Roma, 28 ottobre 2026 – Riguardo all’ex Ilva già nella mattinata di ieri il sottosegretrio alla Presidenza del Consoglio dei ministri Alfredo Mantovano aveva rassicurato che il Governo avrebbe confermato il proprio impegno per continuare a produrre acciaio in Italia, «siamo alla vigilia della manovra – aveva poi aggiunto -, domani il Consiglio dei ministri esaminerà il disegno di legge di Bilancio, ma vi è certamente l’impegno del governo per interventi di incentivazione all’esodo e agli investimenti nell’area di Taranto».
PRODROMI DEL TAVOLO NEGOZIALE: LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO
«Un impegno che si fonda anche sulla disponibilità, allo stato e in prospettiva, delle risorse finanziarie occorrenti per portare a compimento il processo di decarbonizzazione». Mantovano aveva comunque ricordato che l’incontro con le rappresentanze sindacali si sarebbe comunque svolto tenendo conto «delle variabili che ancora permangono», prima tra tutte quella relativa agli esiti della procedura di vendita dei complessi aziendali in amministrazione straordinaria facenti capo ai gruppi Ilva e Acciaierie d’Italia, riguardo alla quale è stato fissato al prossimo 8 novembre il termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti. «Tuttavia – aveva aggiunto -, al momento mancano piano finanziario e industriale e questo impedisce di avere un quadro definitivo e specifico». La seconda variabile è poi quella relativa alla decisione prenderà la Corte di Cassazione a Sezioni unite e, più in generale, la conclusione del procedimento giurisdizionale che riguarda l’area a caldo dello stabilimento di Taranto.

I SETTE PUNTI CONCORDATI A PALAZZO CHIGI
Nel corso del vertice che ha poi avuto luogo nella Sala Verde di Palazzo Chigi sono stati comunque concordati e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti delle aziende alcuni fondamentali punti concernenti il futuro dell’ex Ilva, che vanno dalla continuità produttiva alla tutela dell’occupazione, fino a nuovi investimenti industriali. Nel documento viene confermata la volontà espressa dall’esecutivo di mantenere in Italia la produzione dell’acciaio e trovare soluzioni idonee a garantire prospettive industriali a tutti gli stabilimenti interessati dalla crisi. C’è un esplicito riferimento alla possibile partecipazione pubblica (nelle forme dell’eventuale opzione), unitamente alla conferma dell’indirizzo produttivo verso la decarbonizzazione e il mantenimento delle lavorazioni siderurgiche, questo anche allo scopo di dare continuità alla produzione dell’acciaio attraverso un assetto industriale riguardante l’intero gruppo basato su DRI, forni elettrici, laminazione a caldo e verticalizzazione a freddo.
OPZIONE PUBBLICA E MANTENIMENTO DEGLI IMPIANTI IN ATTIVITÀ
Riguardo alle difficoltà sul piano produttivo e all’incertezza sul futuro degli impianti il Governo afferma di voler garantire al massimo la continuità operativa degli stabilimenti del Gruppo, cercando di limitare le conseguenze dell’attuale situazione industriale. Il terzo punto del verbale tratta appunto della ricerca di nuove commesse, come le iniziative in corso per acquisire ulteriori ordinativi che consentano di ridurre i periodi di inattività degli impianti, anche perché il rallentamento delle attività si tradurrebbe in un ricorso maggiore allo strumento degli ammortizzatori sociali. Il richiamo al Decreto legge n.185/2026 per la predisposizione di misure di sostegno al reddito e di salvaguardia dei livelli occupazionali concerne sia i dipendenti diretti del gruppo che i lavoratori delle imprese dell’indotto. Nel verbale si precisa che nel corso dell’esame parlamentare per la sua conversione potranno venire valutate modifiche finalizzate a individuare con maggiore precisione i soggetti destinatari delle tutele.
PREPENSIONAMENTO: I LAVORI USURANTI NEL CICLO INTEGRALE
Un altro passaggio riguarda i lavoratori che potrebbero lasciare anticipatamente gli stabilimenti: il Governo sta individuando (compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili nella prossima manovra di bilancio) una estensione delle misure previste dal punto 4, cioè interventi che favoriscano le uscite volontarie e anticipate dalle aziende del Gruppo e, tra le possibili soluzioni si cita espressamente il lavoro usurante nel ciclo integrale siderurgico. Ma anche in questo caso, al momento non sono state stabilite misure definitive e neppure individuate le risorse necessarie alla copertura dell’operazione, seppure l’esecutivo al riguardo si sia impegnato a fornire ulteriori informazioni entro la metà di dicembre, a seguito degli approfondimenti effettuati sulle compatibilità di natura finanziaria. Riguardo alla reindustrializzazione, il Governo ha reso noto che lo scorso 27 ottobre è stato avviato un confronto con alcune grandi imprese, partecipate dallo Stato e private, che avrebbero manifestato disponibilità riguardo a possibili progetti.
LA VERIFICA AL PROSSIMO TAVOLO NEGOZIALE
Infine, il Governo si è impegnato a riconvocare il tavolo ex Ilva entro la metà del prossimo mese, quando dovranno venire verificati i passi in avanti compiuti dalle iniziative annunciate, oltreché approfondite le questioni rimaste ancora aperte. Soddisfazione espressa dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali all’uscita da Palazzo Chigi. «Oggi è stato assunto un impegno molto importante – ha dichiarato Davide Sperti, segretario generale della Uilm -, esso è frutto della mobilitazione dei lavoratori di tutti gli stabilimenti, a partire da Taranto, Genova, Novi e tutte le comunità che ospitano Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. È stato sottoscritto un impegno con il Governo di questo Paese che, a parte il decreto che si trova già nella fase di conversione, prevede la disponibilità a discutere anche degli strumenti di risarcimento, come avevamo chiesto da tempo. Riguardano sia i lavori usuranti per chi è stato esposto al ciclo integrale per almeno dieci anni, oltre ai prepensionamenti, anche la disponibilità a discutere di incentivi all’esodo volontario».
SODDISFAZIONE ESPRESSA DAI SINDACATI
«Oltre a questo – ha quindi proseguito il leader della Uilm -, c’è stata una interlocucuzione con aziende anche a partecipazione pubblica, sulla quale si valuteranno gli eventuali interessi concreti su progetti di reindustrializzazione ed entro la metà di novembre verrà anche riconvocato il tavolo permanente qui a Palazzo Chigi su questo punto. Inoltre, entro metà dicembre avremo le certezze riguardo alle disponibilità finanziarie, perché bisognerà vedere l’iter di conversione del decreto legge e anche la Legge di Bilancio. Infine, cè anche la volontà sottoscritta di creare un progetto industriale, indipendentemente da questa gara, che va avanti da troppo tempo e che non ha visto alcun interesse concreto fino a questo momento, anche di prevedere eventualmenteuna partecipazione pubblica a un progetto che mantenga un minimo di presidio siderurgico negli stabilimenti di produzione di acciaio primario, partendo da Taranto».



