CULTURA, territorio ed eventi. Art City Bologna 2026

Il Settore Musei Civici del Comune di Bologna partecipa alla XIV edizione di Art City Bologna, che inizierà domani, 5 febbraio, per concludersi il giorno 8 febbraio. In programma mostre, eventi e iniziative promosse dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna

Bologna, 4 febbraio 2026 – Per sottolineare l’identità di Bologna quale grande città della cultura nelle giornate dell’arte moderna e contemporanea, un’ampia e articolata selezione di appuntamenti offre l’opportunità sia alla cittadinanza sia al pubblico in visita per la manifestazione fieristica, giunta alla sua XLIX edizione, di conoscere e riscoprire musei, palazzi storici, spazi espositivi e altri luoghi significativi con una vera e propria immersione capace di rinnovare lo sguardo sul patrimonio artistico della città.

ART CITY BOLOGNA 2026

Nella prospettiva organica di una città da vivere come un grande museo diffuso e metropolitano, un ruolo centrale è tradizionalmente svolto dal sistema museale civico con la sua ricca offerta espositiva in dialogo tra cornice storica e ricerca artistica contemporanea, appuntamenti e speciali attività di mediazione rivolte a tipologie differenziate di pubblico. Anche per il 2026 verranno rinnovate le modalità di ingresso agevolate e gli orari di apertura prolungati, questo allo scopo di favorire l’accessibilità e la più ampia partecipazione. Da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026 i possessori di qualsiasi tipologia di biglietto Arte Fiera possono entrare gratuitamente nelle sedi museali civiche coinvolte nel programma della manifestazione: Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d’Arte, Museo internazionale e biblioteca della musica, Museo del Patrimonio Industriale e Museo civico del Risorgimento. Nelle stesse giornate l’ingresso al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e al Museo Morandi è gratuito per tutti, sia alle collezioni permanenti che alle mostre temporanee.

UN GRANDE MUSEO DIFFUSO E METROPOLITANO

Per le sedi del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Museo Davia Bargellini, Museo per la Memoria di Ustica, Casa Morandi e Villa delle Rose (con la mostra temporanea Flavio de Marco. Screen Life) l’ingresso è già gratuito per tutti. In occasione di Art City White Night, che avrà luogo sabato 7 febbraio 2026 rimarranno aperti fino alle ore 23:00 (ultimo ingresso alle ore 22:30) MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi, mentre sono visitabili fino alle ore 22:00 (ultimo ingresso alle ore 21:30) Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d’Arte, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Villa delle Rose, Casa Morandi, Museo internazionale e biblioteca della musica e Museo civico del Risorgimento. Le restanti sedi osservano orari di apertura ordinari. Tutte le informazioni aggiornate su sedi, orari di apertura e modalità di ingresso alle sedi espositive sono consultabili sul rinnovato sito web www.artcity.bologna.it dotato di schede dedicate a ogni progetto espositivo e di una mappa funzionale a una rapida ricerca degli eventi.

ORARI STRAORDINARI DI APERTURA (1)

Di seguito gli orari straordinari di apertura sedi area arte moderna e contemporanea.

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi, Via Don Giovanni Minzoni 14:

giovedì 5 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20:00;

venerdì 6 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20:00;

sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 23:00;

domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20:00.

Ville delle Rose, Via Saragozza 228-230 (Flavio de Marco. Screen Life):

giovedì 5 febbraio 2026 dalle ore 14:00 alle ore 20:00;

venerdì 6 febbraio 2026 dalle ore 14:00 alle ore 20:00 ;

sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 14:00 alle ore 22:00;

domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 14:00 alle ore 20:00.

Casa Morandi, Via Fondazza 36:

giovedì 5 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20:00;

venerdì 6 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20:00;

sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 22:00;

domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 20.00.

Museo per la Memoria di Ustica, Via di Saliceto 3-22 (ex magazzini ATC):

giovedì 5 febbraio 2026 dalle ore 09:30 alle ore 13:30;

venerdì 6 febbraio 2026 dalle ore 09:30 alle ore 13:30;

sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 18:30;

domenica 8 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 18:30.

ORARI STRAORDINARI DI APERTURA (2)

Di seguito gli orari straordinari di apertura di altre sedi Art City White Night sabato 7 febbraio 2026.

Museo Civico Medievale, Via Alessandro Manzoni 4:

dalle ore 10:00 alle ore 22:00;

Collezioni Comunali d’Arte presso Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6:

dalle ore 10:00 alle ore 22:00;

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Strada Maggiore 44:

dalle ore 10:00 alle ore 22:00;

Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34:

dalle ore 10:00 alle ore 22:00;

Museo Civico del Risorgimento, Piazza Giosue Carducci 5:

dalle ore 10:00 alle ore 22:00.

INGRESSI GRATUITI

Ingresso gratuito per possessori di qualsiasi tipologia di biglietto ArteFiera da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026:

Museo Civico Medievale, Via Alessandro Manzoni 4;

Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6;

Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34;

Museo del Patrimonio Industriale, Via della Beverara 123;

Museo civico del Risorgimento, Piazza Giosue Carducci 5.

INGRESSO GRATUITO STRAORDINARIO PER TUTTI

Ingresso gratuito straordinario per tutti, da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026:

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi, Via Don Giovanni Minzoni 14 (sabato 7 febbraio 2026 in occasione di Art City White Night, dalle ore 18:00 alle ore 22:00);

Museo Civico Medievale, Via Alessandro Manzoni 4;

Collezioni Comunali d’Arte presso Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6;

Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34;

Museo civico del Risorgimento, Piazza Giosue Carducci 5.

INGRESSO GRATUITO ORDINARIO PER TUTTI

Museo Civico d’Arte industriale e Galleria Davia Bargellini, Strada Maggiore 44;

Villa delle Rose, Via Saragozza 228-230;

Casa Morandi, Via Fondazza 36;

Museo per la Memoria di Ustica, Via di Saliceto 3-22 (ex magazzini ATC).

MOSTRE TEMPORANEE

BARTOLOMEO CESI

Bartolomeo Cesi (1556-1629): pittura del silenzio nell’età dei Carracci, a cura di Vera Fortunati; fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo Civico Medievale in Via Alessandro Manzoni 4; mostra promossa da Comune di Bologna Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica e Arcidiocesi di Bologna, con la partecipazione di Musei nazionali di Bologna Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna; main partner Gruppo Hera.

Bartolomeo Cesi (Bologna, 1556 – ivi, 1629), Madonna con il Bambino in gloria con i Santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco, 1595-1598, olio su tela, cm 288 x 191, Bologna, chiesa di San Giorgio Maggiore, proprietà Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno

 

Nelle sale del Lapidario del Museo Civico Medievale è allestita Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci, la prima mostra monografica, a cura di Vera Fortunati, dedicata ad dei più significativi interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento. Autore di opere prevalentemente religiose destinate a chiese e conventi, Bartolomeo Cesi si distinse per una pittura alternativa a quella dei coevi Agostino, Ludovico e Annibale Carracci, tutta tesa allo studio diretto del naturale e del vivo, spingendo lo spettatore verso una dimensione sovrasensibile di assorta e silenziosa contemplazione, quasi ad anticipare la ricerca del bello ideale che sarà poi la cifra stilistica di Guido Reni. Attraverso un percorso di visita articolato in oltre trenta opere tra dipinti, disegni e monumentali pale d’altare, la mostra affronta i temi salienti della poetica di Cesi e restituisce alla città alcuni lavori sulla cui conservazione si è intervenuti per l’occasione. Il progetto espositivo si estende oltre le mura del Museo Civico Medievale, creando in città una sorta di museo diffuso a tema Cesi che comprende la Chiesa di San Girolamo della Certosa, la Pinacoteca nazionale di Bologna e la cappella di Santa Maria dei Bulgari nel palazzo dell’Archiginnasio dove, grazie alla ricostruzione in ambiente di realtà virtuale, è possibile rivivere il ciclo decorativo perduto delle Storie della Vergine.

info: www.museibologna.it/medievale

ALESSANDRO MORESCHINI

Alessandro Moreschini: l’ornamento non è più un delitto, a cura di Raffaele Quattrone, con testo di Renato Barilli; dal 18 gennaio al 22 marzo 2026 presso il Museo Civico Medievale in Via Alessandro Manzoni 4, esposizione promossa da Comune di Bologna Settore Musei Civici Musei Civici d’Arte Antica in collaborazione con Ehiweb e Pasöt.

 Alessandro Moreschini, Quo vadis?, 2005, tempera acrilica su tela, cm 60 x 60 x 3,5, collezione privata; foto: Medardo Pedrini

 

«L’ornamento non è più un delitto», con questa affermazione, pronunciata da Renato Barilli in un testo del 2020 dedicato a Lily van der Stokker e ad Alessandro Moreschini, si apre il percorso della nuova mostra dell’artista al Museo Civico Medievale di Bologna, a cura di Raffaele Quattrone. Una frase che, da dichiarazione critica, diventa oggi titolo e chiave di lettura di un progetto espositivo che rilegge la tradizione decorativa come gesto etico, come pratica di cura e di attenzione verso il mondo. L’incontro con il Museo Civico Medievale offre a Moreschini un territorio ideale: uno spazio fatto di stratificazioni, memorie, oggetti votivi, preziosità minute, miniature, ori che da secoli interrogano il nostro rapporto con il sacro, il simbolico, il potere evocativo delle superfici. Le opere contemporanee si insinuano tra i reperti storici senza competere con essi, ma stabilendo un dialogo osmotico, a tratti segreto, in cui la luce, il colore e il ritmo decorativo diventano ponti tra epoche e sensibilità differenti.

info: www.museibologna.it/medievale

EMANUELE BECHERI

Emanuele Becheri: Sculture, a cura di Lorenzo Balbi; fino al 15 marzo 2026; Collezioni Comunali d’Arte presso Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore 6; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici Musei Civici d’Arte Antica in collaborazione con CAR Gallery.

Emanuele Becheri, Figura, 2024, terracotta, ossidi, cm 33 (a) x 30 x 11, foto: Dario Lasagni, courtesy l’artista e CAR Gallery

 

La mostra Sculture, di Emanuele Becheri, curata da Lorenzo Balbi, si inserisce nel percorso delle Collezioni Comunali d’Arte creando un dialogo diretto con il contesto del museo “ambientato” al secondo piano di Palazzo d’Accursio, che espone opere dal Medioevo al Novecento in sale storiche decorate con affreschi e arredi d’epoca, ricreando l’atmosfera delle antiche residenze cardinalizie. Il titolo, essenziale e aperto, richiama l’ambito di ricerca espressiva che l’artista porta avanti da oltre un decennio con una pratica plastica tra figurazione e informale, che si inscrive consapevolmente all’interno di una tradizione scultorea ampia e stratificata, che va da Medardo Rosso ad Arturo Martini, da Auguste Rodin a Constantin Brâncuși, da Amedeo Modigliani a Lucio Fontana. Le sette opere modellate in terracotta macchiata di pigmenti (forme umane o animali, teste, figure, autoritratti, presenze sospese tra introspezione e umanità), tutte inedite e realizzate tra 2021 e 2025, sono collocate in sei sale, posizionate ognuna al centro dello spazio. Questa scelta allestitiva mette in risalto il rapporto tra scultura e ambiente, invitando i visitatori a osservare ogni lavoro come un incontro individuale, in cui il silenzio e la solitudine diventano parte integrante dell’esperienza di fruizione. La relazione tra le sculture di Becheri e l’architettura del museo crea un percorso scandito da pause e confronti, in cui il passato delle collezioni e la contemporaneità dell’intervento artistico si riflettono reciprocamente. La mostra offre così una lettura essenziale e concentrata della pratica scultorea dell’artista, proponendo un attraversamento fatto di presenze discrete, forme in ascolto e inattese risonanze con il luogo che le accoglie.

info: www.museibologna.it/collezionicomunali

SERGIA AVVEDUTI

Sergia Avveduti: Ombra Custode, a cura di Elena Forin; fino al 1 marzo 2026 presso  il Museo Civico d’Arte Industriale e la Galleria Davia Bargellini, in Strada Maggiore 44; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici Musei Civici d’Arte Antica in collaborazione con AF Gallery.

Sergia Avveduti, Il castello di carte, 2025 (dettaglio), stampa sublimatica su twill, cartoncino cm 35 x 42 x 26 / cm 35 x 40 x 23, veduta di allestimento, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna, 2026

 

La mostra personale di Sergia Avveduti, “Ombra Custode”, a cura di Elena Forin, crea un dialogo ideale tra il patrimonio storico di dipinti, arazzi e oggetti antichi conservato nel Museo, e quello evocato dai lavori dell’artista che alludono al passato e all’universo della citazione. Attraverso segni delicati, Avveduti restituisce infatti la presenza delle Putte di Santa Marta, le fanciulle orfane appartenenti a buone famiglie cadute in disgrazia ospiti del  Conservatorio fondato nel 1505 da Carlo Duosi, il più antico istituto di educazione femminile esistente a Bologna, che si ritrova traslato nei gesti, negli sguardi e nei materiali dei suoi lavori. Il percorso espositivo, che presenta un folto numero di opere, molte delle quali inedite, invita quindi il visitatore a osservare con attenzione, a riconoscere le tracce del tempo, e il legame profondo tra memoria, formazione e tutela del patrimonio artistico. In questo intreccio di passato e presente, Ombra Custode celebra quindi la cura come gesto creativo, discreto e potente, capace di attraversare il tempo e le generazioni, tra memoria storica e creatività contemporanea.

info: www.museibologna.it/daviabargellini

JOHN GIORNO

John Giorno: The Performative Word , a cura di Lorenzo Balbi, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026 presso MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, Sala delle Ciminiere, in Via Don Giovanni Minzoni 14; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, in collaborazione con Giorno Poetry Sistems e con il supporto fornito dalla Galleria Thomas Brambilla

John Giorno (New York, 1936 – New York, 2019) con l’opera Dial-A-Poem, 1970; courtesy Giorno Poetry Systems

 

Poeta e performer magnetico, John Giorno (New York, 1936 – New York, 2019) ha saputo trasformare la parola in forma d’arte. A lui il MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna dedica, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva istituzionale, allestita nella Sala delle Ciminiere, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea. Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi. L’esposizione ripercorre la sua pratica multiforme attraverso diversi nuclei di opere, mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l’uso di colori accuratamente scelti e un font iconico realizzato da Mark Michaelson appositamente per l’artista. All’interno della mostra una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da EX (Andrea Cassi, Serena Giardina, Michele Versaci).

info: www.museibologna.it/mambo

MATTIA MORENI

Mattia Moreni: L’antologica di Bologna, 1965, a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, fino al 31 maggio 2026 presso MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, Project Room, in Via Don Giovanni Minzoni 14; mostra promossa dall’Associazione Mattia in collaborazione con il Comune di Bologna Settore Musei Civici MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Mattia Moreni (Pavia, 1920 – Brisighella, 1999), A tutti i maldestri del mondo: amitiè, 1960, olio su tela, cm 162 × 130, Modena, collezione privata

 

La mostra Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965, a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, rientra nel progetto espositivo Mattia Moreni. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione”, il più ampio mai dedicato all’artista (Pavia, 1920 – Brisighella, 1999). Promosso da Associazione Mattia, curato da Claudio Spadoni e sviluppato a partire dal settembre 2025 in cinque sedi museali diffuse tra la Romagna e Bologna (Bagnacavallo, Forlì, Santa Sofia, Bologna e Ravenna) il percorso, inteso come omaggio corale all’artista, ne attraversa i quarant’anni di ricerca, rivelando al pubblico la forza e l’attualità di una delle voci più originali e irrequiete dell’arte italiana del secondo dopoguerra. L’antologica di Bologna, 1965 riprende e reinterpreta la grande esposizione su Mattia Moreni curata da Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (oggi MAMbo) e allestita al Museo Civico, la prima personale dedicata a Moreni da un’istituzione pubblica italiana. In stretto dialogo con l’artista e amico, Arcangeli ne rilesse l’opera ribadendo l’urgenza di coltivare la pittura come uno specifico metodo di approccio al mondo, strumento di libera espressione soggettiva quanto di scandaglio critico della realtà. La mostra allestita nella Project Room del MAMbo presenta undici dipinti, eseguiti nell’arco di un decennio e selezionati tra quelli esposti all’antologica del 1965, per indicarne gli snodi più significativi.

info: www.museibologna.it/mambo

FLAVIO DE MARCO

Flavio de Marco: Screen Life, a cura di Lorenzo Balbi, fino al 29 marzo 2026 presso la Villa delle Rose in Via Saragozza 228-230; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, in collaborazione con Galleria Studio G7.

 Flavio de Marco, Naturkundemuseum, 2024, olio e acrilico su tela, cm 70 x 50, courtesy l’artista e Galleria Studio G7, Bologna; foto: Nils Wilbert

 

La mostra personale Screen Life che Villa delle Rose dedica a Flavio de Marco (Lecce, 1975) si inserisce nella programmazione del MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna volta a esplorare le ricerche più significative della pittura contemporanea in Italia, valorizzando i linguaggi che interrogano la rappresentazione e la visione nel tempo presente. All’interno di questa prospettiva, il lavoro di de Marco emerge come uno dei più coerenti e profondi per la capacità di tenere insieme memoria storica e sensibilità digitale, tradizione figurativa e interrogazione tecnologica, corpo della pittura e struttura dell’immagine. La ricerca dell’artista indaga lo schermo come nuovo paesaggio del contemporaneo, muovendosi tra i vari generi della pittura: le opere attraversano figurazione e astrazione per rappresentare l’esperienza dello spazio riconfigurato dalla nuova società digitale. Il progetto espositivo attraversa ventisei anni di attività di de Marco, con circa settanta lavori, offrendo una lettura estesa della sua ricerca pittorica che sancisce il passaggio epocale dalla vita analogica a quella digitale.

info: www.museibologna.it/mambo

ETEL ADNAN

Etel Adnan e Giorgio Morandi: Vibrazioni, a cura di Daniel Blanga Gubbay, fino al 3 maggio 2026 presso il Museo Morandi in Via Don Giovanni Minzoni 14; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici Museo Morandi; si ringrazia Galleria Continua.

Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021), Sans Titre, 2015, olio su tela, cm 37 x 45 x 4, collezione privata; foto: Hafid Lhachmi – ADAGP Paris, 2025-6 © Etel Adnan by SIAE 2026

 

Il Museo Morandi avvicina per la prima volta in un dialogo diretto la pittura di due grandi artisti del XX e XXI secolo, esplorandone affinità e corrispondenze: Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021) e Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – Bologna, 1964). In due studi lontani tra loro (uno in Via Fondazza a Bologna, l’altro affacciato sul Monte Tamalpais oltre la baia di San Francisco) Giorgio Morandi ed Etel Adnan hanno trascorso decenni tornando con ostinazione a pochi motivi essenziali. Morandi disponeva bottiglie, scatole e recipienti, spostandoli di millimetri per distillare forma, luce e intervallo; l’artista libanese Adnan dipingeva montagne, orizzonti e soli come piani intrecciati di colore puro. Lavorando in piccolo e in serie, entrambi hanno fatto della pittura un’esperienza di vibrazione cromatica. Al di là della conoscenza che Adnan aveva del lavoro di Morandi, il legame tra i due risiede nell’influenza fondamentale di Paul Cézanne: una pratica pittorica in cui la forma non nasce dal contorno, ma dalla vibrazione del colore, capace di raccontare la realtà meglio della mera rappresentazione. Questa mostra, che li accosta per la prima volta, non si limita a tracciare influenze dirette o indirette. Come l’incontro tra due colori, l’accostamento dei paesaggi e delle nature morte di Morandi con il lavoro di Adnan produce una vibrazione capace di andare al cuore delle loro pratiche e di far emergere la risonanza tra due artisti che, per vie diversissime, sono giunti alla stessa convinzione: guardare profondamente è una forma di pensiero.

info: www.museibologna.it/morandi

CONCETTO POZZATI

Concetto Pozzati: Da e per Morandi, a cura di Maura Pozzati, fino al 15 marzo 2026 presso Casa Morandi in Via Fondazza 26; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici Casa Morandi in collaborazione con l’Archivio Concetto Pozzati.

Concetto Pozzati (Vo’, 1935 – Bologna, 2017), Da e per Giorgio Morandi, 1964, olio e tempera su tela, cm 77,5 x 67,5, Archivio Concetto Pozzati

 

La mostra Concetto. Pozzati. Da e per Morandi, a cura di Maura Pozzati, intende mettere in dialogo alcune opere di Concetto Pozzati espressamente dedicate a Giorgio Morandi, nel luogo dove l’artista di via Fondazza visse e lavorò, esponendole nel suo studio, accanto agli oggetti dipinti, ai libri, ai pennelli. Definito “il corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 – Bologna, 2017) ha tracciato un ponte dialogante tra le diverse correnti culturali del dopoguerra, dal Surrealismo all’Informale e alla Pop Art. Le sue opere mantengono uno stretto rapporto con il segno, traccia distintiva del suo stile anche quando, dopo un iniziale periodo informale, si confronta con l’arte di Magritte e De Chirico, da lui definiti i suoi maestri ideali, e quando diventa uno dei più importanti rappresentanti della Pop Art italiana. Concetto Pozzati ha scritto su Giorgio Morandi alcuni testi fondamentali, tra cui la presentazione della mostra Morandi e il suo tempo (1985-1986), allestita alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, intitolata Il tempo autre di Morandi, e il ritratto di Morandi inserito nel proprio diario di pittore, pubblicato da Corraini nel 2007, dal titolo Concetto Pozzati. Parola d’artista in cui emerge il rapporto conflittuale avuto con il grande maestro bolognese (amico del padre Mario e dello zio Severo Pozzati), un «uomo scomodo, che non ho amato e che non amo a differenza dello spessore di quel microcosmo irraggiungibile che era la sua pittura». Da e per Morandi è il titolo scelto da Concetto Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi. Un confronto costante, espresso sia attraverso dipinti a lui dedicati sia mediante testi e riflessioni scritte sul suo metodo pittorico.

info: www.museibologna.it/morandi

EVA MARISALDI ED ENRICO SEROTTI

Eva Marisaldi – Enrico Serotti: Per vari motivi (Parte II), a cura di Pier Paolo Pancotto, fino al 22 febbraio 2026 presso il Museo internazionale e la Biblioteca della musica, in Strada Maggiore 34; mostra promossa dalla Galleria de’ Foscherari in collaborazione con il Comune di Bologna Settore Musei Civici Museo internazionale e Biblioteca della musica.

Eva Marisaldi – Enrico Serotti, Three lines on Depero, 2019, PLA, tessuto, semi, meccanismo, software, cm 20 x 20 x 30, courtesy gli artisti e Galleria de’ Foscherari

 

Come dichiarano i due artisti, il progetto espositivo «parte da una serie disordinata di spunti di riflessione attorno alla musica e al suono riferiti a epoche varie. Tali suggestioni sono state formalizzate, spesso con l’ausilio delle nuove tecnologie, e messe in scena in forma di opere». Nell’affascinante contesto architettonico dello storico Palazzo Sanguinetti, sede del museo, si susseguono, infatti, una serie di nove opere sonore o legate al tema del suono (inteso in tutte le sue possibili articolazioni tecniche e semantiche) realizzate da Eva Marisaldi (Bologna, 1966) ed Enrico Serotti (Bologna, 1960) nel corso degli ultimi venti anni, alcune delle quali raramente fruibili o riattivate per l’occasione. Poste in dialogo con le collezioni permanenti dell’istituzione museale bolognese, che conserva il ricco e variegato patrimonio di beni musicali posseduti e custoditi dal Comune di Bologna, queste creazioni sono introdotte dal titolo Per vari motivi – Parte II in riferimento ad una precedente esposizione della coppia di artisti realizzata nel 2022, incentrata su alcuni lavori plastico-sonori, vero leitmotiv della loro produzione.

info: www.museibologna.it/musica

INTELLIGENZA ARTIFICIALE INTELLIGENZA CREATIVA

Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa: trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia, a cura di Virginia Farina e Simone Martinetto, dal 7 febbraio al 1 marzo 2026 presso il Museo del Patrimonio industriale, in Via della Beverara 123; mostra promossa dal Comune di Bologna Settore Musei Civici Museo del Patrimonio industriale, in collaborazione con il Liceo Artistico Francesco Arcangeli di Bologna; apertura sabato 7 febbraio 2026 alle ore 14:00.

Immagine generata con Midjourneycon prompt fotografia creativa assemblaggio mani (Courtesy Liceo Artistico Francesco Arcangeli Bologna)

 

La rapida evoluzione dell’Intelligenza Artificiale Generativa ha reso labile il confine tra realtà e sintesi digitale: oggi, semplici prompt bastano a creare immagini e video quasi indistinguibili dall’opera dell’uomo. Di fronte a questa potenza di calcolo, cosa resta, allora, del processo creativo e della capacità tutta umana di immaginare e reinventare la realtà? Il Museo del Patrimonio Industriale risponde con un percorso che ha coinvolto trenta studentesse del Liceo Artistico Arcangeli coordinate dal fotografo Simone Martinetto. Ispirandosi in modo inedito alle collezioni museali, le ragazze hanno sfidato l’algoritmo: hanno individuato parole chiave per generare immagini artificiali, utilizzandole poi come contrappunto per le proprie creazioni manuali. Ne scaturisce un dialogo visivo che supera la pura estetica per interrogarsi sul significato profondo e insostituibile del gesto creativo umano.

info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

A PROPOSITO DI USTICA

È inoltre parte del sistema museale civico il Museo per la Memoria di Ustica, inaugurato nel 2007 nei depositi dell’ex azienda dei trasporti pubblici ATC grazie alla forte determinazione dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della strage di Ustica e della città di Bologna, per il quale l’artista francese Christian Boltanski (Parigi, 1944 – Parigi, 2021) ha realizzato l’installazione permanente “A proposito di Ustica”, in ricordo delle ottantuno vittime di una delle tragedie collettive più discusse della recente storia italiana.

info: www.museibologna.it/ustica

INFO

Biglietto d’ingresso: 15 euro; prenotazione obbligatoria entro le ore 16:00 di venerdì 6 febbraio 2026 presso mamboedu@comune.bologna.it;

www.museibologna.it/mambo,

Facebook: Musei Civici Bologna

Instagram: @bolognamusei

YouTube: @museicivicibologna

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