ENERGIA, caro carburanti. Righini (Geotermia Italia): «Da mesi sostengo una strada diversa, oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti»

L’amministratore delegato di Geotermia Italia e presidente dell'Associazione Geotermia zero emissioni si dice convinto della necessità di affrontare il tema del costo dell'energia e dei carburanti attraverso interventi strutturali anziché con misure temporanee basate sulla fiscalità generale

Roma, 28 settembre 2026 – La discesa dei prezzi dei carburanti registrata negli ultimi mesi riporta al centro del dibattito le proposte avanzate da Diego Righini, amministratore delegato di Geotermia Italia e presidente dell’Associazione Geotermia zero emissioni, che da tempo sostiene la necessità di affrontare il tema del costo dell’energia e dei carburanti attraverso interventi strutturali anziché con misure temporanee basate sulla fiscalità generale.

 

Diego Righini

 

 

NECESSARI INTERVENTI STRUTTURALI

Da almeno quattro mesi Righini ha condotto una campagna pubblica sul tema, intervenendo ripetutamente sui social e nel dibattito energetico nazionale per chiedere un cambio di paradigma nella gestione delle politiche energetiche italiane. Una posizione che oggi rivendica apertamente. «Prezzi bassi dei carburanti. Giorgia Meloni due mesi fa ha avuto la possibilità di mettere a confronto la mia idea con quella degli uffici del Governo. Inizialmente prevalgono loro con la riduzione delle accise, miliardi spesi e risultati difficili, poi per fortuna prevale la mia tesi da uomo di economia ed energia. Il resto lo state vivendo oggi, almeno fino a giugno del 2027», scrisse al riguardo Righini rfecentemente. Una linea che l’amministratore delegato di Geotermia Italia aveva anticipato già nei mesi scorsi rivolgendo un appello ai vertici del settore energetico italiano, mediante il quale chiedeva una maggiore attenzione alle esigenze di famiglie e imprese.

LETTERA APERTA A CLAUDIO DESCALZI

«Caro Claudio Descalzi, non puoi salvare la tua reputazione italiana portando gli utili agli azionisti, la salvi solo se il carburante torna sotto euro 1,50 e l’energia sotto 20 euro il MWh» scriveva appunto Righini, aggiungendo che «le famiglie e le imprese italiane meritano maggiore considerazione». A suo avviso, infatti, il nodo centrale non era rappresentato dalla riduzione delle entrate fiscali dello Stato, ma dalla necessità di intervenire sui meccanismi che determinano il prezzo finale dell’energia. «La vera soluzione strutturale – proseguiva l’AD di Geotermia Italia e presidente dell’Associazione Geotermia zero emissioni – dovrebbe essere quella di chiedere, come azionista, un piano industriale con maggiore produzione in Italia di carburanti ed energia a basso costo, per distribuirla a prezzi più bassi a famiglie e imprese». Nello stesso periodo, egli aveva inoltre invitato il Governo a rafforzare il concetto di sovranità energetica, affermando di aver «chiesto, documentando, un piano per la sovranità energetica fatto da investimenti in nuovi impianti per ospedali, scuole, edifici pubblici e centri anziani».

I RISULTATI STANNO ARRIVANDO

In definitiva, secondo Righini il progressivo raffreddamento dei prezzi dei carburanti e dell’energia rappresenterebbe oggi la conferma che la strada da lui indicata mesi fa era quella corretta. Una convinzione che continua a sostenere rivendicando il proprio ruolo svolto nel promuovere un confronto pubblico sulla necessità di incrementare la produzione energetica nazionale, contrastare le dinamiche speculative e garantire ad aziende e cittadini energia a costi più competitivi. «Oggi vediamo gli effetti di una strategia diversa da quella immaginata inizialmente dagli uffici tecnici – sostiene in conclusioni Righini -, la politica ha avuto il coraggio di cambiare approccio e i risultati stanno arrivando».

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