GAZA, conflitto e operazioni mediatiche. Guerra delle informazioni sulla carestia nel Territorio palestinese

Quello della crisi umanitaria in atto nella striscia di Gaza è un argomento drammatico quanto controverso, un vero e proprio «campo minato» per ogni operatore dell’informazione che ne tenti un approccio serio e in buona fede. sarebbe infatti facile retorica ricorre, anche in questo caso, all’abusato adagio che vuole la «verità quale prima vittima della guerra», seppure nei fatti è così. Quella sulla carestia nella striscia di Gaza è una querelle dai tratti marcatamente tragici, non infrequentemente alimentata da (improvvide?) dichiarazioni dai toni e contenuti oltremodo esagerati e improponibili di esponenti politici estremisti di alcune fondamentali componenti dell’attuale esecutivo in carica nello Stato ebraico. Che, tuttavia, sortiscono il loro effetto mediatico, dunque propagandistico. Ma è necessario fare il possibile per separare la realtà dalla propaganda al fine di ricondurre il dibattito, ove questo si renda praticabile, in una dimensione di sufficiente lucidità. Inoltre, a volte sono utili anche le integrazioni e i «diritti di replica», modalità di intervento nella discussione alla quale insidertrend.it farà ricorso in questo caso, riprendendo una posizione sicuramente di parte e urlata a scopi critici, tuttavia corroborata da una serie di informazioni che si potranno confrontare. È quella dell’analista israeliano, oltreché reporter inviato dal fronte, Yaakov Lappin, che punta il dito accusatore contro le organizzazioni internazionali e i media, che a suo avviso «riprendono pedissequamente la propaganda di Hamas sulla carestia»