8 luglio 2025 – Il servizio di intelligence e sicurezza della Difesa (MIVD) e quello di intelligence e sicurezza generale dei Paesi Bassi (AIVD), oltreché l’intelligence estera tedesca (Bundesnachrichtendienst, BND) hanno reso noto che le forze armate della Federazione Russa starebbero intensificando l’impiego di armi chimiche in Ucraina, questo, ovviamente, in violazione dei principi e delle regole stabilite dalla Convenzione sulle armi chimiche. Il ministro della Difesa olandese Ruben Brekelmans ha recentemente informato la Camera dei Rappresentanti del suo paese che Mosca «sta facendo ricorso a un’ampia gamma di armi chimiche con una frequenza crescente e non esita a impiegare agenti più potenti come la cloropicrina».
LA MINACCIA CHIMICA RUSSA
Negli ambienti delle intelligence militari occidentali era già noto da tempo che la Russia stesse utilizzando gas lacrimogeni in Ucraina, ora i servizi segreti olandesi e tedeschi confermerebbero l’impiego da parte russa anche di cloropicrina, un agente chimico più potente in grado di risultare fatale qualora utilizzato in elevate concentrazioni all’interno di spazi chiusi. Una conclusione raggiunta a seguito di analisi condotte in collaborazione tra le citate agenzie di intelligence che evidenzia una violazione ancora più grave della Convenzione sulle armi chimiche, che vieta l’uso di questo agente chimico soffocante in qualsiasi circostanza. Ad avviso del direttore del MIVD, il viceammiraglio Peter Reesink, questa intensificazione è motivo di preoccupazione, poiché «dimostra che la Russia sta intensificando l’uso di armi chimiche ed è pronta a impiegarle. Conseguentemente, la minaccia del programma di armi chimiche di Mosca sta aumentando».
L’OLANDA PREME PER ISOLARE ULTERIORMENTE MOSCA
Il ministro della Difesa olandese Ruben Brekelmans ha dichiarato al riguardo che «l’impiego di armi chimiche da parte russa si sta intensificando. Queste armi vengono impiegate sistematicamente e su larga scala, si tratta di una situazione pericolosa. È del tutto inaccettabile e dimostra ancora una volta la brutalità dell’aggressore che l’Ucraina deve affrontare. Stiamo richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica su questo aspetto perché l’impiego di armi chimiche da parte della Russia non deve divenire una cosa normale. Abbassare la soglia per l’uso di questo tipo di armi costituisce un pericolo non soltanto per l’Ucraina, ma anche per il resto dell’Europa e del mondo. Ciò richiede quindi ulteriori sanzioni, l’isolamento della Russia e un incessante sostegno militare all’Ucraina».
I DATI FORNITI DA KIEV
Il Ministero della Difesa ucraino afferma che le forze armate russe hanno effettuato oltre novemila attacchi con armi chimiche contro le truppe ucraine dall’inizio dell’invasione su larga scala iniziata nel 2022. Secondo Kiev, «almeno tre decessi possono venire attribuiti direttamente all’esposizione ad armi chimiche». Sempre secondo gli ucraini, indirettamente, l’impiego di armi chimiche da parte dell’Armata russa avrebbe causato un numero molto maggiore di vittime, poiché gli agenti chimici avrebbero costretto molti militari ucraini ad abbandonare le loro posizioni protette e uscire allo scoperto, venendo in seguito uccisi con armi convenzionali.
IL PROGRAMMA CHIMICO MILITARE DELL’ARMATA
MIVD, AIVD e BND osservano che la leadership militare russa, così come le unità militari russe CRBN (Difesa radiologica, chimica, biologica e nucleare) ricorrono all’uso di agenti chimici e ne facilitano attivamente l’impiego. Le citate agenzie di intelligence olandesi e tedesca asseriscono che l’uso di gas lacrimogeni e cloropicrina da parte delle truppe russe sarebbe ormai divenuto una prassi consolidata che, con ogni probabilità, continuerà a rappresentare una minaccia anche in futuro. Mosca alloca ingenti risorse nel proprio programma chimico militare, che risulterebbe in fase incrementale sul lato della ricerca, anche grazie al reclutamento di scienziati applicati allo specifico settore.



