Misurata, 30 ottobre 2026 – Al via domani a Misurata il Forum economico e commerciale che fino al 4 novembre vedrà la partecipazione di più di trecento imprese italiane.
IL FORUM ECONOMICO A MISURATA
Una risposta ritenuta superare le aspettative che è anche indice della nuova fase di relazioni economiche con il Paese nordafricano. Dunque, domenica prossima nella zona franca della città costiera libica Misurata, prenderà avvio il Forum imprenditoriale e degli investimenti libico italiano, con duecentocinquanta imprese libiche attese agli incontri e una delegazione di sessanta imprese italiane intenzionate a sviluppare nuove collaborazioni nei campi commerciale e industriale. «Misurata è destinata a diventare il preminente hub mediterraneo per i commerci tra Europa e Africa» ha dichiarato al riguardo il presidente della Camera di commercio italo-libica Nicola Colicchi, sottolineando il valore sul piano strategico di questa missione, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, oltreché grazie al sostegno fornito dalla Misurata Free Zone. Un evento che ha luogo mentre è in corso l’ampliamento del porto della città attraverso il potenziamento dei terminal container, il cui progetto di sviluppo è stato avviato il 18 gennaio scorso con il coinvolgimento del gruppo armatoriale italiano MSC e della società qatariota Al Maha.
INFRASTRUTTURE E PORTI SULLA COSTA LIBICA
L’operazione, che prevede e investimenti potenziali fino a 2,7 miliardi di dollari nell’arco di tre anni, è destinata a rafforzare il ruolo della città quale snodo commerciale tra Europa, Mediterraneo e Africa subsahariana, connettendosi al’asse viario Nord-Sud che dovrebbe unire Misurata al Niger attraverso la direttrice Tamanhint-Agadez, da lì, poi fino ai mercati del Sahel. Si tratta di un progetto che è già oggetto di studi da parte delle Istituzioni libiche. A Misurata saranno presenti grandi realtà industriali del sistema produttivo italiano come Fincantieri e Conpat consorzio attivo nella realizzazione di opere civili e infrastrutturali. La delegazione italiana includerà operatori dei settori dell’edilizia, delle infrastrutture, dell’agroalimentare, dell’energia, della logistica, dei trasporti, della meccanica, della sanità, della farmaceutica e dei servizi. Duecentocinquanta almeno i rappresentanti delle imprese locali che saranno al Forum, essi, oltreché da Misurata, giungeranno daa Tripoli, Bengasi e altre città della Libia. Attesi quelli della Brega Petroleum Marketing (una controllata della National Oil Corporation) attiva nella distribuzione dei prodotti petroliferi, Al Naseem (tra i maggiori gruppi alimentari libici) e United Libya Steel, società del comparto siderurgico.
RELAZIONI COMMERCIALI BILATERALI
Misurata, città costiera a più di duecento chilometri a est della capitale Tripoli, si affaccia sul Mare Mediterraneo ed è uno dei principali poli industriali del Paese nordafricano. Sul suo territorio insistono stabilimenti siderurgici, industrie alimentari, imprese manifatturiere e un’articolata rete di operatori commerciali. Vi ha tra l’alatro sede la Libyan Iron and Steel Company (Lisco), uno dei maggiori complessi siderurgici del Nord Africa. Dal 2018 a Misurata sono stati inviati i militari italiani del distaccamento della missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (il comando di MIASIT è invece a Tripoli), attivi in coordinamento con le istituzioni libiche nella formazione, l’addestramento e l’assistenza del personale locale. Il comando della missione si trova a Tripoli, mentre a Misurata rimane un distaccamento italiano. Quello che prenderà avvio domenica sarà un evento di particolare importanza ai fini degli scambi commerciaali bilaterali tra i due Paesi mediterranei. L’Italia è già il primo partner commerciale della Libia, oltreché principale mercato di destinazione delle sue esportazioni.
NELLA SOLCO DELLA CONTINUITÀ
Nei primi quattro mesi di quest’anno l’interscambio ha raggiunto i 3,627 miliardi di euro, segnando un incremento pari al 29,5% rispetto al medessimo periodo del 2025. Le esportazioni delle imprese italiane sono aumentate dell’84,5% (1,005 miliardi di euro), attestandosi al primo posto tra i fornitori del Paese nordafricano prima della Cina Popolare e della Turchia, con una quota di mercato del 16,5 per cento. Sull’altro piatto della bilancia commerciale l’Italia permane comunque il principale destinatario delle esportazioni libiche, con una quota del 24,7 per cento. Per restare all’evento, va rilevato come il Forum venga considerato come il seguito di Misurata Free Zone: la porta dell’Africa per le imprese italiane, che ebbe luogo lo scorso 9 luglio a Roma e al quale parteciparono più di centoquaranta imprese italianee vennero firmati due memorandum d’intesa, rispettivamente tra la Zona franca e la Camera di commercio italo-libica e tra la stessa Zona franca e Confindustria Assafrica & Mediterraneo.
PROGRAMMA DEGLI EVENTI
L’agenzia di stampa “Nova” ha reso noto come il programma del forum preveda per la mattinata di domenica una visita alla Zona franca, prodromica all’apertura ufficiale del Forum. Lunedì 2 novembre avranno invece luogo gli incontri bilaterali tra i rappresentanti delle imprese e le visite agli stabilimenti produttivi locali. Sono stati invitati gli alti funzionari dei dicasteri economici libici, degli enti pubblici e delle istituzioni finanziarie del Paese nordafricano, è inoltre prevista la partecipazione di rappresentanze diplomatiche di Niger, Ciad e Sudan, paesi interessati allo sviluppo dei collegamenti commerciali tra il Mare Mediterraneo e l’Africa subsahariana. Un ufficio permanente della Camera di commercio italo-libica verrà inoltre nella Zona franca allo scopo di assistere le imprese italiane e facilitarne i rapporti con gli interlocutori locali.
SEGNALI POSITIVI, MA NECESSARIE GARANZIE
«Accogliamo con favore il forte interesse delle imprese italiane per il forum di Misurata – ha dichiarato al riguardo Elio Franci, presidente del Consorzio AENEAS -, è un segnale positivo per lo sviluppo della cooperazione economica tra Italia e Libia, nella quale abbiamo creduto anche quando le condizioni erano molto più difficili. Come Consorzio AENEAS siamo stati, fin dal 2016, tra le prime realtà imprenditoriali italiane a operare in Libia negli anni più difficili. Abbiamo investito risorse, competenze e lavoro, mantenendo il nostro impegno fino al 2024, quando siamo stati estromessi dal contratto relativo all’aeroporto di Tripoli, in un contesto di mancata garanzia dei pagamenti. Abbiamo successivamente sottoscritto accordi per definire e chiudere la vicenda, che tuttavia resta ancora oggi irrisolta, nonostante gli impegni assunti e i nostri ripetuti solleciti per darvi attuazione».
QUESTIONI IRRISOLTE CHE DOVREBBERO ACCOMPAGNARSI A IMPEGNI CONCRETI
«Proprio per questa esperienza – ha dunque proseguito sull’argomento il presidente del Consorzio AENEAS -, riteniamo che il rilancio dei rapporti economici debba accompagnarsi a un impegno concreto per risolvere le pendenze delle imprese che hanno lavorato sul territorio. È importante promuovere nuove opportunità, ma è altrettanto importante dare risposte a chi ha creduto nella Libia negli anni difficili. Il rispetto degli impegni e la certezza dei pagamenti sono condizioni essenziali per consolidare la fiducia e incoraggiare nuovi investimenti. Auspichiamo quindi che questa nuova fase di collaborazione sia accompagnata da un’attenzione concreta delle istituzioni italiane e libiche anche alle situazioni ancora aperte. Risolverle significa riconoscere il contributo delle imprese già presenti e dare credibilità alle prospettive che oggi vengono offerte a quelle che intendono entrare nel mercato libico».



