AEROSPAZIO, intelligence e complotti. Il nuovo piano iraniano per uccidere Trump risolleva dubbi sulla sicurezza dell’Air Force One

Le informazioni sulla possibile azione da parte di strutture della Repubblica Islamica sono state condivise dai servizi segreti di Israele con quelli statunitensi. A questo punto assumono maggiore plausibilità le ipotesi esplorate in un primo momento, dopo il singolare ricorso da parte dello stesso Donald Trump al vecchio Air Force One per lasciare Ankara a seguito dell’ultimo vertice della NATO. Il fatto aveva ingenerato dubbi riguardo alle attuali asserite carenze per quanto concerne i sistemi di sicurezza e autoprotezione che ancora affliggerebbero il nuovo jet, un Boeing 747 donato agli Stati Uniti d’America dal Qatar lo scorso anno e in seguito sottoposto a interventi di riconfigurazione da parte della società specializzata L3Harris Technologies

Washington, 10 luglio 2026 – Mentre prosegue lo scontro al calor bianco sulla possibile cessione di caccia da superiorità aerea di quinta generazione F-35 alla Turchia, annunciata recentemente dal presidente statunitense, ma fortemente osteggiata da Israele, che la ritiene «non compatibile» con una struttura militare che, nonostante sia parte della NATO, si è dotata dei sistemi missilistici russi S-400, a seguito della diffusione delle informazioni di intelligence relative a un nuovo e piano iraniano per assassinare Donald Trump (informazioni condivise dagli apparati dello Stato ebraico con quelli degli Stati Uniti d’America), assumono maggiore plausibilità le ipotesi esplorate in un primo momento dopo il singolare ricorso da parte dello stesso Trump al vecchio Air Force One per lasciare Ankara a seguito dell’ultimo vertice della NATO.

COMPLOTTI E AEROPLANI

Il fatto aveva ingenerato dubbi riguardo alle attuali asserite carenze per quanto concerne i sistemi di sicurezza e autoprotezione che ancora affliggerebbero il nuovo jet, un Boeing 747 donato agli Stati Uniti d’America dal Qatar lo scorso anno e in seguito sottoposto a interventi di riconfigurazione da parte della società specializzata L3Harris Technologies. Si sarebbe dovuto trattare di un sostituto temporaneo a causa dei ritardi della Boeing nella consegna dei nuovi Air Force (One e Two) di nuova generazione, a lungo ritardata, tuttavia, i detrattori avevano egualmente messo in dubbio la convenienza dell’operazione evidenziandone i costi elevati (lievitati a oltre 5 miliardi di dollari, con ulteriori oneri aziendali derivanti dallo sviluppo del progetto), i gap in termini di sicurezza e i tempi dell’aggiornamento dell’aeromobile. La commessa della Casa Bianca prevede la consegna di due 747-8 realizzati appositamente e fa seguito alla stipulazione di un contratto risalente al 2018 del valore di 3,9 miliardi di dollari. Ma nel tempo il programma ha accumulato dei ritardi e si prevede che la disponibilità degli Air Force presidenziali non possa venire garantita prima della metà del 2028, dunque non entro la fine del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, che terminerà nel gennaio 2029.

COINCIDENZA A MILDENHALL

Al temine dell’ultimo vertice NATO, Trump era decollato dall’aeroporto di Ankara a bordo del vecchio Air Force One in un momento nel quale US Centcom stava sferrando una serie di attacchi contro il territorio iraniano (la Repubblica Islamica confina con la Turchia). Con quell’aereo ha quindi raggiunto la Royal Air Force Base di Mildenhall, in Gran Bretagna, sul cui sedime aeroportuale ha poi cambiato velivolo salendo su quello donatogli dall’emiro di Doha. In seguito, il quotidiano “New York Times” ha riferito che il cambio di velivolo è stato effettuato su richiesta dei servizi segreti statunitensi in ragione delle necessarie «precauzioni di sicurezza». Dal canto suo, il presidente statunitense ha comunque evitato di affrontare l’argomento pubblicamente, eludendo le specifiche domande sulla sicurezza dell’Air Force One postegli dai giornalisti nel corso delle conferenze stampa, accampando giustificazioni di circostanza, pur senza negare i precedenti presunti tentativi di assassinio da parte dei servizi segreti della Repubblica Islamica dell’Iran.

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