LIBRI, terre e narrativa. Il silenzio e la rivolta: quattro scritture per una Carnia in scena

Di tradizioni e leggende si nutrono i popoli, radicate nella terra e nelle rocce e tramandate nei secoli dagli uomini, oralmente dapprima e in seguito per iscritto. Eventi realmente accaduti che la memoria storica, al pari di quella umana, tramanda attraverso i secoli colmando a volte le eventuali lacune con qualcosa di proprio, magari che aggradi la narrazione in qualche modo voluta. Non infrequentemente poi, la fantasia degli uomini è in grado di raccontare grandi storie prendendo le mosse da piccoli e apparentemente insignificanti episodi. Esattamente l’opposto dell’autore di quest’opera, infatti, Carlo Tolazzi, drammaturgo e sceneggiatore friulano, ha «inventato» delle microstorie collocandole in una storia più grande. Teatro di tutti e quattro i drammi rappresentati sono le aspre montagne della sua terra. Il volume è stato presentato il 15 dicembre scorso presso il Fogolâr Furlan di Roma dall’autore e dall’attrice Tiziana Bagatella, che ha magistralmente interpretato alcuni passi dei racconti; insidertrend.it era presente con i suoi microfoni (A605)

Le aspre montagne della Carnia e la sue gente. Le storie, i drammi e i miti. Questo racconta Carlo Tolazzi in “Il silenzio e la rivolta: quattro scritture per una Carnia in scena”, volume edito per i tipi di Forum recentemente presentato al Fogolâr Furlan di Roma. Quattro storie: eventi risalenti ad alcuni secoli fa che sono noti ai friulani, scritti e reinterpretati da un drammaturgo e sceneggiatore originario di quei luoghi. Vicende realmente accadute che sono state reinterpretate dall’autore, riportate all’interno di un testo che è allo stesso tempo teatrale, poiché risucchia il lettore come questi fosse uno spettatore rapito dalla narrazione che ha luogo sul palcoscenico di un teatro. Essi entrano nei personaggi protagonisti delle storie: è la catarsi.

QUATTRO DRAMMI, QUATTRO STORIE DELLA CARNIA

Quattro storie si diceva, tutte profondamente radicate nel sentire della gente di Carnia, tutte meticolosamente ricostruite con un necessario margine di libertà della fantasia sulla base di ricerche storiche e antropologiche condotte negli anni dall’autore, docente di drammaturgia presso l’Accademia Nico Pepe di Udine, che vanta al suo attivo testi di narrativa scritti nelle lingue italiana e friulana, e che da sempre si applica all’approfondimento del tema relativo alle tradizioni carniche. Quattro racconti che si connotano in buona parte per l’azione e la forte presenza femminile. Donne. Protagoniste, vittime e testimoni, a volte figure archetipali, ma non per questo prive di estremo interesse sul piano umano. Tolazzi affonda la sua penna nei secoli passati e inizia la sua affabulazione prendendo le mosse dal caso del santuario dei bambini morti, risalente al XV Secolo.

IL SANTUARIO DEI BIMBI MORTI

Alcune menti ciniche seppero approfittare della credulità popolare più ingenua unitamente al profondo sentimento religioso, perseguendo gli obiettivi della ricerca del profitto e del mantenimento dell’ordine costituito, elemento quest’ultimo che ricorre in tutto il complesso della narrazione del Tolazzi. Un episodio nel quale i colpi di scena si susseguono continuamente, con la narrazione che ripercorre le fasi di quel «silenzio» e di quella «rivolta» che si scatenò a seguito dell’ingiustizia perpetrata dalla Chiesa nei riguardi dei bambini morti non ancora battezzati, destinati sulla base del diritto canonico di allora non al limbo, bensì alla dannazione. Le “resurrezioni funzionali” di questi bambini, furono dunque miracoli fittizi che consentirono di porre in essere a beneficio dei piccoli morti l’atto formale del sacramento, ufficialmente certificato da un notaio prezzolato.

LE INDEMONIATE DI VERZEGNIS

Nel 1878 a Verzegnis si registrarono casi di isteria collettiva che colpì esclusivamente donne, decine di persone che manifestarono gravi segni di squilibrio. Alcune di esse giunsero a denudarsi in chiesa. La Curia le ritenne, bollandole, indemoniate e, conseguentemente, le sottopose a esorcismo, mentre dal canto suo, lo Stato agì ricorrendo alla medicina di allora, internandone coattivamente non poche nel manicomio di Udine. Fu una vicenda dalle notevoli implicazioni sul piano antropologico, un fenomeno che nel paesino della Carnia dilagò in breve tempo, inducendo addirittura il Presidente del Consiglio di allora, Agostino De Pretis, a ordinare l’intervento del Regio Esercito. Anche in questo caso, in quei luoghi si respirò un’aria mefitica, tuttavia né lo Stato né la Chiesa compresero adeguatamente gli eventi e ritennero più conveniente optare per la repressione.

LE PORTATRICI CARNICHE

Come sottolinea l’autore, anche quella volta ci furono un «silenzio» e una «rivolta», con la crisi isterica di massa delle donne che fu reazione conseguente alla difficile condizione cui si trovavano da sempre sottoposte: costrette a vivere drammi quali la diffusa mortalità infantile, il duro lavoro in montagna, le carestie e, l’ingravidamento da parte dei loro mariti ogni sei mesi, quando questi, emigrati per lavoro, facevano ritorno al villaggio. Senza  contare i traumi subiti da una popolazione di una terra misera oggetto di continui passaggi di dominatori. Altre storie drammatiche di donne, anch’esse caratterizzate da sacrificio e dall’abnegazione, è quella delle cosiddette “portatrici carniche”.  Il teatro della storia narrata da Tolazzi è la Prima guerra mondiale, la protagonista una ragazza di Timau, come molte altre della sua terra pagata dal Regno d’Italia per i servizi resi al Regio Esercito impegnato in guerra contro le armate degli Imperi Centrali.

I QUATTRO FUCILATI DI CERCIVENTO

Profonde conoscitrici del territorio, queste donne venivano reclutate giorno per giorno con la qualifica formale di “operai e militari porta materiali” per trasportare all’interno delle loro gerle caricate a spalla i materiali e i viveri necessari ai soldati che combattevano su, sulla linea del fronte. Nel corso della Grande guerra, nella zona tra Sappada a Moggio, furono all’incirca 1.500. Al mattino presto si avviavano al fronte e al pomeriggio scendevano a valle al loro paese, dove si occupavano della casa e dei figli, momenti di socializzazione narrati nel volume del Tolazzi. Infine, i quattro fucilati di Cercivento, altro dramma che si consumò in Carnia, anche questo durante la Prima guerra mondiale. In questo caso l’autore ricostruisce la vicenda sulla base dei risultati della ricerca a suo tempo effettuata dallo storico Giampaolo Leschiutta, che dopo numerose difficoltà riuscì a venire in possesso dei documenti necessari alla pubblicazione del suo saggio “Sembravano delle anime del purgatorio”.

IL SILENZIO E LA RIVOLTA

Tolazzi ne ha ripreso i contenuti trasformandoli in una pièce teatrale, una soluzione che lo ha posto nelle condizioni di poter raccontare la morte attraverso il sogno di uno dei quattro condannati al fuoco del plotone d’esecuzione.

di seguito è possibile ascoltare la registrazione audio integrale dell’evento di presentazione del volume che ha avuto luogo presso il Fogolâr Furlan di Roma il 15 dicembre 2023 (A605)

Titolo dell’opera: Il silenzio e la rivolta: quattro scritture per una Carnia in scena;

Autore: Carlo Tolazzi;

editore: casa editrice Forum;

ISBN: 978-88-3283-314-0;

pagine: 202

A605 – LIBRI, TERRE E NARRATIVA: IL SILENZIO E LA RIVOLTA, quattro scritture per una Carnia in scena. Di tradizioni e leggende si nutrono i popoli, radicate nella terra e nelle rocce e tramandate nei secoli dagli uomini, oralmente dapprima e in seguito per iscritto.
Eventi realmente accaduti che la memoria storica, al pari di quella umana, tramanda attraverso i secoli colmando a volte le eventuali lacune con qualcosa di proprio, magari che aggradi la narrazione in qualche modo voluta. Non infrequentemente poi, la fantasia degli uomini è in grado di raccontare grandi storie prendendo le mosse da piccoli e apparentemente insignificanti episodi. Esattamente l’opposto dell’autore di quest’opera, infatti, Carlo Tolazzi, drammaturgo e sceneggiatore friulano, ha «inventato» delle microstorie collocandole in una storia più grande.
Teatro di tutti e quattro i drammi rappresentati sono le aspre montagne della sua terra. Il volume è stato presentato il 15 dicembre 2023 al Fogolâr Furlan di Roma nel corso di un evento al quale sono intervenuti FRANCESCO PITTONI (presidente del Fogolâr Furlan di Roma), CARLO DELLA LONGA (architetto), TIZIANA BAGATELLA (attrice), CARLO TOLAZZI (autore dell’opera, drammaturgo e sceneggiatore, docente di drammaturgia presso l’Accademia Nico Pepe di Udine).
Condividi: