Washington, 4 febbraio 2026 – L’amministrazione degli Stati Uniti d’America potrebbe imporre sanzioni all’Algeria quale conseguenza del suo acquisto di velivoli da combattimento di produzione russa, lo ha reso noto il responsabile dell’Ufficio per gli Affari del Vicino Oriente del Dipartimento di Stato americano Robert Palladino, intervenuto al cospetto dei componenti il Comitato per le Relazioni estere del Senato, a Washington, in quanto specificamente richiesto di informazioni sull’argomento.
LE SCELTE DI ALGERI ALLARMANO WASHINGTON
«Abbiamo preso visione anche noi delle notizie diffuse dai media e sono motivo di preoccupazione», ha egli risposto in quella sede, sottolineando che «il Dipartimento di Stato è determinato ad applicare la legge per contrastare gli avversari degli Stati Uniti d’America attraverso il ricorso alle sanzioni. Quindi, transazioni del tipo che lei ha descritto potrebbero portare all’attivazione di tali misure». Palladino ha infine precisato che, allo specifico riguardo, «un confronto maggiormente approfondito con i membri del Senato potrà avere luogo a porte chiuse». Il responsabile del Dipartimento di Stato ha poi risposto a una domanda postagli riguardo alle iniziative che l’Amministrazione americana potrebbe assumere allo scopo di dissuadere l’Algeria dall’acquistare equipaggiamenti militari di produzione russa: «Collaboriamo strettamente con il Governo algerino su questioni in cui troviamo un terreno comune – ha chiarito Palladino -, certamente ci troviamo in disaccordo su molti temi, e questo è un esempio dell’ambito nel quale gli Stati Uniti si troveranno di fronte a una sfida».

Suchoi SU-30MK dell’Aeronautica militare algerina
PRESSIONI ESERCITATE «A RIFLETTORI SPENTI»
Palladino ha infine concluso con un sibillino ammonimento indirizzato allo Stato nordafricano: «Utilizziamo l’influenza di cui disponiamo spesso lontano dai riflettori, questo al fine di promuovere i nostri interessi e porre fine a comportamenti inaccettabili». Ma quale è l’oggetto della preoccupazione degli americani? Perché spaventa tanto questo caccia di quinta generazione prodotto dal conglomerato della ricerca e dell’industria aeronautica russa United Aircraft Corporation (UAC), parte di Rostec, a sua volta controllata dallo Stato russo, il gruppo che a suo tempo assorbì gli atelier di MiG, Sukhoi e Tupolev? La risposta risiede nel fatto che lo schieramento operativo dei Suchoi Su-57E da parte dell’aeronautica di Algeri ne incrementerà significativamente le capacità offensive dello strumento militare, in particolare nel Nord Africa. Esattamente un anno fa la Difesa del Paese maghrebino aveva annunciato pubblicamente attraverso la televisione l’attesa consegna di questi potenti aerei da combattimento, confermando la presenza di propri piloti nella Federazione Russa, dove stavano frequentando corsi di addestramento all’impiego del caccia.
SUCHOI SU-57 IN LINEA CON L’AERONAUTICA MILITARE ALGERINA
Nel successivo mese di novembre, durante un’importante evento espositivo del settore industriale della Difesa, il Dubai Airshow, il CEO di UAC annunciò pubblicamente la consegna «a un committente estero» della prima coppia di Su-57E. Seppure egli non specificò chi fosse l’utente finale, emerse egualmente che si trattava dell’Algeria, che aveva ordinato quattordici caccia multiruolo di quinta generazione di quel tipo. Le consegne dei Su-57E (versione da esportazione del Su-57 Felon russo in precedenza già esposto in altre occasioni: ai saloni MAKS nel 2019 e nel 2020 e all’air show di Zhuhai, nella Repubblica Popolare Cinese) dovrebbero venire completate entro il 2028, ovviamente qualora il sistema industriale aeronautico russo riesca a sostenere i ritmi produttivi imposti dai contratti stipulati con acquirenti esteri, già gravati dall’impegno relativo al soddisfacimento del fabbisogno interno delle Forze aerospaziali di Mosca. Oltreché, a questo punto, ovviamente anche dalle dinamiche politiche internazionali.



