COSMESI, ricerca e innovazione. Gli studi ENEA su cosmetici e prodotti farmaceutici ricavati da crostacei, insetti e funghi

Cosmetici ipoallergenici, prodotti farmaceutici e alimenti funzionali in grado di contrastare lo stress ossidativo responsabile di molte patologie. Sono queste alcune delle principali applicazioni della chitina e del chitosano, due sostanze ottenute principalmente dalle «armature» degli artropodi (come crostacei e insetti) e dalla parete cellulare dei funghi

Lo rende noto l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) mediante un recente articolo pubblicato sulla sua newsletter – https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2023/innovazione-enea-cosmetici-e-prodotti-farmaceutici-da-crostacei-insetti-e-funghi.html -, nel quale si fa riferimento a queste due macromolecole  composte di carboidrati, che alimentano un giro d’affari pari a quasi quattro miliardi di dollari l’anno, con la previsione di arrivare a dodici miliardi entro il 2027. Lo studio condotto dai ricercatori dell’ENEA è stato pubblicato sulla rivista open access “Clean Technologies and Recycling”.

ESTRAZIONE DI CHITINA DAGLI SCARTI DEI CROSTACEI

«Questa nuova pubblicazione rappresenta uno strumento di conoscenza che ci permetterà di inaugurare entro l’anno una nuova linea di attività incentrata, in una prima fase, sull’estrazione di chitina da scarti di crostacei come gamberetti e granchi, da insetti e funghi. Successivamente ci occuperemo della produzione di chitosano che trova già applicazione in numerosi ambiti, dall’industria chimica e agrochimica a quella medica, farmaceutica, cosmetica e alimentare,  grazie alle sue proprietà uniche di biocompatibilità, biodegradabilità, basse tossicità e allergenicità», ne è convinta Alessandra Verardi, ricercatrice del Laboratorio bioprodotti e bioprocessi presso il Centro di Ricerca ENEA Trisaia, in Basilicata, coautrice dello studio assieme a Paola Sangiorgio, Stefania Moliterni, Simona Errico, Anna Spagnoletta e Salvatore Dimatteo.

RICERCA NEL CAMPO DELLE BIOTECNOLOGIE

Le attività di valorizzazione di questi scarti verranno condotte anche attraverso la collaborazione dei colleghi di laboratorio presso il Centro Ricerche ENEA di Portici e dell’Università della Calabria (Laboratorio di fenomeni di trasporto e biotecnologie). La sfida del team di ricerca è di arrivare a una produzione di chitosano sostenibile, a basso costo e su scala industriale, da impiegare principalmente come delivery system per il trasporto e il rilascio di sostanze antiossidanti, come i polifenoli e carotenoidi estratti anch’essi da scarti agroindustriali, preservandone e potenziandone le proprietà benefiche. Con una produzione di circa quindici milioni di tonnellate l’anno a livello mondiale (da acquacoltura e pesca) e un contenuto di chitina fino al 40%, i crostacei rappresentano la principale fonte di estrazione di questa macromolecola.

FONTI ALTERNATIVE DELLA MACROMOLECOLA

Sottolinea inoltre la ricercatrice dell’ENEA che la ricerca «punterà a sfruttare anche risorse alternative come insetti e alcune varietà di funghi che stanno attirando l’interesse dell’industria. Per tali fonti, infatti, l’estrazione di chitina, la biomassa naturale più abbondante dopo la cellulosa con una produzione annua di oltre cento miliardi di tonnellate, può essere condotta in condizioni più blande, con un conseguente aumento della sostenibilità di processo». Attualmente, invece, il trattamento convenzionale più utilizzato comporta un elevato impatto ambientale, mentre metodi alternativi sono rispettosi dell’ambiente ma caratterizzati da elevati costi di processo che ne limitano la scalabilità.

Condividi: