CINEMA, eventi. Arrivederci Berlinguer! sotto le stelle del cinema in Piazza Maggiore a Bologna

Martedì 18 luglio alle ore ore 21:45 il cine-concerto sul segretario del Partito comunista italiano concepito e prodotto grazie alla collaborazione tra l’Archivio Audiovisivo del Movimento operaio e democratico (AAMOD), Pordenone Docs Festival e Cinema Zero in collaborazione con Mammut Film

Affermano gli autori: «Raccontiamo Berlinguer a partire dalla grande partecipazione popolare al suo funerale. La colonna vertebrale del nostro film è costituita da “L’addio a Enrico Berlinguer”, film corale sui suoi funerali realizzato da buona parte del meglio della cinematografia italiana, tra gli altri: Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Silvano Agosti, Roberto Benigni, Carlo Lizzani, Luigi Magni, Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Gillo Pontecorvo. Abbiamo cercato di ridurre il senso celebrativo/liturgico del filmato originale legato a quei tempi e di privilegiare il rapporto umano, caldo e vivo, che Berlinguer riuscì ad avere con le masse popolari».

UN BERLINGUER VIVENTE ATTRAVERSO UN «FILM DI MONTAGGIO»

«Nel nostro nuovo montaggio – essi proseguono – abbiamo inserito il Berlinguer vivente a intervallare i tempi espansi della lunga cerimonia. Questo attraverso un’attenta selezione di una serie di filmati messi a disposizione dall’AAMOD, l’Archivio del movimento operaio e democratico, nei quali si mostra l’affetto e la partecipazione della gente verso il suo leader, in un rapporto simbiotico di incontro che ne cementa nel tempo la relazione. La nostra scelta è caduta su alcuni momenti in cui Berlinguer snocciola i temi fondanti della sua politica: generazioni, donne, famiglia, questione morale, lavoro. Il montaggio è pensato in chiave emozionale, in grado di coinvolgere il pubblico poggiandosi sulle composizioni musicali e la chitarra di Massimo Zamboni: la reiterazione del gesto, le folle, la commozione delle donne, dei politici, delle masse operaie, degli ultimi e dei capi di stato, i pugni alzati, tutto questo diventa sinfonia visiva e musicale allo stesso tempo. Un film di montaggio che guarda in avanti, che non vuole celebrare ma dare spunti: per riflettere, per ritrovare il nostro passato prossimo che sembra evaporato in una nuvola di stordita dimenticanza, per ripensare la politica, per capire cosa significa farla e viverla come comunità e in prima persona: oggi urgenza quanto mai necessaria».

MICHELE MELLARA E ALESSANDRO ROSSI

Michele Mellara e Alessandro Rossi lavorano insieme da oltre vent’anni. “Fortezza Bastiani”(2002) (Premio Solinas per la miglior sceneggiatura; cinquina del David di Donatello come Miglior regista eordiente). Dal 2003 hanno iniziato il loro percorso nel cinema documentario. “Domà case a San Pietroburgo” (2003); “Un metro sotto i pesci” (2006); “Le vie dei farmaci” (2007); “La febbre del fare” (2010); “God save the green” (2012); “Morris Bag” (2013); I’m in love with my car” (2017), Vivere, che rischio” (2019); 50- Santarcangelo Festival” (2020). Tutti film che hanno ricevuto importanti riconoscimenti e premi e sono stati trasmessi nel mondo da emittenti televisive di oltre 50 paesi. Insegnano, come Professore a contratto, all’Università di Bologna e curano laboratori e seminari per altre Università e Istituzioni Culturali. Gli ultimi loro film: “I’m in love with my car” (2017), Debutta in anteprima mondiale al Biografilm, festival che nello stesso anno dedica ai due autori un tributo con la presentazione di vari loro film. Si aggiudicano il bando “Migrarti” indetto dal MIBAC per la realizzazione di un cortometraggio di finzione, “L’incontro”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia (2017).  Nel 2019 firmano la regia di “Vivere, che rischio”, biografia del famoso scienziato Cesare Maltoni scomparso nel 2000. Il documentario si aggiudica il premio del pubblico al Biografilm e viene selezionato nella lista dei 200 titoli candidati all’Oscar per la cinquina come Miglior Documentario nel 2021. Nel 2021 formano la regia di “Musica da lettura” su e con Paolo Fresu, trasmesso da Rai 5 e Rai play con un notevole successo di pubblico. L’ultimo loro documentario, “50 Santarcangelo Festival” (2020), è stato presentato alle Giornate degli Autori alla 77° Edizione del Festival del Cinema di Venezia (2020).

MASSIMO ZAMBONI

Massimo Zamboni, nato a Reggio Emilia il 27 gennaio 1957, è un chitarrista, cantautore e scrittore italiano. È stato chitarrista e principale compositore dei CCCP e dei successivi CSI. Musicalmente è considerato uno dei padri del punk rock e del rock alternativo italiani. Dotato di uno stile e sound molto personali, la sua musica è stata d’ispirazione per numerosi gruppi rock italiani, tra cui Subsonica, Marlene Kuntz e Africa Unite, e molto apprezzata da critica e altri musicisti, tra cui Franco Battiato, ammiratore di lunga data di CCCP – Fedeli alla linea e CSI. Egli proviene da una famiglia di pastori dell’appennino emiliano in seguito dedicatasi al commercio di olio d’oliva. Negli anni settanta, Zamboni approda prima alla musica psichedelica, prog e rock. Alla fine del decennio forma il gruppo Rynazyna, unitamente a Umberto Negri e Pelloni. In seguito forma il suo primo gruppo di genere punk/new-wave, i Frigo, sempre assieme a Umberto Negri, gruppo per il quale viene composto il brano Noia, successivamente recuperato dai CCCP – Fedeli alla linea e inciso nel loro album d’esordio 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi – Del conseguimento della maggiore età, oltre che in vari demo precedenti. Da solista nel 2004 ha pubblicato l’album Sorella sconfitta realizzato con Nada, Lalli, Fiamma Fumana e il soprano Marina Parente; seguito nel 2005 dall’album dal vivo L’apertura, insieme a Nada. Ha realizzato per il cinema diverse colonne sonore quali: Passano i soldati di Luca Gasparini, Benzina di Monica Stambrini, Velocità massima e L’orizzonte degli eventi di Daniele Vicari. Ha composto anche colonne sonore per documentari, tra cui God save the green di Michele Mellara e Alessandro Rossi. Nel 2011 porta in tournée con Angela Baraldi l’album Solo una terapia: dai CCCP all’Estinzione. Ha pubblicato una decina di libri, uno dei quali con Giovanni Lindo Ferretti: In Mongolia in retromarcia (Giunti Editore).

MAMMUT FILM

La Mammut Film è una società d’autori e produttori indipendenti fondata a Bologna nel 2005 da soci attivi da oltre vent’anni nel campo delle produzioni cinematografiche. La coppia di registi e autori Michele Mellara e Alessandro Rossi, la produttrice Ilaria Malagutti, il regista Francesco Merini sono le quattro colonne portanti di questa dinamica e visionaria società. Mammut Film srl, Via Brugnoli n.7/A – Bologna

www.mammutfilm.it

INFO

Arrivederci Berlinguer! il cineconcerto: regia di Michele Mellara e Alessandro Rossi; musiche di Massimo Zamboni; prodotto da Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico (AAMOD), Pordenone Docs Festival, Cinema Zero in collaborazione con Mammut Film; opera sviluppata da un’idea di Riccardo Costantini e Luca Ricciardi; produttrice esecutiva Ilaria Malagutti; montaggio della color Correction Corrado Iuvara; arrangiamenti di Massimo Zamboni eseguiti da sé medesimo e da Erik Montanari e Cristiano Roversi; materiali d’archivio provenienti dall’AAMOD; ricerche d’archivio a cura di Claudio Olivieri; lavorazioni a cura di Milena Fiore e Alessandro Mazzucca. Precede One Week di B. Keaton e E.F.Cline, accompagnamento al piano Daniele Furlati.

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