coltorti e suo figlio J. Emiliano Coltorti, inoltre Adriana Ortolani, Riccardo Graziosi, Anita Pititto, Cristina Maccà, Greta De Bortoli, Nathan Macchioni e Tito Marteddu, il dramma dell’autore siciliano aprirà la stagione 2026-2027

Roma, 15 ottobre 2026 – Ad aprire la stagione 2026-2027 del Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), da venerdì 16 a domenica 25 ottobre sarà “L’uomo, la bestia e la virtù”, di Luigi Pirandello, per la regia di Ennio Coltorti. Si tratta di un ritorno a seguito del grande successo ottenuto nella precedente edizione.

AFFRONTARE PIRANDELLO E LE IPOCRISIE DEL NOSTRO TEMPO

«Affrontare Pirandello significa avere il coraggio di andare a frugare nei meandri delle ipocrisie del nostro tempo – afferma il regista e attore -, “della nostra civiltà” avrebbe detto l’autore alludendo, forse, in realtà a tutto il genere umano, che nelle società più avanzate indossa una maschera per nascondere il proprio egoismo bestiale. Dio ci ha donato la parola per nascondere il pensiero, sosteneva un grande cinico come Talleyrand e il gusto provocatorio di questo crudo aforisma rivela una caratteristica spesso presente nei comportamenti degli esseri umani cosiddetti “civili”. Per Pirandello “l’uomo” civile maschera con la virtù la propria bestia”, quindi, con la sua chirurgica abilità linguistica e drammaturgica mostra fin dall’inizio, in questo testo, la bestia che è in noi …è addirittura indicato nelle didascalie, per ogni personaggio, l’equivalente animalesco, distruggendo inesorabilmente quella maschera, dell’amore, della fedeltà, dell’onestà eccetera, e rivelando alla fine l’essenza utilitaristica, opportunistica e ipocrita degli esseri umani».

Ennio Coltorti

 

 

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ

Lo spettacolo rispetta fedelmente il testo: dopo un primo periodo dedicato all’apprendimento della tecnica della Commedia dell’arte, si è presa in esame l’opera del grande drammaturgo e il contesto storico in cui si trovò a operare. Poi, a seguito di un’approfondita analisi del testo fatta a tavolino, sul palcoscenico è iniziata una sorta di improvvisazione sui personaggi, partendo proprio dalla Commedia dell’arte e dalla tecnica della ricerca dell’animalità di essi. La scelta seguente dell’allestimento scenico e dei costumi è stata effettuata tenendo presente l’estrema teatralità suggerita dalle didascalie e dalla struttura del testo. Il riferimento musicale all’opera buffa di fine Ottocento, certamente conosciuta e apprezzata da Pirandello, concludeva la scelta dei riferimenti a quello stile grottesco cui egli, grande estimatore del teatro tedesco del tempo, fece così profondamente ricorso nello scrivere quella che divenne presto la commedia più comica e più rappresentata tra quelle regalateci da questo nostro grande autore che tutto il mondo ci invidia.”

INFO

Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico): Via Francesco Redi 1/A Roma

+390644248154

+39064402719

info@teatroarcobaleno.it

www.teatroarcobaleno.it

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