Roma, 19 Ottobre 2026 – È nata dunque una nuova sigla della galassia estremista di sinistra, si tratta del Movimento 17 ottobre, sorta a seguito delle violente manifestazioni di piazza che hanno turbato l’Ordine pubblico lo scorso 17 ottobre, proteste indette contro carovita e Governo, ben presto degenerate in alcune città, in particolare a Milano in gravi disordini culminati con assalti e danneggiamenti a esercizi commerciali e veicoli, oltreché a scontri con le Forze dell’Ordine.
MOVIMENTO 17 OTTOBRE
Gli artefici dell’iniziativa hanno diffuso in Rete una serie di istruzioni, che hanno definito «regole di sicurezza», al fine di tutelare chi scenderà in piazza per protestare in manifestazioni non autorizzate da quella che essi definiscono la «repressione dello Stato». Nel canale social di riferimento, alcuni utenti hanno iniziato a celare la propria identità usando nomi riconducibili a esponenti politici, in realtà non si tratta di una novità, poiché già da alcuni anni alcune organizzazioni che propagandano mediante il web raccomandano accorgimenti a chi ne è partecipe allo scopo di evitare l’identificazione da parte delle forze di polizia. Dunque, niente foto profilo nelle quali i volti sono riconoscibili, soprattutto se a postarle sono dei minorenni e, ovviamente, assoluto divieto di condividere nominativi reali, dati personali, documenti di identità e utenze telefoniche.
QUADERNI PIACENTINI 2.0
«È la prima volta che vai ad una manifestazione e hai paura di quello che potrebbe succedere? Qui trovi qualche informazione utile e consigli pratici». È il prologo di “Safer in the street”, guida tascabile in cinque punti «non esaustiva alle manifestazioni di piazza per principianti», opuscolo condiviso nel gruppo Telegram dagli organizzatori del Movimento 17 ottobre. «Valuta cosa può essere pericoloso per te e per chi ti sta attorno e presta attenzione a come e a chi parli di eventuali momenti caldi prima, durante o dopo la manifestazione, perché intorno a te potrebbero esserci occhi e orecchie indiscrete».
E ALLORA LOTTA… LOTTA DI BREVE DURATA
E ancora, «non arrivare e non lasciare la manifestazione “in tenuta” poiché non puoi sapere chi ti circonda fuori dagli spazi sicuri, dato che spesso la polizia monitora vie, stazioni ferroviarie e uscite autostradali per identificare o perquisire chi vuole partecipare o lasciare la mobilitazione, perciò è necessario arrivare in anticipo ed evitare le uscite autostradali o le stazioni più vicine ai punti d’incontro». Infine, anche alcune raccomandazioni relative ai giornalisti: «Se provano a intervistarti chiedi sempre per chi lavorano e come verrà utilizzato il materiale da loro prodotto. Non fidarti troppo di quello che dicono, non puoi sapere come verrà montato o tagliato il materiale». Obiettivo dichiarato è quello di «arrivare alle prossime piazze con preparazione e determinazione, senza paura», attraverso «un senso di responsabilità e una comprensione collettiva delle tattiche e dei pericoli».
GUERRIGLIA URBANA HIGH TECH
Tra le raccomandazioni fatte attraverso il web vi è anche quelle di evitare discussioni su azioni illegali e la diffusione di annunci relativi a date, luoghi e orari, che andranno fatte esclusivamente in un canale dedicato. Inoltre, in vista dello svolgimento delle manifestazioni, essi suggeriscono di proteggere i cellulari con codici Pin estesi, preferendoli allo sblocco tramite impronta digitale o riconoscimento facciale. Le indicazioni fornite ai potenziali (e attuali) militanti riguardano anche le impostazioni di Telegram: rendere invisibile il numero di telefono, utilizzare un nome utente diverso da quello reale e attivare la verifica in due passaggi con un’e-mail di recupero. Si invita poi a disattivare la sincronizzazione dei contatti, a eliminare quelli già sincronizzati, controllare i dispositivi collegati e chiudere le sessioni sconosciute. Tra le altre misure suggerite anche il blocco dell’app tramite codice, la disattivazione delle anteprime delle notifiche e della condivisione della posizione in tempo reale, oltre alla disattivazione della funzione “persone vicine”.
FORMARE LA COSCIENZA COLLETTIVA
Come interpretare questa iniziativa? Potrebbe essere la base prodromica a una mobilitazione che si vorrebbe di massa, puntando quindi alla raccolta del maggior numero di adesioni dalla spontaneità di una partecipazione che, nelle intenzioni dei rivoltosi, dovrebbe condurre a un’aggregazione stabile nella militanza nel quadro di una mobilitazione d’autunno sulla scorta delle esperienze maturate in Francia, oltreché delle altre della Gen Z. Attualmente il profilo su Instagram conta oltre mille follower. «Il tempo è nostro: organizziamoci», questo lo slogan appello scandito mediante Telegram. Il sedicente Movimento 17 ottobre ha annunciato la «mobilitazione permanente ogni sabato fino alla caduta di questo governo», fissando concentramenti di manifestanti tutti i sabati alle tre del pomeriggio in diverse piazze del Paese: Milano, Roma, Bologna, Torino, Firenze, Padova, Bari e Genova.
ASPETTANDO SCELBA
E lo Stato? Oggi la Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi una riunione nella quale si è discusso su quali misure assumere per mantenere l’Ordine pubblico dopo i violenti scontri verificatisi nei giorni scorsi a Milano, che hanno portato al fermo di più di duecento persone in gran parte minorenni. Il capoluogo lombardo è stato teatro di tensioni anche quest’oggi. Nei pressi di piazza San Carlo un gruppo di giovani di destra ha esposto uno strisione recante la scritta «vi re-migriamo tutti», suscitando la reazione di uno studente, cittadino italiano di seconda generazione, che ha discusso animosamente con gli attivisti, ma il tutto è degenerato in rissa e sono dovute intervenire le Forze dell’Ordine. È previsto che a breve giungano a Milano cinquecento militari in rinforzo al dispositivo di Ordine pubblico della città, lo ha reso noto il vicepresidente del Consiglio e segretario federale uscente della Lega, Matteo Salvini, provvedimento che dovrebbe essere contenuto nel decreto legge che domani verrà posto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri.



