Libreville, 23 novembre 2025 – Il presidente francese Emmanuel Macron si è recato oggi in visita ufficiale nel Gabon. Tra gli obiettivi principali del viaggio vi è la necessità per Parigi di rafforzare e rinnovare il partenariato bilaterale con il Paese africano, già stretto alleato nei decenni passati.
LA POLITICA AFRICANA DELL’ELISEO
Si tratta della terza tappa del suo tour africano, che era iniziato nelle Mauritius e quindi proseguito in Sudafrica, dove ha avuto luogo il vertice G7. La visita in Gabon precede l’ultima di questo viaggio, che sarà in Angola, dove a Luanda da domani prenderanno avvio i lavori del vertice congiunto tra Unione Africana e Unione Europea. Al suo arrivo a Libreville, Macron è stato accolto dal presidente gabonese Brice Oligui Nguema, uno degli artefici del colpo di stato del 2023 che aveva spodestato Ali Bongo Ondimba. Nguema era stato poi eletto lo scorso aprile a seguito di diciannove mesi di transizione politica. Per le multinazionali francesi il Gabon dei Bango era stato per anni terra di business, un potere, quello del gruppo dirigente di Libreville, non infrequentemente vacillante e, al riguardo, si ricordano gli interventi di paras, legionari e dell’Armée de l’Air francese in loro sostegno.

IL NUOVO CORSO POLITICO A LIBREVILLE
Oggi l’Eliseo, non senza difficoltà, tenta di recuperare la praticabilità di spazi nell’area francofona africana che per Parigi negli ultimi tempi è divenuta sempre meno agibile. Allo scopo, per quanto concerne lo specifico caso del Gabon, Macron ha reso noto di «accogliere con favore il completamento della transizione», offrendo al contempo il sostegno francese alle nuove autorità insediatesi al potere a Libreville. Da parte sua, la presidenza gabonese ha replicato a questa apertura definendo quella in atto come «una dinamica politica profondamente rinnovata» e di un «dialogo ora basato su scambi tra pari». Il generale Oligui, la cui elezione secondo i rapporti redatti dagli osservatori internazionali non è stata caratterizzata da gravi irregolarità, a due anni dal golpe militare ha rinnovato per un biennio il partenariato di difesa con la Francia, accordo che dovrà comunque venire ratificato nel prossimo gennaio.

DISIMPEGNO MILITARE FRANCESE DALL’AFRICA
Parigi costretta a riconfigurare le proprie attività militari in Africa (un disimpegno annunciato, nei fatti, già da alcuni anni, a causa degli impegni divenuti insostenibili per le forze armate francesi), ha ridotto la sua presenza in Gabon a un centinaio di uomini rispetto agli oltre mille che aveva rischierato nel Paese africano negli anni passati. Una presenza che in Gabon è attualmente funzione della formazione del personale locale (oltreché, ovviamente, delle attività di intelligence francesi), in particolare per quanto concerne la costituenda accademia per la protezione dell’ambiente e delle risorse naturali, ente che verrà preposto al complesso degli strumenti di contrasto dei fenomeni del bracconaggio e dell’estrazione illegale di oro.
MATERIE PRIME, INFRASTRUTTURE E COOPERAZIONE
Per quanto concerne invece l’economia, le società d’oltralpe stanno tentando di consolidare le loro posizioni nel paese dell’Africa centrale, nel quale sono capillarmente attive nei settori petrolifero, minerario e forestale. L’Agenzia francese per lo sviluppo è impegnata nella modernizzazione delle infrastrutture, in particolare della ferrovia transgabonese, unica relazione ferroviaria del Gabon che assume una importanza strategica nel trasporto del manganese destinato all’esportazione. Un importante piano di ristrutturazione avviato nel 2024 è finalizzato alla sostituzione di quasi trecento chilometri di armamento ferroviario (rotaie e traversine), ma si tratta di un progetto il cui sviluppo viene reso complesso dalle condizioni del terreno, dalla fitta foresta attraversata e dalle forti piogge.
FINE DI UN’ERA
Nel corso della sua precedente visita ufficiale compiuta a Libreville nel marzo del 2023, Macron dichiarò solennemente che «l’era della Françafrique era finita» e che Parigi sarebbe ora divenuta una «interlocutrice neutrale» nel continente africano, perseguendo approcci prioritariamente incentrati sui giovani, sul lavoro e sui partenariati economici win-win.
