AGRICOLTURA, immigrazione e manodopera. Made in Immigritaly 2026: terre, colture e culture

Presentato ieri a Roma presso Loyola Roma Eventi il secondo rapporto sui lavoratori immigrati impiegati nel settore agroalimentare. Nel decennale della Legge 199/2016 contro il caporalato la Federazione agroalimentare della Cisl ha organizzato una tavola rotonda nel corso della quale è stato presentato il report. All’evento hanno preso parte studiosi, sindacalisti ed esponenti della politica e delle Istituzioni

Roma, 16 ottobre 2026 – Ha avuto luogo a Roma nel pomeriggio di ieri la presentazione della ricerca effettuata sui lavoratori immigrati nell’agroalimentare. Made in Immigritaly 2026 è stata curata dal Centro Studi Confronti su commissione della Fai Cisl. Si tratta del secondo rapporto nazionale relativo al contributo apportato dai lavoratori di origine straniera al settore primario dell’economia italiana.

CAPORALATO IN AGRICOLTURA: PREVENZIONE E CONTRASTO DEL FENOMENO

La concomitanza dell’evento con il decennale del varo della Legge n.199/2016 è stata occasione per lo svolgimento di una tavola rotonda sul tela del contrasto e della prevenzione del fenomeno del caporalato. A entrambi gli incontri hanno partecipato docenti, ricercatori, sindacalisti, esponenti della politica e rappresentanti delle Istituzioni, presenti inoltre studenti e associazioni. Nella prima parte dei lavori sono intervenuti Antonio Castellucci (reggente nazionale della Fai Cisl), alcuni rappresentanti delle Istituzioni e i curatori della ricerca Made in Immigritaly 2026. Oltre a rappresentanti del Governo e del Parlamento, anche Antonio Pone (presidente della cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità presso l’Inps) e Danilo Papa (direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro); ha moderato il dibattito Elisa Dossi, giornalista di RaiNews24, mentre il segretario generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha concluso i lavori.

MADE IN IMMIGRATELY 2026

Nel secondo rapporto Made in Immigritaly, incentrato sullo studio del contributo apportato dalle lavoratrici e dai lavoratori stranieri al settore agroalimentare italiano, vengono analizzati i nuovi casi riscontrati sul territorio e descritti i comparti che non erano stati oggetto di studio nella precedente edizione, con un ampliamento dunque della prospettiva della ricerca. Il testo è stato arricchito da dati aggiornati e da un inedito servizio fotografico che illustra oltre la freddezza delle cifre statistiche quelli che nella realtà quotidiana sono i volti di un’umanità che richiede riconoscimento e tutele. Senza ignorare le criticità che ancora affliggono il mondo del lavoro nel settore primario, tra le quali si evidenziano lo sfruttamento e il caporalato, il Rapporto pone in luce anche le esperienze positive maturate nella integrazione, nella cooperazione e nello sviluppo. Ne emerge il quadro di una realtà articolata, dinamica e plurale, nella quale si sviluppa uno dei settori centrali dell’economia nazionale.

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