INFRASTRUTTURE, porti e hub. Mediterraneo, Marocco: avviata la realizzazione di Nador West Med

Lo ha annunciato Re Mohammed VI, che ha anche reso noto il previsto ampliamento di Tanger Med. Si tratta di due progetti infrastrutturali rientrano nella strategia del Regno volta a rafforzare la propria posizione nei flussi commerciali internazionali attraverso il potenziamento delle infrastrutture e della logistica

Rabat, 30 ottobre 2026 –  Mohammed VI, sovrano del Marocco, ha presieduto stamani nella capitale Rabat una riunione sull’avanzamento dei lavori di realizzazione del complesso portuale e industriale di Nador West Med, il cui primo terminal dovrebbe entrare in funzione nei prossimi giorni. Nel corso di essa è stato inoltre discusso il progetto di ampliamento del porto di Tanger Med e la relativa realizzazione del nuovo scalo Tanger Med 3.

IL MAROCCO INCREMENTA LE PROPRIE CAPACITÀ IN CAMPO LOGISTICO

Si tratta di due iniziative concepite allo scopo di incrementare la competitività logistica, industriale ed energetica del Regno nordafricano nel contesto della riconfigurazione delle catene globali del valore. Il complesso di Nador West Med, destinato a integrare l’offerta di Tanger Med, ha mobilitato finora investimenti pubblici e privati per 54 miliardi di dirham, pari a oltre cinque miliardi di euro. Il primo terminal container avrà, a regime, una capacità di 3,5 milioni di container all’anno, mentre un secondo terminal, di capacità pari a 1,8 milioni di container, dovrebbe entrare in funzione nell’aprile del 2027. Entrambi comporteranno investimenti privati per otto miliardi di dirham, circa 750 milioni di euro. Il progetto include inoltre una serie di infrastrutture energetiche strategiche, tra le quali un terminal per gli idrocarburi collegato a un’area di stoccaggio con una capacità potenziale di quattro milioni di metri cubi, unitamente a un terminale per il gas naturale liquefatto (GNL) in grado di trattare volumi di materia prima fino a cinque miliardi di metri cubi all’anno.

NUOVO COMPLESSO DI INFRASTRUTTURE

L’offerta portuale sarà inoltre integrata da terminal dedicati alle rinfuse solide e alle merci varie. La zona industriale è già operativa e ospita attualmente uno stabilimento in attività e altri tre in costruzione. Nel breve termine, il complesso dovrebbe consentire la creazione di 14.000 posti di lavoro diretti e 20.000 indiretti. Al fine di migliorare i collegamenti con le aree circostanti è prevista la realizzazione di infrastrutture di trasporto, quali la linea ferroviaria che porrà in relazione Selouane con Nador West Med, l’autostrada tra Guercif e Nador West Med e interventi di ammodernamento della rete stradale esistente. Parallelamente, nell’ambito del progetto Tanger Med 3 verranno costruiti 1.200 metri di banchine e incrementata la capacità di movimentazione di 4,5 milioni di container all’anno. Il nuovo porto sorgerà a ovest di Tanger Med 2. Per lo sviluppo del terminal container è stato stipulato un accordo di concessione con il gruppo Maersk-Apm, uno dei principali operatori mondiali del trasporto marittimo. Il piano comprende inoltre l’ampliamento del terminal passeggeri e ro-ro, dedicato al traffico di navi traghetto e merci su ruote, oltre all’estensione verso est di Tanger Med 2.

NADOR WEST MED E TANGER MED

Grazie agli interventi previsti il complesso portuale di Tanger Med dovrebbe raggiungere una capacità complessiva di venti milioni di container all’anno, puntando a entrare tra i primi dieci porti container al mondo. Al termine della riunione il sovrano marocchino ha sottolineato la necessità che «i benefici economici e sociali dei due progetti raggiungano tutte le province interessate e producano miglioramenti concreti per le popolazioni locali». Egli ha inoltre sollecitato un’accelerazione nell’attuazione dei programmi di formazione professionale affinché rispondano alle esigenze poste dalle nuove attività e favoriscano l’inserimento lavorativo dei giovani. Lo sviluppo dei due progetti rientra nella strategia varata dal Regno nordafricano allo scopo di rafforzare la propria posizione nei flussi commerciali internazionali attraverso il potenziamento delle infrastrutture portuali, la mobilitazione di capitali privati e lo sviluppo di poli industriali e logistici.

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