ARTE, eventi. Lake Como Design Festival 2026: Dentro il confine, opere di Davide Romanò

Dal 12 al 20 settembre l’artista svelerà il suo nuovo spazio @sopraognidove Art Lab. L’esposizione, curata da Luca Cantore D’Amore, presenta un corpus significativo di opere che danno forma a un linguaggio visivo personale in equilibrio fra realtà e sogno, fragilità ed espressione

Como, 11 settembre 2026 – Un «rifugio creativo», come lo stesso artista ama definirlo: rifugio, non come ripiegamento dal mondo, bensì quale spazio nel quale poter tornare a sé per produrre, osservare, sperimentare e poi nuovamente aprirsi agli altri. Una protezione che non chiude: una soglia che custodisce e, nello stesso tempo, invita a entrare.

RIFUGIO CREATIVO

Due momenti distinti, dunque, per presentare un unico progetto: da un lato la mostra, che apre il 12 settembre e porta fin da subito il pubblico dentro la ricerca dell’artista; dall’altro, il 17 settembre, l’inaugurazione dello spazio che la accoglie e che nasce con l’obiettivo di essere molto più di un luogo espositivo. All’interno di Sopra ogni dove Art Lab convivono, infatti, la dimensione espositiva dedicata a pittura, design e scultura; la residenza d’artista, intesa come studio, abitazione, galleria; lo spazio d’incontro destinato a talk, eventi, incontri e concerti; ulteriori possibilità di aggregazione e produzione culturale. La città di Como si arricchisce, così, di uno spazio creativo e permeabile che cancella i confini tra abitazione, studio, galleria, laboratorio e luogo d’incontro pubblico. Il pubblico di Lake Como Design Festival è dunque chiamato a compiere un doppio movimento: entrare in uno spazio reale e, attraverso quello spazio, avvicinarsi alla geografia interiore di un artista. La casa, lo studio, la galleria e il laboratorio cessano di essere categorie separate e diventano capitoli di una stessa esperienza.

LAKE COMO DESIGN FESTIVAL 2026

“Dentro il confine”, aperta al pubblico dal 12 al 20 settembre 2026, nasce in piena coerenza con il tema di questa edizione del Festival, incentrato sui confini, da intendere non solo come linee che dividono territori, idee, stati mentali e livelli di coscienza, ma anche come punti d’incontro e relazione. Il progetto espositivo di Davide Romanò declina questa tematica in chiave intima e personale, riflettendo sulla soglia tra pubblico e privato, tra abitare e creare, tra spazio fisico e spazio mentale, tra l’identità dell’artista e il luogo che egli stesso costruisce intorno alla propria ricerca. Nel caso di Romanò e di @sopraognidove Art Lab, la soglia assume un carattere particolarmente fertile, perché mette in relazione la pratica artistica con il modo di vivere e costruire lo spazio. Il luogo non è un semplice contenitore delle opere: diventa parte della ricerca, una sua estensione concreta, e proprio questo è l’obiettivo primario di @sopraognidove Art Lab. Il pubblico di Lake Como Design Festival è, dunque, chiamato a compiere un doppio movimento: entrare in uno spazio reale e, attraverso quello spazio, avvicinarsi alla geografia interiore di un artista.

SOPRAOGNIDOVE ART LAB

La casa, lo studio, la galleria e il laboratorio cessano di essere categorie separate e diventano capitoli di una stessa esperienza. Dentro il confine è, quindi, una mostra che inaugura un luogo di ricerca e condivisione di sguardi, incontri, pratiche e linguaggi. Afferma il curatore dell’evento, Luca Cantore D’Amore, che «la scelta del Lake Como Design Festival di inserire lo spazio di Davide Romanò tra le destinazioni del proprio itinerario acquista un significato particolare perché invita il visitatore a compiere un gesto che supera la semplice visita a uno studio. Entrare in @sopraognidove Art Lab significa, idealmente, entrare dentro un sistema di pensiero. Romanò non sembra interessato a costruire intorno alla propria figura un personaggio artistico prima ancora di costruire le opere. La sua attenzione si concentra piuttosto sul fare: sul gesto, sulla materia, sull’ambiente, sulla possibilità di trasformare un’intuizione in una presenza concreta. Qui il confine tra abitazione, studio, galleria, laboratorio e luogo d’incontro si fa deliberatamente permeabile».

UNA PERCEZIONE PIÙ AMPIA

«Le funzioni si sovrappongono e proprio nella loro sovrapposizione producono un’identità – prosegue il curatore della mostra -, il luogo diventa il ritratto indiretto di chi lo abita e lo immagina. Non si tratta dunque soltanto di vedere dove lavora un artista, ma di osservare come un artista organizza intorno a sé le condizioni della propria creatività. Le mura, gli oggetti, le opere e i dispositivi architettonici assumono così una funzione quasi scenografica, ma senza trasformarsi in semplice scenografia. Sono strumenti di una percezione più ampia: suggeriscono che la creatività non cominci davanti all’opera finita, bensì molto prima, nel modo in cui si decide di guardare, abitare, raccogliere, accostare, custodire e condividere. Il vero confine della mostra, dunque, non è una porta. È il punto in cui smettiamo di distinguere con sicurezza dove finisca l’opera e dove cominci il luogo che la accoglie; dove termini l’artista e dove inizi lo spazio che egli ha costruito; dove la vita quotidiana ceda il passo alla pratica creativa».

INFO

Dentro il confine, mostra delle opere di Davide Romanò curata da Luca Cantore D’Amore: apertura al pubblico dal 12 al 20 settembre 2026; ingresso libero;

orari di apertura al pubblico: nei giorni 12 e 13 settembre 2026 dalle ore 15:00 alle ore 20:00, il 14, 15 e 16 settembre dalle ore 18:30 alle ore 21:00, il 17 settembre opening dalle ore 19:00, il 18,19 e 20 settembre dalle ore 15:00 alle ore 20:00; inaugurazione giovedì 17 settembre alle ore 19:00; ingresso libero;

Via San Gerolamo Miani, 1 Como.

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