IMPRESE, digitalizzazione. I dati del Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi

Esso evidenzia come le imprese che investono in tecnologie digitali siano più competitive e produttive, nonostante gli shock della pandemia e della crisi energetica. Un’analisi che indica anche l’entità dell'impatto di questi shock sull'economia italiana, con particolare attenzione all'andamento dell'inflazione, alla recessione tedesca e alla dinamica dell'export regionale

Nell’articolo redatto da Michelle Crisantemi e pubblicato il 28 marzo scorso su “Innovation Post – politiche e tecnologie per l’industria” – https://www.innovationpost.it/attualita/le-imprese-piu-digitalizzate-sono-piu-dinamiche-produttive-e-competitive-le-evidenze-nel-rapporto-competitivita-dellistat/ – emerge dunque che le imprese che investono più nelle tecnologie digitali si sono rivelate più dinamiche, abilitando vantaggi in termini di produttività e competitività che rimuovono anche i limiti tradizionalmente legati alla dimensione aziendale: è una delle evidenze che emerge dal Rapporto sulla competitività dei settori produttivi dell’Istat.

TECNOLOGIA EGUALE DINAMISMO

Nell’edizione 2024 del rapporto, la dodicesima, i ricercatori dell’Istat hanno voluto dare continuità con il rapporto 2023, proseguendo l’indagine relativa agli effetti, sul tessuto produttivo italiano, del doppio shock rappresentato dalla crisi pandemica e da quella energetica. In particolare, i nuovi dati (Registri definitivi 2021, Censimento permanente sulle imprese 2022, Modulo ad hoc della survey sul clima di fiducia di dicembre 2023) consentono di quantificare più accuratamente gli effetti del doppio shock, sia sulla struttura che sugli orientamenti strategici delle imprese. Numerosi, come di consueto, i temi analizzati dai ricercatori: dal contesto macroeconomico internazionale e italiano all’analisi dell’andamento della fiammata inflazionistica (con un focus sugli effetti della politica monetaria nel favorirne la decelerazione), agli effetti sull’economia italiana della recessione tedesca, fino all’analisi microeconomica, che si concentra sugli andamenti settoriali.

GLI ESERCIZI DI ANALISI

Diversi gli esercizi di analisi svolti in questo rapporto, tra cui una simulazione dell’effetto che avrebbe un mancato ribasso dei tassi di interesse sulla solidità economico-finanziaria delle imprese. Quest’ultimo, in particolare, ha sottolineato che in assenza di un intervento al ribasso da parte della Banca centrale europea sarebbero circa 800.000 le imprese a rischio di scendere sotto la soglia di fragilità. A venire trattati nell’articolo della Crisantemi i temi relativi alla situazione macroeconomica in ripresa tra incertezze e disparità, a import ed export italiano in calo, ai segni di vitalità sul fronte occupazionale, agli effetti della politica monetaria sulla dinamica inflazionistica, all’andamento dell’industria nel 2023 all’effetto della recessione tedesca sull’industria italiana, alle imprese maggiormente digitalizzate (anche piccole e medie imprese) che sono risultate più dinamiche, competitive e produttive; infine, l’analisi delle dinamiche territoriali. Leggi l’intero articolo al seguente indirizzo web: https://www.innovationpost.it/attualita/le-imprese-piu-digitalizzate-sono-piu-dinamiche-produttive-e-competitive-le-evidenze-nel-rapporto-competitivita-dellistat/

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