GIOIELLI, esposizioni e cultura. Ri-trovamenti: il gioiello tra Roma e Valenza

In mostra al Museo napoleonico di Roma gli splendidi manufatti opera di dodici artigiani della Neo Scuola romana del gioiello, preziosi frutto della creatività e dell’abilità che trasuda una cultura bimillenaria. L’inaugurazione dell’evento, che si incastona nella Roma Jewelery Week 2023, ha avuto luogo lo scorso 6 ottobre, insidertrend.it era presente con i suoi microfoni (A580)

Esso ha avuto luogo presso il Museo napoleonico di Roma, dove per l’occasione sono convenuti in gran numero appassionati e amanti del gioiello, artigiani orafi, industriali del settore e amministratori pubblici. Dall’incontro tra i Maestri di Valenza Po e la Scuola romana del gioiello è scaturito questo progetto di condivisione, sublimato nella splendida cornice offerta dal grande e prestigioso spazio museale nella Capitale.

LA TRADIZIONE: UNA DINASTIA DI ARGENTIERI

Motore della mostra Ri-trovamenti: il gioiello tra Roma e Valenza è Claudio Franchi, assieme a suo fratello Roberto ultimo discendente della storica famiglia di argentieri romani che un tempo aveva la sua bottega in Via della Croce, e che rinveniva in Adolfo Franchi un abile artigiano che seppe trasmettere la sapienza di un mestiere bimillenario alle generazioni venute dopo la sua. Oggi, con un “working code” spesso abusato, si parlerebbe di «saperi», cioè di quelle conoscenze riversate nell’attuale che molto apportano in termini di crescita, intesa essa lato sensu. Già, poiché intrinsecamente fuso assieme al metallo forgiato in gioiello dall’artigiano coesistono la cultura e la tradizione.

IL PERCHÉ DI UN EVENTO

Ecco dunque il perché di questa esposizione: è una ricerca di senso, un ri-collegamento alla propria identità attraverso il gioiello in tutte le sue varie forme ed espressioni. Il patrimonio della città, così come quello dei Maestri orafi di Valenza Po (che assieme ad Arezzo e Vicenza è una delle città dell’oro italiane) si rende perfettamente utile al conseguimento dello scopo. Il gioiello e lo spazio museale: l’esposizione dei preziosi entra a far parte del Museo napoleonico, come a voler storicizzare gli eventi attraverso il linguaggio comune degli artigiani, che riconoscono il bello, lo comprendono e poi lo curano, quindi ne godono. Storicizzare gli eventi, si diceva. In fondo Claudio Franchi è sì artigiano argentiere, ma anche storico dell’arte.

IL GIOIELLO, LA CULTURA E LA TRADIZIONE DI ESSA

Prendendo le mosse dalla sua scuola orafa, che definisce «neo scuola», egli racconta il suo universo facendo ricorso alle testimonianze, spesso raccolte personalmente negli anni, dei grandi maestri del Novecento, per poi, da ciò che essi hanno tramandato, proiettarsi nel futuro di quest’arte. «Ri-trovamenti vuole stimolare alla riscoperta confida appassionato ai microfoni di insidertrend.it -, come accade nel mondo archeologico, nel quale ogni frammento di artefatto ci restituisce il senso della vita di coloro che ci hanno preceduto. Ci si domanderà: cosa c’entra il gioiello? C’entra eccome, poiché è la forma più antica di espressività intima, tanto da governare sul corpo, in grado di stabilire relazioni, gerarchie, stili, linguaggi, emozioni».

IL GRUPPO SCUOLA ROMANA

«Il gruppo di Scuola Romana – prosegue Franchi – rivendica i valori della manualità, della sostenibilità, dell’umanesimo e delle relazioni, in alternativa alle iper produzioni massificanti di merci inutili, allo sfruttamento senza limiti delle risorse garantito dalle tecnologie digitali. Il principio di lentezza, che governa la ricerca della ridotta misura del gioiello, vuole stimolare al recupero delle piccole cose, alla rivalutazione di ciò che sia importante per il nostro vissuto.  Anche se non potrai essere presente, ci piace informarti, poiché fai parte delle persone alle quali, come Franchi Argentieri, teniamo per manifestare il nostro impegno in un lavoro per il quale siamo immensamente debitori al nostro Maestro e padre Adolfo, al quale è dedicato questo intervento».

A580 – GIOIELLI, ESPOSIZIONI E CULTURA: RI-TROVAMENTI, il gioiello tra Roma e Valenza. In mostra al Museo napoleonico della Capitale gli splendidi manufatti opera di dodici artigiani della Neo scuola romana, preziosi frutto della creatività e dell’abilità che trasuda una cultura bimillenaria.
L’inaugurazione dell’evento, che si incastona nella Roma Jewelery Week 2023, ha avuto luogo lo scorso 6 ottobre. A esso hanno preso parte in numerosi, tra appassionati e amanti del gioiello, artigiani orafi, industriali del settore e amministratori pubblici. Questo progetto di condivisione, sublimato nella splendida cornice offerta dal prestigioso spazio museale, è scaturito dall’incontro tra i Maestri di Valenza Po e la Scuola romana del gioiello. Nel corso della cerimonia di inaugurazione hanno preso la parola LAURA PANARESE (curatrice del Museo napoleonico di Roma), GIULIA SILVIA GHIA (assessore alla Cultura I Municipio Roma Capitale), MONICA CECCHINI (ideatrice di Roma Jewelery Week 2023), CLAUDIO FRANCHI (Scuola del gioiello contemporaneo), ALESSIA ZAIO (assessore ai Beni culturali del Comune di Valenza Po) e ALESSIA CRIVELLI (Fondazione Mani intelligenti).
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