Milano, 26 ottobre 2026; a cura di heletsk – Una nuova collana digitale il cui focus viene concentrato su un metodo innovativo, sulle tecnologie al servizio dell’inclusione e sull’approccio narrativo ed esperienziale utile anche alle famiglie. Didattica Viva è stata presentata a Didacta Italia, evento che ha avuto luogo a Lanciano, in provincia di Chieti, dal 21 al 23 ottobre scorsi. È l’edizione italiana di Didacta International che si svolge da oltre sessant’anni in Germania, l’appuntamento annuale che, dal 2017, per tre giorni trasforma la città ospitante nella capitale della scuola del futuro.
UNA DIDATTICA VIVA
«La collana vuole essere uno strumento di inclusione concreto e immediato – illustra Barbara Urdanch, supervisore scientifico della collana e coautrice del primo volume assieme a Francesca Memini -, poiché consente un utilizzo agevole e pedagogicamente corretto, pensato per chi svolge la professione di insegnante ma anche per le famiglie. Il principio organizzativo non è porre delle etichette diagnostiche ma avere un approccio inclusivo nel sistema educativo scolastico». Educhiamo insieme, come società: la famiglia e le figure adulte di riferimento hanno un ruolo primario. «L’alleanza tra scuola e famiglia è la vera chiave di una didattica inclusiva: un bambino o una bambina che fatica non vive la propria crescita a compartimenti stagni. Per questo i volumi non si rivolgono solo a chi insegna: presentano uno sguardo chiaro e strumenti concreti, di uso quotidiano». «Con l’intelligenza artificiale ora – prosegue la Memini -, come accadeva già in passato con smartphone e tablet, le famiglie si trovano catapultate in un mare in tempesta, ricco sia di opportunità sia di rischi. Manca una bussola e un timone, un metodo e strumenti operativi per integrare tecnologia ed educazione in maniera critica, consapevole e orientata all’equità. La collana nasce anche per colmare questo divario, offrendo alle famiglie un modo per comprendere la tecnologia, trasformarla in un alleato per la crescita e la comunicazione con i propri figli quando è utile o decidere in quali occasioni metterla da parte».
IL VALORE DELLA COLLANA
Didattica Viva non è un manuale teorico-specialistico, una raccolta di schede o una guida divisa per diagnosi o competenze. I volumi di cui si arricchirà la collana rappresentano diverse prospettive attraverso cui perseguire un unico obiettivo: sostenere il lavoro quotidiano, in classe e a casa, nella costruzione di ambienti di apprendimento e di crescita accessibili, partecipativi e inclusivi. Alcuni volumi tratteranno di tematiche relative agli strumenti digitali, esplorandone le basi pedagogiche e guidando nella loro scelta tra le opzioni disponibili al fine di costruire percorsi d’uso realistici affrontando le problematiche più comuni. Altri, invece, tratteranno situazioni paradigmatiche che possono verificarsi in ciascuna classe: l’ansia per la matematica, la gestione degli stereotipi di genere, la difficoltà nella regolazione emotiva, l’impotenza appresa. I contenuti di ciascuno di essi originano da una storia realistica che esplicita una situazione tipica e accompagna nell’analisi delle cause, nella scelta delle strategie e nell’uso degli strumenti digitali disponibili. I contenuti teorici si alternano infatti allo sviluppo della storia. A chiusura di ogni capitolo vengono forniti materiali integrativi, sia per essere operativi da subito che per acquisire competenze riflessive e indispensabili nella relazione educativa. La collana nasce dall’incontro tra competenze complementari: l’esperienza di Francesca Memini, divulgatrice con formazione filosofica e la professionalità di Barbara Urdanch, pedagogista e ideatrice del metodo ORP (osservare, riconoscere, potenziare).
INCLUDERE PRIMA
E il metodo ORP è oggetto del primo volume: Includere Prima. Come accennato, questo metodo accompagna in tre passaggi, quelli dell’osservazione di bambine e bambini mediante criteri precisi, annotando episodi concreti anziché giudizi; riconoscere in quegli episodi punti di forza e fragilità, organizzati in tredici aree funzionali che vanno dalla letto scrittura al calcolo, dalle funzioni esecutive ai fattori psicosociali; della progettazione dell’attività di potenziamento da svolgere in classe a partire dalle risorse che bambine e bambini già possiedono. ORP non richiede una diagnosi per essere applicato e può accompagnare il percorso di valutazione, senza sostituirlo. Per questo è uno strumento tanto per l’insegnante curricolare quanto per l’insegnante di sostegno e anche per le famiglie. «Quando una bambina o un bambino fa fatica, la domanda che sentiamo più spesso è se convenga aspettare la valutazione. Ma quel tempo non è vuoto, è tempo di scuola sottolinea la pedagogista Barbara Urdanch -, osservare con competenza significa annotare episodi, non giudizi, e accorgersi di quello che quella bambina o quel bambino sa già fare e le parti più in fatica: è da lì che si costruisce l’intervento, dentro la giornata ordinaria della classe e non in un angolo a parte. Nessuna etichetta, solo uno sguardo preciso e un’ipotesi da verificare insieme ai colleghi e alla famiglia».
LA STORIA DI GIULIA
Il primo volume segue la storia di Giulia, insegnante di classe, e di Francesco, un alunno che fatica. Giulia comincia annotando in due colonne quello che vede: da una parte i punti di forza, dall’altra le fragilità. Francesco resta concentrato a lungo su un disegno; quando sbaglia, cancella con tanta forza da strappare il foglio. Messi uno accanto all’altro, gli episodi iniziano a comporre un quadro: le difficoltà emergono nei compiti che chiedono di tenere a mente più passaggi insieme, come un’operazione o una frase sotto dettatura. Da qui Giulia formula un’ipotesi e la discute con un collega di sostegno. «Abbiamo scelto di raccontare il metodo attraverso una storia perché l’osservazione è prima di tutto uno sguardo afferma la Memini -, a cui seguono pensiero e azione, tre passaggi che si imparano meglio vedendoli all’opera. Giulia sbaglia, cambia idea, si confronta con un collega: sono passaggi che chi insegna riconosce subito, riportandoli alla sua esperienza vissuta». Includere Prima è scritto soprattutto per chi insegna, ma si legge come un racconto. La storia di Giulia e Francesco attraversa tutto il volume e può essere seguita dall’inizio alla fine anche da chi non ha una formazione pedagogica. Intorno alla narrazione si aprono altri livelli, che chi legge sceglie se e quanto esplorare: le sezioni teoriche spiegano i meccanismi dell’apprendimento e i fondamenti del metodo, le schede operative e le griglie di osservazione traducono il metodo in attività da svolgere in classe. Chi ha poco tempo trova subito lo strumento che gli serve, chi vuole approfondire trova i riferimenti per farlo.
LETTURE ACCESSIBILI E UTILI
Questa struttura rende il libro accessibile anche alle famiglie che stanno vivendo il periodo dell’attesa, perché mostra un lavoro che di solito resta dentro la classe: come si costruisce un’osservazione competente, come si passa dagli episodi a un’ipotesi, come un’ipotesi diventa un’attività concreta. Conoscere questo percorso aiuta scuola e famiglia a parlare la stessa lingua quando si tratta di una bambina o un bambino che incontra ostacoli nell’apprendimento. Dopo Includere Prima, la collana proseguirà con un volume sull’intelligenza artificiale come strumento per il lavoro dell’insegnante, che offre criteri per capire quando l’IA è d’aiuto e dove è necessario l’intervento del docente. In pianificazione editoriale anche altri volumi su temi affini e complementari, come la comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) e l’intelligenza artificiale per i prerequisiti del metodo di studio. I libri nascono da una scrittura condivisa, in cui la pratica pedagogica di Urdanch e la costruzione narrativa di Memini si integrano in un unico testo.
info: https://didatticaviva.it/
LE AUTRICI
Barbara Urdanch, pedagogista, è supervisora scientifica della collana e autrice del metodo ORP e degli strumenti operativi, nati e verificati in laboratori all’interno della scuola e nei vari progetti che supervisiona. Nel 2021 ha ricevuto il Premio 3 Dicembre, assegnato nell’ambito della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Nell’anno 2025 è stata insignita dal Presidente Mattarella del titolo di Cavaliere OMRI (onorificenza al merito della Repubblica Italiana).
Francesca Memini, con una formazione in filosofia, si occupa di comunicazione scientifica e insegna medicina narrativa all’Università eCampus. Per Didattica Viva cura il coordinamento editoriale e l’impianto narrativo dei volumi.
L’INCLUSIONE SOLASTICA IN CIFRE
Secondo l’Istat, nell’anno scolastico 2024/25 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono circa 377.000, il 4,8% degli iscritti, con un aumento di circa il 5% rispetto all’anno precedente. In dieci anni la quota è quasi raddoppiata: era il 2,6%. La concentrazione più alta si registra nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove gli alunni con disabilità sono il 6% degli iscritti.
Gli insegnanti di sostegno superano quota 261.000, il 6% in più rispetto all’anno precedente, ma il 22%, circa 57.000 docenti, non ha una formazione specifica. All’avvio dell’anno scolastico oltre il 22% dei posti di sostegno non era ancora assegnato, quota che nella scuola primaria sale al 25%; a un mese dall’inizio delle lezioni il 10% risultava ancora scoperto. Quasi sei alunni con disabilità su dieci hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente. Fonte: Istat, L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, a.s. 2024-2025 (maggio 2026).
Sul fronte dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito indicano circa 354.000 studenti con certificazione nell’a.s. 2022/23, il 6% degli iscritti, contro lo 0,9% del 2010/11. Nella scuola primaria la quota scende al 3,2%, perché le linee guida ministeriali collocano la diagnosi non prima della fine della seconda classe per dislessia e disortografia, mentre per discalculia e disgrafia il riferimento è la fine della terza.



