Firenze, 5 ottobre 2026 – «Oggi si aggiunge un tassello fondamentale per una grande opera autostradale in Toscana, di rilievo nazionale, che una volta completata risolverà il cronico collo di bottiglia tra il Nord e il Sud del Paese». Lo ha dichiarato l’onorevole Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia responsabile nazionale del Dipartimento lavori pubblici del suo partito politico.
Erica Mazzetti
ABBATTUTO L’ULTIMO DIAFRAMMA
Ella è intervenuta a margine della cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della nuova Galleria San Donato, sull’autostrada A1 tra Rignano sull’Arno e Bagno a Ripoli. «Un’opera che mette insieme intelligenza, maestranze, progettualità, ingegneria e tecnologia – ha sottolineato la parlamentare azzurra -, il meglio dell’ingegno italiano, ben coordinato da Autostrade per l’Italia. Un grande cantiere realizzato con metodo tradizionale, in cui è stata posta grande attenzione all’economia circolare con il riutilizzo dei materiali di scavo in cantiere. Una volta terminata, nel 2028, sarà la galleria autostradale più grande d’Europa e l’intervento più incisivo dalla nascita dell’Autostrada del Sole».
INFRASTRUTTURE E INNOVAZIONE
«Lo sostengo da sempre – ha proseguito la Mazzetti -, anche nel lavoro che stiamo facendo con il Dipartimento e la maggioranza di Governo: le infrastrutture sono innovazione, modernizzazione, sicurezza e sviluppo economico. Dobbiamo tornare a metterle al centro dell’agenda politica, a tutti i livelli istituzionali in sinergia, considerando sempre non tanto quanto costa l’opera, ma quanto costa non farla. Devono tornare centrali le grandi opere, ma anche la manutenzione, la sicurezza e la digitalizzazione, con un’attenzione particolare alle reti infrastrutturali di servizio. Per farlo bisogna superare quella stratificazione di norme e competenze tra ministeri, regioni, comuni e autorità che troppo spesso blocca il Paese».
MENO CARTE E PIÙ CANTIERI
«Bisogna passare dalla politica dei “no” e dell’emergenza a quella “del fare”, della prevenzione e della pianificazione, con meno carte e più cantieri. Come stiamo facendo con il Testo Unico dell’Edilizia, costruito ascoltando ordini professionali e imprese attraverso il nostro comitato tecnico scientifico e l’Intergruppo Progetto Italia, serve una riforma organica: poche norme chiare, procedure semplificate, modulistica unica e strumenti moderni come il PPP. A venticinque anni dalla Legge Obiettivo è arrivato il momento di una versione 2.0, fondata su tre principi: sostenibilità economica, ragionevolezza ambientale ed equità sociale. Un provvedimento che voglio scrivere insieme a tutti i soggetti pubblici e privati».



