CRISI UMANITARIE, nuovi approcci internazionali. Decima riunione congiunta delle agenzie Onu

Si tratta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), del Programma alimentare mondiale (PAM) e del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), tutte e tre con sede a Roma. La cooperazione dovrebbe superare la logica prevalentemente emergenziale, passando a un approccio in grado di rafforzare le capacità nazionali e locali e affrontare le cause strutturali delle fragilità. Ad avviso del diplomatico marocchino Youssef Balla «il successo non dovrebbe essere misurato soltanto dalla capacità di rispondere a una crisi – ha evidenziato al riguardo il diplomatico marocchino -, ma anche dalla capacità di creare le condizioni affinché essa non diventi permanente»

Roma, 18 settembre 2026 – In occasione della decima riunione congiunta dei Consigli di amministrazione delle tre agenzie delle Nazioni Unite con sede nella capitale italiana, cioè l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Programma alimentare mondiale (PAM) e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), il Regno del Marocco ha esortato a rafforzare un approccio alle crisi umanitarie che sia orientato in  direzione di soluzioni durature, oltreché alla progressiva riduzione della dipendenza dagli aiuti.

Youssef Balla

 

 

CRISI UMANITARIE, NUOVO APPROCCIO: SUPERARE LE LOGICHE EMERGENZIALI

Intervenendo nel corso del dibattito sull’attuazione del blueprint per la collaborazione tra le agenzie nei contesti fragili, l’ambasciatore e rappresentante permanente di Rabat, Youssef Balla, ha accolto con favore i progressi compiuti, sottolineando tuttavia la necessità di porre l’uscita dalla crisi al centro dell’azione internazionale. «In un contesto di riduzione delle risorse finanziarie non possiamo considerare la gestione delle crisi come una situazione permanente – ha egli dichiarato -, occorre quindi passare da una logica prevalentemente emergenziale a un approccio capace di rafforzare le capacità nazionali e locali e affrontare le cause strutturali della fragilità».

TRANSIZIONE DELLA GESTIONE: NECESSARIE SOLUZIONI DURATURE

Da questo punto di vista il Regno nordafricano ha proposto che il citato blueprint integri più esplicitamente la transizione dalla gestione delle crisi verso soluzioni durature quale principio della collaborazione tra FAO, PAM e IFAD. «Il successo non dovrebbe essere misurato soltanto dalla capacità di rispondere a una crisi – ha evidenziato al riguardo il diplomatico marocchino -, ma anche dalla capacità di creare le condizioni affinché essa non diventi permanente».

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