SALUTE, formazione e lavoro. Ottici e optometristi: ne vengono contrattualizzati 1.600 all’anno, il mercato ne richiede il 30% in più

Si tratta di professionisti non sostituibili dall’intelligenza artificiale riguardo ai quali cresce la richiesta, con un più 10% entro il 2035. Il 70,7% degli occupati, riferisce un alto livello di soddisfazione. La necessità del controllo clinico e dell'assistenza in presenza cresce costantemente, bilanciando qualsiasi impatto tecnologico

Bologna, 31 ottobre 2026; a cura di Grethell – Ogni anno, in Italia vengono contrattualizzati in media 1.600 lavoratori nella categoria di ottici e ottici optometristi. Il dato (fonte Sviluppo Lavoro Italia e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) conferma che la professione dell’ottico è molto richiesta sul mercato. In tutto, sul territorio nazionale operano circa 21.500 ottici. Il sistema formativo, nel complesso, abilita in media tra i 600 e 700 nuovi ottici all’anno ma, secondo gli operatori del settore, questo numero è insufficiente a coprire la filiera. Il 77,6 % degli ingressi professionali previsti dai datori di lavoro è considerato «di difficile reperimento», il dato è tra i più alti dell’intero panorama occupazionale italiano (fonte Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Sviluppo Lavoro Italia). Di fatto si conterebbero circa 400 posti vacanti all’anno.

OTTICI E OPTOMETRISTI: DEFICIT DI OFFERTA

Nel 50-55% dei casi non vi sono abbastanza professionisti abilitati sul mercato rispetto alle posizioni aperte; mentre, nel 15–20% delle situazioni, i datori di lavoro segnalano un divario tra la formazione teorica della scuola e le competenze richieste nei centri ottici. A causa di questa differenza, la ricerca per ricoprire una posizione aperta di ottico e optometrista in Italia richiede in media dai 3 ai 5 mesi, con picchi ancora più elevati nelle aree del Nord Italia o nei centri urbani minori. Dall’altra parte, a differenza di altri settori, la quasi totalità di chi consegue l’abilitazione trova impiego in tempi brevissimi, spesso già durante lo stage o entro uno o tre mesi dal titolo (fonte Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e Osservatorio Istituto Zaccagnini). La mancanza di professionisti è influenzata anche dall’invecchiamento di chi è in attività: “Tra gli ottici attivi sul territorio, una percentuale significativa appartiene a fasce d’età prossime alla pensione. Nei prossimi cinque o dieci anni il tasso di turn-over generazionale aumenterà, aggravando ulteriormente il deficit di nuovi ingressi se il sistema formativo non amplierà il numero di posti disponibili” commenta Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto Benigno Zaccagnini (IBZ) e dell’Osservatorio dell’Istituto Benigno Zaccagnini, storica scuola per ottici e optometristi con sedi a Bologna e Milano, corsi di specializzazione svolti a Venezia e a Torino.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON IMPATTA SULL’OTTICA

In un contesto nel quale lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si prepara a cambiare il mondo del lavoro, ottici e ottici optometristi si qualificano nelle tipologie di professioni meno esposte all’impatto dell’intelligenza artificiale (IA). US Bureau of Labor Statistics definisce l’esposizione all’IA degli optometristi «bassa» e quella degli ottici «moderata». Lo studio condotto negli Stati Uniti d’America ha classificato 833 categorie professionali, analizzando le attività e le competenze richieste e suddividendo il grado di esposizione all’impatto dell’IA in «molto alto», «alto», «moderato» e «basso». Per gli optometristi, l’indice di esposizione alle mansioni automatizzabili o modificabili da IA/machine learning è stimato dal 15 al 20% (compiti legati prevalentemente all’elaborazione dati, reportistica e gestione appuntamenti); per gli ottici, l’esposizione sale leggermente (dal 30 al 35%), principalmente per via di compiti quali la gestione del magazzino, la misurazione automatizzata di parametri della montatura e la gestione dell’e-commerce.

PROFESSIONISTI E TECNOLOGIE IN LORO SUPPORTO

«L’IA come alleato, non concorrente: più che sostituire il professionista, l’intelligenza artificiale si sta affermando come uno strumento a supporto della professione, dagli algoritmi di screening e prevenzione della retina, alla profilazione personalizzata della progressione miopica, fino alla prova virtuale avanzata in negozio. Assume quindi compiti amministrativi e di supporto analitico, lasciando all’ottico optometrista più tempo da dedicare alla cura della persona». Il BLS stima per il mercato, già in carenza di professionalità, una crescita dell’occupazione del 9 o 10% (a livello globale) entro il 2035, molto più rapida della media delle altre professioni stimate dal 3 al 4%, trainata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei casi di miopia globale. In Italia, oltre il 60% della popolazione porta occhiali o lenti a contatto. Con l’aumento dell’aspettativa di vita e dell’uso prolungato di schermi digitali, la necessità del controllo clinico e dell’assistenza in presenza cresce costantemente, bilanciando qualsiasi impatto tecnologico.

CHI LAVORA NELLA FILIERA

Il 70,7% degli ottici già occupati riferisce un alto livello di soddisfazione generale; l’80,5% manifesta grande interesse per il lavoro; per il 65% un aspetto positivo è dato dalla stabilità della posizione. A oggi, gli occupati del comparto sono per il 69,1% diplomati; nel 29,7% dei casi hanno conseguito una laurea o un corso post-laurea. Il 31,2% ha iniziato un’attività autonoma.  I numeri confermano che chi studia per diventare ottico ha ottime prospettive davanti a sé. Un giovane neodiplomato, assunto in un negozio di ottica, viene inquadrato al terzo livello del commercio con una RAL non inferiore ai 25.000-28000 euro (a seconda della provincia sede di lavoro) e ha diverse possibilità di carriera (fonte Osservatorio Istituto Zaccagnini e Sviluppo Lavoro Italia). Questi sono alcuni dei temi che verranno trattati in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico, che avrà luogo nella mattinata di lunedì 23 novembre a Milano presso il Grattacielo Pirelli, evento promosso dalla IV Commissione permanente Attività produttive, Istruzione, Formazione e Occupazione, presieduta da Marcello Maria Ventura e inserita nelle attività istituzionali della Regione Lombardia.

ISTITUTO BENIGNO ZACCAGNINI (IBZ)

L’Istituto è stato fondato a Bologna nel 1977 e nel 1992 è stato intitolato a Benigno Zaccagnini, una personalità autorevole della politica italiana, medico pediatra, fautore di interventi specifici per regolamentare le professioni sanitarie. L’IBZ oggi ha due sedi, Bologna e Milano, nelle quali vengono svolte le lezioni del biennio di Ottica e i corsi annuali e biennali di specializzazione in Optometria per studenti e lavoratori (questi ultimi anche a Torino e Venezia), oltre a una serie di corsi di specializzazione e master in tutte le principali discipline dell’ottica, dell’optometria delle scienze neurologiche. L’istituto abilita ogni anno una media di 240 nuovi ottici e optometristi, oltre il 20% rispetto al migliaio stimato esistere nel Paese.

INFO

https://www.istitutozaccagnini.it

Bologna +39051480994, segreteria@istitutozaccagnini.it;

Milano +39028372000, segreteria.mi@istitutozaccagnini.it.

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