IMMIGRAZIONE, contrasto flussi illegali. Roma: riunione del formato Libia-Italia-Turchia-Qatar

Per l’Italia erano presenti il consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei ministri, Fabrizio Saggio, e quello per la Sicurezza nazionale di Palazzo Chigi. Del vertice è stato data notizia mediante un comunicato stampa diffuso dal Governo di unità nazionale libico presieduto da Abdulhamid Dabaiba

Roma, 19 maggio 2026 – Ennesima riunione del comitato quadrilaterale tra Libia, Italia, Turchia e Qatar dedicato al contrasto dell’immigrazione irregolare e al coordinamento sulla sicurezza nel Mediterraneo centrale.

CONTRASTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

L’avvenuto vertice, che ha avuto luogo a Roma, è stato reso noto dal Governo di unità nazionale (Gun) della Libia presieduto da Abdulhamid Dabaiba. Alla riunione hanno partecipato il consigliere per la Sicurezza nazionale del premier libico, Ibrahim Dabaiba, e il ministro di Stato per la Comunicazione e gli Affari politici Walid al Lafi. Per l’Italia il consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei ministri, Fabrizio Saggio, e il quello per la Sicurezza nazionale; hanno inoltre preso parte all’incontro il consigliere senior del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, Akif Çağatay Kiliç, e il ministro di Stato qatariota agli Esteri, Mohammed bin Abdulaziz Al Khulaifi.

IL VERTICE

Il comunicato diffuso dal Governo con sede a Tripoli riferisce di un vertice incentrato sui lavori delle commissioni tecniche costituite nel quadro del meccanismo quadrilaterale, inoltre è stato discusso il tema del rafforzamento del coordinamento comune sul dossier migratorio, incluso il contrasto alle reti di traffico di esseri umani e di contrabbando. La parte nordafricana ha ribadito che il Governo di unità nazionale considera la migrazione irregolare «un dossier sovrano, securitario e umanitario complesso», sostenendo la necessità di una «autentica partnership internazionale basata sul rafforzamento delle capacità dello Stato libico, in particolare dei ministeri della Difesa e dell’Interno, oltreché sul sostegno ai progetti di sviluppo nelle aree maggiormente interessate dalle rotte migratorie».

RUOLO LIBICO E RECRIMINAZIONI DI TRIPOLI

Tripoli ha inoltre inteso ribadire come la Libia non sia una patria per l’immigrazione irregolare «e dunque non può trasformarsi in una zona di reinsediamento dei migranti». I libici insistono infatti sulla necessità di affrontare il fenomeno attraverso il sostegno ai paesi d’origine dei migranti, oltreché ai programmi di rimpatrio volontario e alle iniziative di sviluppo economico e di stabilizzazione. Nel corso dell’incontro, la delegazione di Tripoli ha illustrato le misure varate negli ultimi mesi, tra le quali quelle del rafforzamento delle capacità operative della Guardia costiera, del sostegno operativo alle forze di sicurezza e dello sviluppo del progetto finalizzato alla creazione di un centro operativo congiunto nell’ambito della cooperazione quadrilaterale.

IL FORMATO «QUADRILATERALE»

Il formato Libia-Italia-Turchia-Qatar si è andato delineando negli ultimi mesi nelle forme di uno dei principali canali di coordinamento politico e tecnico relativamente al dossier migratorio nel Mediterraneo centrale. Una iniziativa concepita allo scopo di rafforzare il supporto logistico e tecnologico alle strutture statali di Tripoli, implementare lo scambio di informazioni e il coordinamento  delle operazioni contro le reti di traffico di migranti attive lungo le rotte tra Sahel, Libia e Mediterraneo.

Condividi: