SCIENZA, ricerca. La scomparsa del professor Francesco Romanelli

Nella notte è venuto a mancare all’età di sessantanove anni lo scienziato che dal giugno del 2021 guidava il consorzio per la costruzione del Divertor Tokamak Test (DTT) presso il centro ENEA di Frascati, uno dei progetti scientifici più ambiziosi per lo sviluppo dell’energia da fusione a livello globale

Frascati, 20 marzo 2026 – È venuto a mancare questa notte all’età di sessantanove anni il professor Francesco Romanelli, presidente del Consorzio DTT (Divertor Tokamak Test) e figura di riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo della fusione nucleare.

LA SCOMPARSA DI UN FISICO DI VAGLIA

Da giugno 2021, guidava il Consorzio per la costruzione del DTT presso il centro ENEA di Frascati, uno dei progetti scientifici più ambiziosi per lo sviluppo dell’energia da fusione a livello globale. Fisico di grande esperienza e spessore, Francesco Romanelli dedicò più di quarant’anni alla ricerca sulla fusione nucleare, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della fisica del confinamento magnetico. Dal 1996 al 2006 diresse le attività ENEA in questo settore, rafforzando il ruolo dell’Agenzia nei principali programmi di ricerca internazionali. Nel 2006 venne nominato leader del Joint European Torus (JET), il più grande esperimento di fusione magnetica al mondo.

UNA VITA DEDICATA ALLA RICERCA E ALL’INSEGNAMENTO

Dal 2015 fu docente di Fisica dell’energia nucleare presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove continuò a formare nuove generazioni di ricercatori, contribuendo alla crescita della comunità scientifica nazionale. Coautore di un migliaio di lavori i cui esiti vennero successivamente pubblicati su riviste scientifiche, Romanelli fu inoltre editor in chief della rivista scientifica internazionale “Nuclear Fusion”, punto di riferimento per tutta la comunità scientifica del settore. «Con Francesco Romanelli perdiamo uno scienziato di altissimo profilo e un protagonista della ricerca sulla fusione a livello internazionale», ha dichiarato la presidente di ENEA Francesca Mariotti.

L’EREDITÀ SCIENTIFICA E UMANA CHE LASCIA ROMANELLI

«La sua visione, il rigore scientifico e la capacità di costruire collaborazioni tra istituzioni e industria – ha ella proseguito – hanno impresso al progetto DTT lo slancio di un’infrastruttura strategica per il futuro energetico del Paese e hanno contribuito in modo determinante al rafforzamento del ruolo dell’Italia nei grandi programmi internazionali. La sua eredità scientifica e umana è un punto di riferimento per tutta la comunità della ricerca e rappresenta inoltre un patrimonio di grande valore che continuerà a vivere nel lavoro di ricercatori, docenti e studenti che ne raccoglieranno l’eredità intellettuale e morale».

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