Roma, 8 maggio 2026 – Vincenzo Zingaro porta in scena la sua innovativa versione de Il Misantropo di Molière, di cui ha curato l’adattamento e la regia, che lo vede protagonista nel ruolo di Alceste. Si tratta di una delle più grandi commedie di tutti i tempi, un capolavoro di drammaturgia che scandaglia l’animo umano con straordinaria sensibilità, un inno alla sincerità e alla purezza contro il perbenismo, la superficialità e la corruzione.
Vincenzo Zingaro
IL MISANTROPO
Alceste, il protagonista, incarnando l’utopia di un mondo più giusto e vero, induce a riflettere sulla difficoltà dei rapporti dell’individuo con i propri simili, con la società, con la persona amata. Nell’originale e fantasiosa messinscena di Vincenzo Zingaro, la vicenda prende vita in una dimensione onirica che permette di addentrarsi nell’immaginario di Alceste fino a svelarne la sua natura più intima. Questo attraverso una varietà di registri: dal comico, al brillante, al sentimentale fino al drammatico, in una continua alternanza, elaborando tutti gli elementi della ricchezza drammaturgica di Molière.
GIOCO DI CONTRASTI
In questo gioco di contrasti, la figura di Alceste appare sospesa fra il bisogno di esserci, per gridare la propria indignazione contro una società fatta di maschere, ipocrita e corrotta e il bisogno di ritirarsi in solitudine. La sua misantropia è il cortocircuito di un’anima nobile che si scontra con un mondo artificiale che non accetta, sotto la quale si cela un intimo ideale di fratellanza e di umanità. La sua incapacità di mediare lo condanna dunque all’impossibilità di realizzare il proprio sogno d’amore con Selimene, legata alla mondanità che lui invece disprezza. Difficilmente un’opera tanto lontana dai tempi d’oggi riesce a parlare in maniera così incisiva e contemporanea, spingendo ad affrontare gli interrogativi più scottanti dell’essere uomo, soprattutto in un’era di disorientante transizione.
INFO
Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico): Via Francesco Redi 1/A Roma
+390644248154
+39064402719


