Padova, 27 agosto 2026 – Alberto Biasi, l’artista padovano (classe 1937) tra i principali esponenti dell’arte ottico-cinetica a livello internazionale nonché cofondatore nel 1960 a Padova del Gruppo N, fino al 10 gennaio 2027 esporrà quattro sue opere nel museo Museo Casa Rusca di Locarno nell’ambito della mostra L’occhio dinamico.
TRAIETTORIE DELLA PERCEZIONE
Si tratta di lavori realizzati negli anni Sessanta, Traiettorie della percezione, in esposizione per la cura di Marco Franciolli, un evento dedicato ai processi della visione nelle arti tra XX e XXI secolo. L’invito a partecipare alla collettiva accanto ad altre 56 opere di artisti svizzeri e di fama internazionali (tra i quali Gianni Colombo, Dadamaino, Franco Grignani, Florence Henri, Markus Raetz, Jean Tinguely, Grazia Varisco, Felice Varini e Victor Vasarely) gli è pervenuto in un anno, il 2026, caratterizzato per il maestro da diversi impegni espositivi: a Palazzo Reale di Napoli si è conclusa il 1 agosto Alberto Biasi e altre visioni delle superfici: Hsiao, Rotta Loria, Tornquist; in Fondazione Ettore Majorana ad Erice è in corso fino al 24 gennaio 2027 la collettiva Antonino Zichichi e l’arte contemporanea: dalla materia alla meraviglia; mentre dal 6 febbraio al 12 aprile a Palazzo Regazzoni di Sacile ha avuto luogola mostra Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea.
LOCARNO E L’OCCHIO DINAMICO
Alla mostra di Locarno che esplora il rapporto tra percezione, movimento e costruzione dell’immagine coinvolgendo attivamente il pubblico, Biasi sarà presente con due esemplari delle sue celebri Trama datate 1959 e 1960, provenienti dall’Archivio Alberto Biasi di Padova; una grande Gocce del 1967 (182×182 cm.), più una seconda grande Gocce intitolata Vedi: come quando fuori piove, proveniente quest’ultima dalla Galleria Ravizza di Lugano. A illustrare l’esposizione è il suo curatore: «Vedere è il punto di partenza del progetto che propone opere capaci di mettere in discussione lo sguardo trasformando la percezione in esperienza attiva – afferma Franciolli -, il percorso fatto di sei sezioni, attraversa illusioni ottiche, immagini ambigue e installazioni immersive, fino a una riflessione finale sul ruolo degli algoritmi nella percezione contemporanea. E’ infatti nel contesto digitale che l’esperienza visiva diventa ancora più mediata dai processi di calcolo che organizzano la realtà».
GLI EVENTI A CASA RUSCA
La presentazione è accompagnata da un catalogo di un centinaio di pagine (Edizioni Casagrande) con contributi di studiosi e un saggio sul rapporto tra percezione e cinema scritto da Giona Antonio Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival. Nel contesto della mostra saranno organizzati eventi collaterali che comprendono visite guidate, incontri e laboratori, in collaborazione con istituzioni culturali del territorio. Cara Rusca è un’elegante dimora settecentesca di tre piani affacciata su piazza Sant’Antonio, essa ha altrettanti loggiati interni, sede dopo il restauro degli anni Ottanta, di museo e Pinacoteca comunale che ospita esposizioni temporanee di artisti svizzeri e internazionali.



