Roma, 14 luglio 2026 – «Lo Stato italiano partecipa alla ricostruzione dei paesi colpiti dai conflitti con una strategia integrata, un sistema in sinergia tra istituzioni pubbliche, organismi internazionali e aziende private di livello eccezionale. Un modello che, a livello mondiale, si distingue per diplomazia, governance, pianificazione, progettazione e cantierizzazione delle opere, partendo dalle infrastrutture logistiche primarie: ferroviarie, stradali e aeree». Lo ha dichiarato oggi l’onorevole Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia responsabile del dipartimento lavori pubblici del suo partito politico, intervenuta al convegno “L’Italia che ricostruisce”.
Erica Mazzetti
RUOLO DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE
«Tutto questo è possibile grazie alle società partecipate dello Stato come FS Engineering, Anas, Enav e Leonardo” – ha aggiunto la Mazzetti -, dalla fase di pianificazione e progettazione si passa poi a quella più concreta della realizzazione delle opere. Qui entrano in campo le nostre aziende di costruzione, segmento chiave e punta avanzata. Il campione nazionale delle costruzioni è Webuild, partecipata da Cassa depositi e prestiti, che agisce da general contractor, insieme a consorzi privati supportati da Sace, che aprono fisicamente i cantieri in loco con professionalità e tecnologie avanzate. Nessuna di queste aziende lavora in modo isolato. “Operano tutte sotto il coordinamento e il controllo del Mimit, agendo in modo sinergico e formando quello che definiamo il ‘Sistema Italia’, che sta facendo salti di qualità».
SOSTENERE LE IMPRESE ITALIANE
«Dobbiamo sostenere le nostre aziende che vogliono investire in questo settore – ha quindi proseguito la parlamentare azzurra -, soprattutto sul fronte della burocrazia, semplificando le procedure in particolare per le piccole e medie imprese, che hanno il diritto di avere le stesse opportunità dei colossi. Premiando in fase di gara internazionale la qualità rispetto al massimo ribasso e adottando standard normativi e trasparenza in linea con l’Unione europea. Poi serve intervenire sulla liquidità: aumentare l’anticipo di cassa, oggi tra il 10% e il 20%, portandolo almeno al 50% per l’avvio del cantiere. E, soprattutto, garantire pagamenti certi e puntuali alle imprese. L’Italia può e deve fare molto: il governo, il Parlamento e in particolar modo Forza Italia, faranno la loro parte».
ANCE TOSCANA
In conclusione, restando sul tema ma con riferimento alla sua regione di origine, la Mazzetti si è quindi rivolta a Rossano Massai, confermato presidente di Ance Toscana, oltreché ai vicepresidenti Giangiacomo Gellini e Stefano Fani, ai quali ha rivolto «i più sinceri auguri di buon lavoro», ricordando che «Massai, dell’impresa Fratelli Massai, porta con sé una lunga esperienza nel settore edile e, in particolare, nei lavori pubblici. Una competenza di cui la Toscana ha bisogno in una fase in cui le imprese sono chiamate a dare un contributo decisivo alla realizzazione delle opere, dalla ricostruzione post alluvioni alle infrastrutture strategiche, fino alle infrastrutture pubbliche, senza dimenticare la rigenerazione urbana, sociale, ambientale, energetica ed economica, e in fine lo strumento del Piano casa. Il mondo delle costruzioni chiede regole chiare, tempi certi e meno burocrazia: le imprese edili toscane sono un’eccellenza ma la politica locale deve essere meno ideologica e uscire dalle logiche ottuse che hanno bloccato lo sviluppo economico negli ultimi decenni. Con Ance Toscana e con un presidente come Rossano Massai, che conosce bene il territorio e le sue criticità e peculiarità, possiamo continuare a costruire un vero dialogo tra Istituzioni e categorie per far ripartire i cantieri e far crescere l’occupazione qualificata».



