PALESTINA, gruppi armati. Cisgiordania: attiva una nuova formazione, il Battaglione del martire Omar Abu Laila

È attivo nel nord della Cisgiordania, un territorio amministrato dall’Autorità palestinese (Anp) dove agiscono vari gruppi armati, in particolare a Nablus e Jenin (ma non solo), costituite da miliziani affiliati, tra l’altro, alle fazioni del Fatah, di Hamas e della Jihad islamica palestinese. Negli ultimi tempi ne è stata registrata la presenza in gran numero anche nelle zone di Betlemme ed Hebron

La costituzione di questa formazione armata palestinese è stata annunciata oggi mediante una dichiarazione pubblicata dall’agenzia stampa Khabar Press, in essa si afferma che il gruppo sarà attivo nell’area di Salfit, nel nord della Cisgiordania.

GRUPPI ARMATI PALESTINESI IN CISGIORDANIA

Si tratta di un territorio amministrato (ma non del tutto controllato) dall’Autorità palestinese (Anp) dove sono presenti varie formazioni armate, in particolare a Nablus e Jenin, costituite da decine di miliziani affiliati, tra l’altro, alle fazioni del Fatah, di Hamas e della Jihad islamica palestinese. Come nel caso del Battaglione di reazione rapida Tulkarm, apparso recentemente nell’omonima località, dove si è reso responsabile di una serie di attacchi con armi da fuoco contro civili e soldati israeliani. Il suo fondatore e comandante, il venticinquenne Amir Abu Khadijeh è rimasto ucciso la scorsa settimana nel villaggio di Ezbet Shufeh a seguito di uno scontro con le forze di sicurezza israeliane. Egli è risultato poi affiliato alla milizia armata riconducibile al Fatah, le Brigate dei martiri di Al-Aqsa.

OMAR ABU LAILA

Negli ultimi tempi è stata registrata la presenza di  numerosi gruppi armati anche in altre zone della Cisgiordania, tra le quali quelle di Betlemme ed Hebron. Per quanto concerne invece il neonato Battaglione del martire Omar Abu Laila, va rilevato come esso tragga il suo nome dal palestinese che il 17 marzo scorso nella località di Ariel aggredì con un pugnale un sergente dell’esercito israeliano assassinandolo e, dopo avergli sottratto la pistola, sparò contro un rabbino, deceduto in seguito per le gravi ferite riportate. Abu Laila venne successivamente eliminato dai militari israeliani.

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