INDUSTRIA, crisi. Electrolux: nonostante volumi e occupazione stabili il settore risente fortemente della competizione asiatica

A una dinamica stagnante di mercato e ad assetti produttivi e occupazionali stabili negli stabilimenti produttivi del Paese si associa una sempre più aggressiva concorrenza asiatica, in particolare sui prezzi. Preoccupano, dunque, di più le prospettive di sostenibilità del Gruppo industriale (e del settore in generale) piuttosto che il livello produttivo

Venezia, 20 marzo 2026 – Ha avuto luogo ieri a Mestre l’incontro di informativa annuale con Electrolux. Al riguardo, in un comunicato stampa congiunto Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm affermano che «di positivo si registra il buon livello qualitativo riconosciuto dai consumatori, ma di negativo il fatto che i livelli di redditività restano modesti, seppure in miglioramento».

ELECTROLUX: PUNTO DELLA SITUAZIONE

I volumi del 2025 si sono assestati sostanzialmente in linea con le previsioni di settembre, nonché con quelli dell’anno precedente: 640.000 a Susegana, 648.000 a Solaro, 707.000 a Porcia, 1.488.000 a Forlì e 77.000 a Cerreto d’Esi. L’ammontare degli investimenti in Italia nel 2025 è stato pari a 47,8 milioni di euro, mentre le previsioni per il 2026 sono di 81.000 pezzi a Cerreto, 1.580.000 a Forlì, 532.000 a Susegana, 728.000 a Porcia e 680.000 a Solaro. «L’indice degli infortuni in Italia permane fortunatamente basso – prosegue il comunicato dei sindacati del comparto metalmeccanico -, ma in lieve aumento rispetto allo scorso anno, ragione per cui saranno intraprese iniziative finalizzate a una crescente attenzione ai comportamenti sicuri».

GLI STABILIMENTI PRODUTTIVI DEL GRUPPO

Sono in procinto di venire realizzati i progetti di installazione di pannelli solari a Porcia e a Susegana; sono in fase di valutazione iniziative analoghe a Forlì e a Solaro. Al 31 dicembre 2025 gli occupati in Italia risultavano essere 4.542, dei quali 2.820 operai e 1.722 impiegati, fra gli operai se ne contano 118 a tempo determinato. «In pratica siamo dinanzi a una dinamica stagnante di mercato e ad assetti produttivi e occupazionali stabili negli stabilimenti italiani – concludono i sindacati -, sempre più aggressiva, specie sul versante dei prezzi, è però la concorrenza asiatica.

CONCORRENZA ASIATICA SEMPRE PIÙ AGGRESSIVA

Ad essere preoccupanti sono quindi più le prospettive di sostenibilità del gruppo e del settore che il livello produttivo degli stabilimenti italiani, tale da escludere in questa fase dell’anno l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, salvo purtroppo la solidarietà a Cerreto. Alla luce di ciò abbiamo convenuto la necessità di svolgere un ulteriore incontro di approfondimento, possibilmente entro aprile; infine chiederemo la convocazione del tavolo del settore degli elettrodomestici al Ministero delle Imprese e del Made in Italy».

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