IRAN, guerra. Abbattuto F-15E americano: si cerca un membro dell’equipaggio

Il velivolo da caccia statunitense è stato abbattuto nello spazio aereo della Repubblica Islamica, un membro dell’equipaggio è stato recuperato dalle unità CSAR americane, che sono attualmente alla ricerca del secondo militare eiettatosi. Colpito anche un elicottero impegnato nella ricerca

Washington, 3 aprile 2026 – Un velivolo da caccia statunitense è stato abbattuto nello spazio aereo della Repubblica Islamica dell’Iran, attualmente sono in corso le operazioni di ricerca e soccorso (CSAR, Combat Search and Rescue) al fine di individuare i sopravvissuti, mentre un membro dell’equipaggio è stato tratto in salvo dagli americani.

NESSUN COMMENTO DA WASHINGTON SULL’ACCADUTO

Si tratta del primo abbattimento del genere dall’inizio della guerra nel Medio Oriente, che dura ormai da quasi cinque settimane. Il Pentagono e US Centcom non hanno per il momento commentato l’accaduto. Si tratta di un avvenimento ritenuto in grado di incidere sfavorevolmente sulla popolarità interna al suo paese del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, questo mentre si avvicina sempre più la data delle lezioni di mid-term. Infatti, la possibilità che i piloti dell’aereo militare abbattuto siano vivi e in fuga all’interno del territorio iraniano aumenta le criticità di un conflitto che non ha mai ottenuto un pieno sostegno popolare tra gli americani, in particolare dal (per quanto minoritario) segmento di elettorato riconducibile al bacino proprio di Trump, cioè i cosiddetti «MAGA» (Make America great again).

CACCIA ALL’UOMO

Se questa è davvero la realtà sul campo di battaglia, ora le forze armate statunitensi si troveranno a dover tentare di salvare la vita del membro dell’equipaggio sopravvissuto (l’equipaggio del F-15E è composto da un pilota e da un addetto ai sistemi d’arma), evitando al contempo perdite tra i militari che sono impegnati nella pericolosa missione di salvataggio. Allo specifico riguardo, a Teheran non hanno certo perso tempo, poiché le autorità della Repubblica Islamica hanno esortato la popolazione civile a prestare la massima attenzione nella ricerca dei piloti americani, diffondendo mediante i social media le immagini che mostrerebbero i rottami del velivolo abbattuto, seppure a venire mostrate siano state inizialmente immagini di un F-35. E ovviamente è iniziata una durra guerra psicologica e mediatica, con l’agenzia di stampa iraniana ISNA che ha immediatamente resa nota la dichiarazione del governatore delle province di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad: «Chiunque catturerà o ucciderà l’equipaggio riceverà un encomio speciale».

LE CONDIZIONI DETTATE DA TRUMP

L’abbattimento ha avuto luogo nel quadro delle operazioni aeronavali che hanno fatto seguito alle minacce proferite dal presidente statunitense, che ha recentemente dichiarato di volere bombardare l’Iran per «riportarlo all’età della pietra», ricorrendo allo scopo anche ad attacchi alle infrastrutture energetiche e agli impianti di desalinizzazione del Paese, esercitando contestualmente forti  pressioni sulla leadership della Repubblica Islamica affinché questa ponga fine al guerra alle condizioni dettate dalla Casa Bianca. A oggi (dati forniti da US Centcom) nel conflitto in corso nel Medio Oriente hanno perso la vita tredici militari statunitensi, mentre oltre trecento sono rimasti feriti, tuttavia, finora nessun americano è stato fatto prigioniero dagli iraniani.

CIÒ CHE DICE LA CASA BIANCA E QUANTO FA INVECE TRAPELARE L’INTELLIGENCE

Sebbene la Casa Bianca abbia ripetutamente tentato di accreditare la sconfitta delle forze armate degli ayatollah, l’intelligence statunitense ha fatto circolare la notizia secondo la quale Teheran disporrebbe ancora di ingenti quantitativi di sistemi missilistici, conservando la propria capacità nel settore della produzione di velivoli a pilotaggio remoto (droni). Nei fatti, alla data di domenica scorsa gli americani erano in grado di affermare con certezza di avere distrutto soltanto un terzo dell’arsenale missilistico iraniano, mentre sul resto si sono espressi con minore chiarezza, seppure si ritenga che buona parte di essi siano stati danneggiati, distrutti o seppelliti a seguito dei bombardamenti che hanno colpito le infrastrutture bunker sotterranee nelle quali quei sistemi d’arma si trovavano stoccati.

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